Dall’8 giugno al 10 luglio bambini, adolescenti, giovani e famiglie saranno protagonisti del Cre guidato da don Francesco Cavina. «Non è solo un centro estivo: è una casa dove si impara a stare insieme, a servire e a crescere nella fede».
Numeri da record per il Cre di Santa Maria Maddalena

Cinque settimane di giochi, preghiera, laboratori, gite e vita comunitaria. Ma soprattutto un’estate vissuta insieme, dove bambini e ragazzi possono sentirsi accolti e accompagnati dentro relazioni autentiche. È questo lo spirito del Cre della parrocchia di Santa Maria Maddalena, che anche quest’anno si prepara ad accogliere numeri da record, confermandosi il più grande Cre parrocchiale della diocesi. «Siamo arrivati alla 9ª edizione – racconta il parroco don Francesco Cavina –. Abbiamo iniziato nel 2018 con 81 bambini e oggi siamo arrivati a 309 iscritti. Le iscrizioni sono già chiuse da tempo e ogni settimana avremo comunque circa 250 presenze effettive». Il Cre partirà l’8 giugno e proseguirà fino al 10 luglio, coinvolgendo bambini e ragazzi dalla prima elementare alla seconda media.
Una comunità che educa e sostiene
Dietro ai numeri c’è una rete educativa fatta di giovani volontari. «Possiamo permetterci di accogliere così tanti bambini – spiega il parroco – perché abbiamo tanti ragazzi che gratuitamente mettono a disposizione il loro tempo». Per don Francesco Cavina il Cre non è semplicemente un servizio estivo, ma «un grande segno di comunità». Attorno alle attività quotidiane ruotano non solo bambini ed educatori, ma anche famiglie, volontari e tanti parrocchiani che offrono piccoli servizi. «C’è chi prepara le merende, chi aiuta nella logistica, chi si rende disponibile dove serve. Siamo contenti di respirare questa aria comunitaria». L’obiettivo educativo resta chiaro: aiutare i ragazzi a stare bene insieme, a crescere nei valori umani e nella fede, facendo sentire la parrocchia come una casa. «Per noi i momenti di preghiera sono molto importanti – sottolinea il parroco –. Il Cre vuole essere in continuità con il cammino vissuto durante l’anno e con le attività estive che la parrocchia propone». Non a caso, dopo il Cre inizieranno i campi estivi dedicati a elementari, medie, superiori, giovani e famiglie. «L’estate è impegnativa – sorride don Francesco Cavina – ma è anche molto arricchente».
Il tema 2026: un viaggio intorno al mondo
Il tema del Cre 2026 sarà «Il giro del mondo in un Cre», anche se il parroco preferisce non svelare troppo. «Ogni settimana partiremo da un cartone animato diverso – anticipa – ma il resto resta top secret». Le giornate inizieranno già dalle 7.30 con la pre-apertura, per poi entrare nel vivo alle 9 con il ritrovo e il momento di preghiera in chiesa. Vista la grande partecipazione, bambini e ragazzi saranno suddivisi in diverse aree: i piccoli, dalla prima alla seconda elementare; i medi, dalla terza alla quinta; e infine i grandi delle medie. Dopo i giochi del mattino, i ragazzi guarderanno alcuni spezzoni del film collegato al tema settimanale, seguiti da una riflessione educativa e spirituale. Poi il pranzo in parrocchia, grazie anche al servizio della Gemos, il tempo libero e le attività pomeridiane tra laboratori manuali e giochi di squadra. La giornata si concluderà con la merenda, l’assegnazione dei punti e il saluto finale, mentre gli educatori resteranno per la verifica e la programmazione del giorno successivo.
Gite, servizio e festa finale
Non mancheranno le gite: piscina a Riolo Terme, mare a Cesenatico, lo zoo safari di Ravenna, Fiabilandia, Mirabilandia, l’Indiana Park di Fratta Terme e una giornata tutti insieme al Parco del Carnè. In programma anche attività speciali dedicate alla carità e al servizio, oltre a una grande caccia al tesoro per le vie della città. Gran finale il 10 luglio con la tradizionale festa conclusiva, che ogni anno richiama quasi mille persone tra bambini, famiglie ed educatori. Dopo la Messa di ringraziamento, cena comunitaria, spettacoli e premiazioni chiuderanno un’altra estate vissuta insieme. «Sono molto contento – conclude don Francesco Cavina – e ringrazio il Signore perché ci sono tante persone che collaborano e tanti giovani che scelgono di mettersi in gioco. Una soddisfazione enorme».
Barbara Fichera














