Una serata di approfondimento per riflettere sulle prospettive della sicurezza idrogeologica a Faenza, tra prevenzione, opere infrastrutturali e coinvolgimento della cittadinanza. L’iniziativa promossa da Faenza Cresce punta ad aprire un confronto pubblico sul futuro del territorio e sulle strategie necessarie per affrontare le emergenze.

L’incontro pubblico al Circolo I Fiori

Faenza Cresce propone una serata dedicata alla sicurezza idrogeologica per comprendere se, come e in quale misura sia possibile prevenire le emergenze e proteggere la città.

L’iniziativa si terrà lunedì 11 maggio alle 20.30 al Circolo I Fiori, in via di Sopra 34, a Faenza.

A intervenire saranno l’ingegner Matteo Castelli, punto di riferimento dell’azienda Te.Ma., realtà professionale faentina che da oltre quarant’anni opera nel campo della geologia applicata, delle indagini territoriali e dei rilievi avanzati, mettendo la tecnologia al servizio delle grandi opere e della sicurezza dei territori, e l’ingegner Andrea Luccaroni, candidato al consiglio comunale per Faenza Cresce e attuale presidente della commissione consiliare di Faenza su Ambiente e assetto del territorio.

La sicurezza idrogeologica al centro del programma

Nel programma elettorale di Faenza Cresce, la sicurezza idrogeologica viene indicata come il primo e prioritario tema per la città e la sua comunità.

Secondo la lista civica, è necessario superare la logica emergenziale per adottare una strategia integrata di prevenzione, capace di garantire sicurezza senza bloccare lo sviluppo del territorio. Una città sicura, infatti, viene considerata più attrattiva e vivibile: la tutela del territorio rappresenta quindi una condizione fondamentale per la crescita economica e per il benessere dei cittadini.

Prevenzione, infrastrutture e tutela del territorio

Per Faenza Cresce, la gestione del rischio idrogeologico richiede un’azione coordinata tra i diversi livelli istituzionali, dal nazionale al locale. In questo quadro, il Comune dovrebbe mantenere un ruolo attivo e determinato, con l’obiettivo di proteggere persone e beni attraverso un equilibrio tra sviluppo urbano e rispetto delle dinamiche naturali.

Tra i punti evidenziati vi sono investimenti nelle infrastrutture, il miglioramento del sistema idraulico e la diffusione di una cultura della resilienza. Nell’immediato, viene sottolineata la necessità di intervenire prioritariamente nelle aree più densamente abitate, garantendo una protezione equa in attesa delle grandi opere, senza però penalizzare le comunità del forese, che devono poter aspirare a livelli di tutela adeguati.

Non è corretto – dichiarano da Faenza Cresce – sovraccaricare il territorio di vincoli con l’obiettivo di ridurre le responsabilità dei pianificatori.

Una strategia condivisa per rendere la città più resiliente

La sicurezza, viene sottolineato, deve essere affrontata come un’opportunità e non come un vincolo. Accanto alle regole, occorre creare condizioni concrete per ridurre il rischio attraverso opere strutturali, studi di dettaglio e semplificazioni burocratiche rivolte a cittadini e imprese.

La difesa del territorio dovrebbe essere affrontata in maniera coordinata tra i comuni, con interventi sui corsi d’acqua, manutenzione degli argini, realizzazione di invasi e tutela delle aree collinari tramite pratiche sostenibili. Parallelamente, viene evidenziata l’importanza di rendere la città più resiliente migliorando il sistema fognario e favorendo soluzioni come superfici drenanti e riuso delle acque piovane.

Infine, accanto alla prevenzione, viene ritenuta fondamentale una gestione efficace delle emergenze, basata su tecnologie avanzate, coordinamento tra enti e comunicazione trasparente. Centrale anche il coinvolgimento attivo dei cittadini e degli attori locali, considerato elemento essenziale per costruire un sistema di protezione condiviso, continuo e sostenibile.