Il Comune di Faenza ha celebrato mercoledì 3 giugno, l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, un appuntamento che l’Amministrazione comunale ha scelto da tempo di promuovere direttamente all’interno degli istituti scolastici del territorio. L’obiettivo è favorire l’incontro tra le istituzioni e le nuove generazioni, offrendo agli studenti occasioni concrete di riflessione sui valori democratici nati dalla Lotta di Liberazione e sulla storia locale.
Le celebrazioni istituzionali si sono tenute a Reda
Le iniziative di quest’anno, che coincidono con la ricorrenza del suffragio universale del 1946, hanno ottenuto un finanziamento regionale tramite il bando “Memoria del Novecento“. Grazie a questo contributo è stato realizzato il progetto multidisciplinare “Faenza libera e democratica. 1946–2026: memoria, partecipazione, cittadinanza”, volto a commemorare le prime elezioni libere e l’estensione del diritto di voto alle donne.
Le celebrazioni istituzionali si sono aperte in mattinata a Reda, negli spazi della scuola secondaria di primo grado che fanno parte dell’Istituto Comprensivo “Cerini”. Alla presenza degli studenti, delle autorità locali, delle forze dell’ordine e della Consulta dei Ragazzi e delle Ragazze, dopo l’omaggio alla bandiera e gli inni sono stati letti alcuni elaborati studenteschi ed è stata inaugurata la mostra “Via della Costituzione”.
Nel corso della mattinata è stato inoltre illustrato il progetto “Voci di donne faentine: storie, diritti e spazi di parità”, un percorso di ricerca sulla storia dei diritti femminili che si concluderà con la proposta formale all’Amministrazione comunale di intitolare uno spazio pubblico a una figura femminile illustre, scelta tra due biografie individuate dagli studenti.



Le parole del sindaco Isola
“Il senso della Repubblica risiede nella scuola, l’istituzione attorno alla quale la Repubblica stessa si è costruita”, ha dichiarato il sindaco Massimo Isola nel suo intervento. “Senza la scuola pubblica, la Repubblica sarebbe rimasta un decreto-legge; grazie a essa è diventata invece un motore di riscatto sociale, permettendo ai figli degli operai e degli agricoltori la libertà di scegliere il proprio percorso in base alla propria volontà e non al lavoro dei genitori.
Nel 1946 l’Emilia-Romagna si dimostrò la regione più repubblicana d’Italia, scegliendo la democrazia rispetto a una monarchia complice del fascismo. Oggi la Repubblica affronta nuovi nemici, come le autarchie globali, l’astensionismo crescente e i tentativi di ridurre la scuola a mero luogo di formazione professionale, penalizzando il pensiero critico. Il 2 giugno 1946 milioni di donne affrontarono ore di fila per esercitare un diritto conquistato dopo la dittatura: quel gesto non va sprecato. La Costituzione non è un’orma della storia, ma materia viva in cui ogni generazione deve saper coniugare i diritti con i doveri”.














