Non è ancora estate piena sul calendario, ma le strade, le piazze e i campi del faentino boccheggiano già come in pieno luglio. La giornata di mercoledì 27 maggio 2026 è ufficialmente entrata nella storia climatica della nostra città, polverizzando i record storici precedenti e proiettandoci in un anticipo d’estate dalle temperature semplicemente inedite per il periodo. A certificarlo, dati alla mano, è il meteorologo Roberto Gentilini, storico curatore dell’Osservatorio Torricelli di Faenza centro. Attraverso i canali social di MeteoFaenza, l’esperto ha lanciato l’allarme: alle ore 14:08 la colonnina di mercurio ha toccato la quota shock di 35,7°C.
Abbattuto il muro dei 35 gradi: è record assoluto
Si tratta di un valore mai registrato prima nel mese di maggio da quando l’osservatorio ha iniziato la raccolta sistematica dei dati nel secondo dopoguerra. Fino ad oggi, infatti, la fatidica soglia dei 35°C non era mai stata raggiunta in questo periodo dell’anno.
Il picco storico precedente per il centro cittadino resisteva dal 26 maggio 2009 (e replicato proprio alla stessa data di questo 2026) con 34,8°C. Mercoledì quel limite è stato letteralmente stracciato di quasi un grado pieno. Ad aggravare la percezione della calura, come spiega lo stesso Gentilini, è subentrato un moderato tasso di umidità che ha reso il caldo decisamente afoso, amplificando il disagio per i cittadini.
La mappa del caldo
Che il clima stia cambiando velocemente non è una novità, ma la statistica storica dell’Osservatorio Torricelli degli ultimi trent’anni fotografa l’accelerazione del fenomeno nel mese di maggio. Guardando la classifica dei picchi di calore dal 1946 a oggi balza all’occhio come le temperature più estreme si concentrino quasi tutte negli ultimi decenni:
- 27 maggio 2026: 35,7°C (Nuovo Record Assoluto)
- 26 maggio 2009 / 26 maggio 2026: 34,8°C
- 30 maggio 2005 / 25 maggio 2007: 33,5°C
- 26 maggio 1993: 33,4°C
- 29 maggio 2001: 33,3°C
Valori che un tempo si registravano eccezionalmente solo nei giorni della “canicola” agostana sono ormai diventati una realtà tangibile prima ancora che la stagione balneare sia entrata nel vivo.
Prime preoccupazioni per l’agricoltura e i cantieri da lavoro
L’effetto del “caldo record” si è fatto sentire subito nel cuore di Faenza. I segretari provinciali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil hanno esortato la Regione Emilia-Romagna. “Attivare subito il protocollo anticalore, la salute dei lavoratori delle costruzioni non può aspettare” I segretari Provinciali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil del territorio ravennate hanno espresso forte preoccupazione sulla mancata approvazione dell’ordinanza e ne sollecitano l’immediata approvazione della stessa. L’estate faentina del 2026 è iniziata in anticipo, e lo ha fatto riscrivendo i libri di storia. Resta da capire se questo maggio di fuoco sia solo un’eccezione isolata o il biglietto da visita di una stagione che si preannuncia caldissima.
Il quadro provinciale: cadono anche Lugo e Bagnacavallo
A confermare l’eccezionalità dell’evento, definendo la giornata come «meteorologicamente surreale», è l’analisi dettagliata pubblicata dal meteorologo Pierluigi Randi. Il superamento dei record storici di maggio non ha riguardato solo Faenza, ma ha investito l’intera provincia di Ravenna, lasciando invece quasi intatti i primati del 2009 e del 2001 solo nelle province di Forlì-Cesena e Rimini.
Ecco la mappa delle temperature record registrate nel ravennate:
- Bagnacavallo: 36,1°C (battuto il precedente record di 35,5°C del 25 maggio 2009)
- Faenza (Oss. Torricelli): 35,7°C (superati i 34,8°C del 26 maggio 2009)
- Lugo: 35,1°C (superato il picco di 35,0°C del 25 maggio 2009)
Pierluigi Randi: “Anomalie mostruose”: fino a +11°C rispetto alla norma
Per capire la portata di quello che stiamo vivendo, Randi introduce un dato statistico fondamentale: nella terza decade di maggio, nelle nostre zone, le temperature massime normali dovrebbero attestarsi attorno ai 25°C. Significa che la scorsa espulsione di aria calda ha generato un’anomalia spaventosa, compresa tra i +9°C e i +11°C sopra la media del periodo.
La trappola del “nuovo clima”: più caldo, ma soprattutto più estremo
Davanti a queste temperature, in città si è subito sollevato il classico commento scettico: “Sì, va bene il caldo record, ma fino a metà mese avevamo ancora i termosifoni accesi!”. Una mezza verità che il meteorologo Randi smonta e spiega con estrema chiarezza scientifica: «Certo, a metà maggio faceva freddo, ma le anomalie negative erano comprese tra i -4°C e i -6°C. Parliamo di frescurato certamente sensibile, ma non minimamente paragonabile alla violenza delle anomalie positive degli ultimi tre giorni (+11°C)».














