Prosegue il confronto politico in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio a Faenza. Al centro dell’intervento del candidato sindaco Claudio Miccoli, sostenuto da Lega e Forza Italia, vi è il tema della sicurezza idraulica e dello stato degli interventi di manutenzione e difesa del suolo nel territorio faentino.
Le critiche ai lavori sui fiumi e sul territorio
«Chi guarda con attenzione i nostri fiumi e il nostro territorio lo vede chiaramente: i lavori sono pressoché fermi. Le manutenzioni rallentano. I cantieri non partono».
Con queste parole Claudio Miccoli interviene sulla situazione delle opere legate alla difesa del suolo e alla manutenzione idraulica dopo l’alluvione del 2023.
«Dopo l’alluvione del 2023 i cittadini si aspettavano una macchina pubblica più veloce, più presente, più organizzata. Invece ci troviamo davanti a una gestione regionale lenta, frammentata e incapace di trasformare le risorse disponibili in cantieri aperti. Questa non è sicurezza. Questa è burocrazia che lascia il territorio scoperto».
Il riferimento agli accordi e ai cantieri
Nel suo intervento, il candidato sostenuto da Lega e Forza Italia richiama anche la situazione dell’accordo quadro con la Rti Conscoop e il Consorzio nazionale cooperative di produzione e lavoro “Ciro Menotti”, evidenziando le difficoltà nel trasformare le estensioni contrattuali in ordini applicativi concreti.
«Tradotto in parole semplici: ci sono interventi da fare, ci sono imprese pronte, ci sono necessità evidenti, ma i lavori non partono. E il rischio concreto è che alcune risorse debbano addirittura essere restituite. Sarebbe inaccettabile. Dopo due alluvioni, perdere tempo significa mettere a rischio persone, case, imprese e frazioni».
Il tema delle manutenzioni ordinarie
Secondo Miccoli, il problema riguarda anche gli interventi ordinari di manutenzione.
«Taglio della vegetazione, sfalci arginali, pulizia e controllo dei corsi d’acqua non sono dettagli. Sono interventi fondamentali per la sicurezza. Quando queste attività si fermano o rallentano, il rischio aumenta. Faenza lo ha imparato sulla propria pelle».
Le critiche all’amministrazione e l’impegno elettorale
Il candidato sindaco critica anche l’atteggiamento politico dell’attuale amministrazione cittadina.
«In questi anni abbiamo sentito troppe rassicurazioni e visto pochi risultati. Non basta dire che i lavori sono in corso. Bisogna verificarlo, controllare, pretendere cronoprogrammi, individuare i ritardi, segnalare le inefficienze e fare pressione su Regione, enti tecnici e strutture competenti».
Poi l’impegno diretto in vista del voto.
«Se sarò sindaco, Faenza avrà un’amministrazione capace di rilevare tutte le inefficienze, i ritardi gestionali e i blocchi burocratici che oggi rallentano la sicurezza del territorio. Controllerò lo stato reale degli interventi, chiederò conto dei ritardi e pretenderò tempi certi».
L’appello finale agli elettori
Per Miccoli, la sicurezza idraulica dovrà rappresentare una priorità quotidiana per la futura amministrazione comunale.
«Faenza non può permettersi un sindaco che prende per buone le rassicurazioni degli altri. Serve un sindaco che vada a vedere, che controlli, che faccia domande scomode e che difenda il territorio davanti a qualunque livello istituzionale».
Infine, il riferimento diretto alla consultazione elettorale del 24 e 25 maggio.
«I cittadini possono scegliere se continuare con chi ha accettato ritardi, lentezze e promesse non mantenute, oppure cambiare passo. Faenza ha già pagato un prezzo altissimo. Ora serve un’amministrazione che non subisca la burocrazia, ma la costringa a dare risposte. Cambiare si può».














