I giovani hanno qualcosa da dire alla politica? A giudicare dalla partecipazione all’incontro organizzato martedì 12 maggio dall’Azione Cattolica, dagli scout dell’Agesci Faenza 4 e dal nostro settimanale Il Piccolo, sembra proprio di sì. Una sala gremita, tre ambienti pieni e tanti ragazzi seduti persino a terra davanti ai candidati sindaco hanno raccontato meglio di ogni slogan il desiderio di essere ascoltati e coinvolti nel futuro della città. Il confronto, moderato da Mattia Brienza, ha visto la partecipazione dei quattro candidati sindaco: Massimo Isola, sostenuto dal centrosinistra, Gabriele Padovani e Claudio Miccoli per il centrodestra e Giuseppe Apicella Binni per Potere al Popolo. Ma i veri protagonisti della serata sono stati loro, insieme alle domande: sicurezza, università, ambiente, trasporti, cultura, spazi di aggregazione e rappresentanza.
“Dobbiamo creare una cultura in cui la leadership femminile sia considerata normale”
Presente all’incontro Elisa Cavina, 21 anni, studentessa di Giurisprudenza e membro dell’Azione Cattolica. È stata lei ad aprire la serata con una riflessione sul rapporto tra giovani e politica. «Spesso si pensa che ci sia disinteresse. Serate come questa dimostrano il contrario. Quando si creano spazi di dialogo, le persone hanno voglia di esserci». Per Elisa il problema non è la distanza dei giovani dalla politica, ma il linguaggio e il modello proposto. «La domanda vera è quale politica vogliamo offrire ai ragazzi: una politica che divide o una politica che costruisce comunità?» Non solo. «Chiediamo continuità nell’ascolto. Non vogliamo essere coinvolti solo in campagna elettorale ma anche nelle scelte quotidiane della città. Servono momenti stabili e di confronto tra l’amministrazione e i giovani». Tra i temi che le stanno più a cuore, la rappresentanza femminile. «Non c’è una candidata sindaca donna. Questo dice qualcosa sulla presenza femminile nei ruoli più visibili e decisionali. Non si tratta di avere donne presenti solo per principio, ma di creare una cultura in cui la leadership femminile sia considerata normale».
Sicurezza e spazi per i giovani
C’è poi il tema della sicurezza. «Quando torno tardi dall’università e devo andare dalla stazione alla macchina ho paura. Ci sono zone poco illuminate e poco frequentate. Credo che illuminazione, reti di comunicazione e maggiore attenzione agli spazi pubblici siano questioni concrete da affrontare». Positivo invece il numero crescente di giovani candidati consiglieri. «Ho diversi amici candidati e penso sia importante normalizzare la presenza dei giovani in politica. Per avere esperienza bisogna iniziare da qualche parte. Una città viva dovrebbe avere il coraggio di lasciare responsabilità e spazio alle nuove generazioni». Secondo Elisa, a Faenza mancano luoghi dove i ragazzi possano incontrarsi. «Ci sono tanti giovani con idee e voglia di impegnarsi, ma spesso non trovano spazi o occasioni per esprimersi». Dello stesso avviso è Lorenzo Ghetti, 19 anni, studente dell’Itip Bucci, indirizzo elettronica e membro del clan Agesci Faenza 4. «L’altra sera mi sono sentito ascoltato. Più che fare richieste, volevamo capire idee e programmi dei candidati». Lorenzo, musicista e batterista appassionato di metal, sottolinea la carenza di luoghi dedicati ai giovani e alla creatività. «A Faenza mancano spazi per eventi culturali e artistici un po’ diversi dai soliti circuiti. A Bologna o Imola ci sono più opportunità per chi vuole fare musica, teatro o anche qualcosa di amatoriale come la stand up comedy». Il tema della sicurezza torna anche nelle sue parole. «Molte ragazze non si sentono tranquille in alcune zone della città. Migliorare l’illuminazione aiuterebbe molto. Anche certi marciapiedi stretti e poco frequentati creano disagio». Attenzione anche all’ambiente e alla mobilità sostenibile: «Mi piace che Faenza sia una città verde. Incrementare bici e monopattini condivisi può essere una buona idea, ma bisogna pensare bene anche alla sicurezza dei luoghi dove lasciarli». Infine, uno sguardo alla partecipazione politica dei coetanei. «Penso sia giusto che ci siano giovani in politica, è facendo esperienza che si cresce. Mi piace vedere ragazzi della mia generazione che si mettono in gioco. È una cosa che rispetto molto». E sul voto imminente Lorenzo non ha dubbi: «So già a chi andrà la mia preferenza».
Barbara Fichera














