Salah, 58 anni, vive in Italia dal 1999. Dopo un grave incidente ha perso un occhio, il lavoro da muratore e la famiglia. Per anni ha vissuto di occupazioni saltuarie e dell’aiuto della Caritas, che oggi lo ospita nel dormitorio di Faenza. Ora lavora nei campi e spera di tornare un giorno in edilizia
Da muratore con una vita stabile e una famiglia, a uomo solo costretto a dormire in dormitorio dopo un incidente che gli ha cambiato completamente l’esistenza. Salah, marocchino di 58 anni, vive a Faenza da alcuni anni e oggi cerca lentamente di ricostruire il proprio futuro, sostenuto dall’aiuto della Caritas. «È dal 1999 che vivo in Italia, dove sono venuto per cercare lavoro. I primi dieci anni ho lavorato come muratore a Igea Marina».
Maledetto incidente
Per molto tempo la sua vita sembrava aver trovato un equilibrio. Poi è arrivato un grave incidente stradale che ha cambiato tutto. «L’assicurazione non ha coperto nulla, ho avuto un grave infortunio all’occhio, che ho perso. E insieme alla salute ho perso anche il lavoro e la mia famiglia». Dopo l’incidente, infatti, la moglie e i due figli si sono trasferiti in Lombardia. «Non li vedo ormai da 13 anni e non so più niente di loro».
Impossibilitato a continuare il lavoro da muratore, Salah ha iniziato un lungo periodo di precarietà, spostandosi in diverse città italiane alla ricerca di occupazioni saltuarie. «Sono stato in giro per due anni, da L’Aquila a Roma, fino ad Aversa. Trovavo lavori provvisori, qualche giornata, ma niente di stabile». In quei momenti difficili, racconta, il sostegno della Caritas è stato fondamentale. «Per fortuna ho sempre ricevuto una mano. Mi hanno ospitato e dato da mangiare quando ne avevo bisogno».
Alloggio come obiettivo
Da circa tre anni vive a Faenza e trova accoglienza nel dormitorio della Caritas. Una situazione ancora fragile, ma che oggi gli permette almeno di guardare avanti con un po’ più di fiducia. «Adesso lavoro come bracciante agricolo, lavoro nei campi, ma purtroppo non guadagno abbastanza per permettermi una casa». Nonostante le difficoltà economiche, Salah dice però di sentirsi in una fase diversa della sua vita. «Piano piano mi sto rialzando, sto trovando un equilibrio migliore». Il desiderio più grande rimane quello di tornare al mestiere che faceva prima dell’incidente. «L’ideale per me sarebbe riprendere a fare il muratore, perché si guadagna di più».
Il sogno, semplice ma concreto, è riuscire un giorno ad avere una casa in affitto condivisa con altre persone e smettere di dipendere dall’assistenza. «Magari un giorno potrò permettermi di vivere in un alloggio. Non posso continuare per sempre solo grazie agli aiuti della Caritas». Nelle sue parole torna più volte la gratitudine verso chi lo ha sostenuto in questi anni. «Sono molto grato per il supporto che mi hanno dato e che continuano a darmi ancora oggi».














