Daniela Simonini lascia la direzione della Biblioteca Manfrediana dopo quasi tredici anni. Nel suo mandato pandemia, alluvione e rilancio dei servizi, con attenzione ai giovani e alla digitalizzazione. «La priorità ora è recuperare gli spazi danneggiati e garantire continuità alla guida della biblioteca»
Ritorno alle origini
Quasi tredici anni alla guida della biblioteca Manfrediana di Faenza, attraversando alcune delle stagioni più difficili e complesse della storia recente della città: Daniela Simonini ha concluso il proprio incarico andando in pensione, salutata nei giorni scorsi anche dal sindaco Massimo Isola. Un lungo percorso professionale iniziato proprio alla Manfrediana, sotto la direzione di Anna Rosa Gentilini, e proseguito poi tra Fusignano e la Provincia, fino al ritorno a Faenza nel 2013, quando vinse il concorso per la direzione della biblioteca rimasta senza guida dopo l’improvvisa scomparsa della stessa Gentilini. Dal 2018 Simonini è stata inoltre responsabile delle altre cinque biblioteche dell’Unione della Romagna Faentina.
Anni segnati da emergenze straordinarie come la pandemia e soprattutto l’alluvione del 2023, ma anche da un importante lavoro di rinnovamento dei servizi, digitalizzazione, valorizzazione del patrimonio e apertura verso la città, con una partecipazione crescente soprattutto da parte dei giovani. «Ho cercato di rendere la biblioteca il più accogliente possibile e vicina alla comunità – ha spiegato Simonini – e credo ci sia stata una bella risposta da parte delle persone di tutte le età». Parallelamente è stato portato avanti un lungo lavoro di catalogazione e archiviazione del patrimonio librario e documentario, insieme allo sviluppo della nuova biblioteca digitale faentina e del nuovo sito condiviso con le biblioteche dell’Unione.
La maestra Gentilini
Nel ripercorrere il proprio mandato, Simonini torna inevitabilmente agli anni più difficili. «In questi 13 anni è stata una direzione non semplice, che veniva dopo alcuni anni di assenza della precedente direttrice, Anna Rosa Gentilini. Con lei ho iniziato la professione, appena laureata: per me lavorare con lei è stata una grande opportunità, in quanto era una grande studiosa. È stata una vera e propria maestra, e mi sono portata dietro i suoi insegnamenti. Dopo le esperienze in altre realtà, per me tornare nel 2013 a Faenza è stato come chiudere un cerchio, un ritorno alle origini, ma anche una grandissima responsabilità».
Un’esperienza professionale intensa, inevitabilmente segnata dall’emergenza sanitaria e dall’alluvione. «Non è facile fare un bilancio di questi anni di direzione, alcuni molto impegnativi. Sono state superate sfide non indifferenti, come quella della pandemia e quella dell’alluvione. Periodi che hanno segnato noi, così come sono stati segnati tutti i faentini». Proprio l’alluvione rappresenta ancora oggi il capitolo più doloroso del suo mandato. «Sono stati persi circa 30mila volumi di letteratura contemporanea. In pratica non c’è più tutto il piano terra, che comprendeva la sezione ragazzi e quella di letteratura a scaffale aperto». Un colpo pesantissimo per la struttura, che ancora oggi attende finanziamenti statali per il completo recupero delle sale danneggiate.
La forza della biblioteca
Nonostante questo, la Manfrediana riuscì a riaprire già l’8 luglio 2023, meno di due mesi dopo l’alluvione. «Questo grazie alla grande passione da parte dei colleghi, soprattutto le più giovani», sottolinea Simonini. «Per mesi non potevo parlare di quell’evento senza mettermi a piangere – ha raccontato – ed è stato incredibile vedere quante persone siano arrivate spontaneamente ad aiutarci appena abbiamo riaperto i portoni». Fondamentale anche la rete di solidarietà costruita attorno alla biblioteca, con donazioni private, contributi di associazioni e aiuti arrivati anche dall’estero, che hanno permesso di acquistare circa 13mila nuovi volumi.
Durante la pandemia, invece, la biblioteca riuscì a non interrompere quasi mai i servizi. «Abbiamo subito attivato il prestito a domicilio, grazie anche all’aiuto dei rioni, poi rimodulato gli orari del prestito per fare in modo che il servizio non si fermasse mai. Abbiamo anche risposto alle richieste di digitalizzazione, cercando di venire incontro alle necessità di documenti online».
Negli anni della direzione Simonini la Manfrediana ha inoltre rafforzato il proprio ruolo culturale e sociale in città. «Abbiamo visto crescere il numero delle persone che frequentano la biblioteca, rendendola sempre più aperta all’utenza, con collaborazioni con la Pinacoteca e gli istituti scolastici e una grande partecipazione agli eventi organizzati». Un’attenzione particolare è stata rivolta proprio ai giovani, attraverso laboratori, iniziative culturali e nuove modalità di comunicazione.
Lo sguardo al futuro
Guardando al futuro, Simonini auspica che la biblioteca possa presto recuperare pienamente i propri spazi e avere una nuova guida stabile. «Sono previsti interventi di recupero dell’area ex Archivio di Stato, che quando saranno terminati rappresenteranno un grande dono per la biblioteca. Mi auguro però soprattutto che gli spazi del piano terra vengano recuperati per i più giovani, che frequentano in tanti la struttura». E aggiunge: «L’aspetto che mi preme di più per il bene della biblioteca è che la direzione non resti ferma a lungo. Un istituto come questo non deve essere lasciato senza una guida».














