Pubblichiamo integralmente due testimonianze giunte in redazione, da due residenti in via Ponte Romano, area colpita dall’alluvione del 2023. Le autrici raccontano la propria esperienza quotidiana e pongono interrogativi sulle condizioni abitative e sullo stato degli interventi.

La testimonianza di Adriana Nukaj

“Mi chiamo Adriana Nukaj, ho 60 anni, sono albanese e vivo in Italia da 24 anni con la mia famiglia. Dieci anni fa ci è stato assegnato un appartamento Erp di 92 mq. La famiglia è composta da mamma, 4 figlie, 4 nipoti, per un totale di 11 persone adulte, di cui 4 disabili.

La convivenza forzata di così tante persone, con la condivisione di posti letto, cucina e bagni, è già una situazione impensabile per molti.

Inoltre, nel 2024, subito dopo l’alluvione, ho ricevuto una bolletta di migliaia di euro relativa al consumo dell’acqua. Tramite il Comitato Alluvionati ho chiesto spiegazioni all’amministratore, in merito a questo aumento del 400%.

Ci viene risposto che non abbiamo i contatori — su loro dichiarazione non leggibili a causa della melma secca dopo 3 anni oppure, se li abbiamo, non si sa quali siano quelli funzionanti.

Facendo un calcolo pro capite, sono stata la più penalizzata. Tengo a precisare che ho sempre pagato tutto e ora mi ritrovo senza niente, sul conto corrente. Per la prima volta nella mia vita ho chiesto un aiuto ai Servizi sociali, mettendo da parte l’orgoglio, ma non può essere la soluzione. Ho un Isee inferiore a 5mila euro e viviamo in 11 in un appartamento, ammucchiati come animali in gabbia. Io però non ho perso la speranza e sogno ancora un futuro diverso.

La testimonianza di Samanta Fanti

“Io mi chiamo Samanta Fanti, sono una vicina di Adriana. A tre anni dall’alluvione, quello di via Ponte Romano rimane forse l’unico cantiere ancora in itinere. Vivo con la mia famiglia tra muffa, muri bagnati e melma. La mia salute psicofisica sta peggiorando, come quella degli altri residenti.

Mi unisco alla mia amica Adriana perché voglio tornare a vivere serenamente e sapere cosa sta succedendo da tre anni, in questo posto abbandonato. Chiediamo solamente di conoscere la verità.”