La Pinacoteca Comunale di Faenza ha inaugurato i nuovi “Spazi per l’Arte”, due sale dedicate alle attività educative per bambini e ragazzi. Il progetto è stato realizzato grazie alla donazione del mecenate svizzero Auguste de Castelbajac e punta su creatività, inclusione e formazione culturale

Un gesto immediato
«Ho deciso in tre minuti di dare una mano». Nelle parole di Auguste de Castelbajac c’è tutta l’emozione di un gesto nato quasi d’istinto, ma destinato a lasciare un segno concreto nella comunità faentina. Il mecenate svizzero, profondamente legato a Faenza e al suo territorio, ha scelto di finanziare la realizzazione di nuovi spazi dedicati ai bambini all’interno della Pinacoteca Comunale, dopo aver visto con i propri occhi le condizioni degli ambienti e l’entusiasmo dei più piccoli durante una visita al museo nel periodo successivo all’alluvione. Da quell’incontro è nata la volontà di trasformare luoghi inutilizzati e poco illuminati in ambienti vivi, accoglienti e pensati per la crescita culturale delle nuove generazioni.
Questa mattina, lunedì 18 maggio, sono stati inaugurati i nuovi “Spazi per l’Arte”, realizzati all’interno del complesso del Palazzo degli Studi grazie alla generosa donazione del mecenate. Si tratta di due ampie sale restaurate, con ingresso indipendente accanto a quello principale della Pinacoteca, progettate per ospitare le attività dedicate all’infanzia e alla formazione dei più piccoli. Gli ambienti, recuperati valorizzando anche elementi dell’architettura settecentesca e del Novecento, sono stati completamente attrezzati e resi accessibili anche alle persone con disabilità.

Arte e crescita
Un intervento durato due anni, tra progettazione e lavori, che permette oggi alla Pinacoteca di ampliare non solo i propri spazi, ma soprattutto la propria offerta educativa. I nuovi ambienti saranno infatti dedicati alle attività didattiche rivolte alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado provenienti dalla Romagna faentina e anche da altri territori.
L’obiettivo è quello di trasformare il museo in un luogo sempre più vivo e partecipato, dove l’arte diventa strumento di crescita personale, inclusione e sviluppo della creatività. Attraverso un metodo educativo ispirato alle più moderne esperienze formative per l’infanzia, i bambini vengono accompagnati nella lettura delle immagini e delle opere seguendo la propria sensibilità, in totale libertà espressiva.
Dopo la visita alle collezioni, i piccoli partecipanti possono rielaborare quanto osservato utilizzando colori atossici e materiali di recupero o naturali — dai ritagli di stoffa alle foglie secche, fino ai bottoni o alla pasta alimentare — in un percorso che unisce creatività, sostenibilità e relazione con gli altri. Un’esperienza che punta a fare dell’arte non solo un momento educativo, ma anche uno strumento di benessere e condivisione.

Le dichiarazioni
«Ho avuto modo di conoscere la realtà della Pinacoteca grazie a Roberta Bartoli, quando sono venuto a Faenza per vedere un quadro a cui avevo contribuito a restaurare con una donazione — ha raccontato Auguste de Castelbajac —. Era il periodo successivo all’alluvione e quel giorno c’erano dei bambini in visita. Ho visto anche gli spazi bui dove adesso sono stati creati questi nuovi ambienti e l’idea di dare un contributo mi è venuta in quel momento. Per me è un grande onore aver dato una mano, non solo dal punto di vista economico, ma anche umano».
La direttrice scientifica della Pinacoteca, Roberta Bartoli, ha sottolineato il valore educativo del progetto. «Nell’anno scolastico 2025-2026 in orario di lezione sono stati accolti oltre 2.058 ragazzi, ai quali si aggiungono gli incontri per famiglie organizzati durante le principali festività. Oltre alle visite, in questa nuova sala i bambini potranno mettere in pratica la loro creatività utilizzando prodotti atossici o materiali di recupero, educandosi anche alla sostenibilità».
Per l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni, l’inaugurazione rappresenta un tassello importante per il sistema culturale del territorio. «Grazie a questi nuovi spazi, la Pinacoteca Comunale non rappresenta solo un’esperienza museale millenaria, ma diventa anche un luogo dedicato ai più piccoli, alla loro formazione culturale e alla possibilità di esprimere la propria creatività. Questo museo è importante non soltanto per Faenza, ma per tutta la regione, insieme al Mic e al Museo Zauli, perché racconta una città che ha sempre creduto nella cultura come priorità».
Anche il sindaco di Faenza Massimo Isola ha evidenziato il valore simbolico dell’intervento. «Sono contento che oggi venga inaugurato uno spazio che dopo tanto tempo torna a essere pubblico. Dopo i periodi terribili segnati dal Covid e dall’alluvione è iniziato un nuovo percorso, grazie anche ai tanti benefattori che hanno sostenuto la rigenerazione della Pinacoteca. Serviva uno spazio dedicato alle nuove generazioni. Dal dolore di anni difficili nasce oggi un luogo che rappresenta una città rimessa in movimento e capace di investire ancora nell’educazione e nella crescita dei bambini».














