La situazione della chirurgia senologica dell’ospedale di Faenza entra nel dibattito politico cittadino. Dopo l’allarme lanciato dall’associazione Fiori d’Acciaio, con una segnalazione inviata al nostro giornale, interviene la capolista della Lega Roberta Conti, che chiede risposte immediate sul futuro dei servizi dedicati alle donne operate al seno.
«Curarsi a Faenza è diventato sempre più difficile»
«Quando un’associazione come Fiori d’Acciaio arriva a denunciare pubblicamente che per molte donne operate al seno curarsi a Faenza è diventato sempre più difficile, la politica ha il dovere di dare risposte. Subito», dichiara Roberta Conti.
La capolista della Lega richiama in particolare la situazione delle pazienti che hanno affrontato un tumore al seno e attendono di completare il percorso di ricostruzione mammaria.
«Stiamo parlando di donne che hanno affrontato un carcinoma mammario, una mastectomia, un percorso fisico e psicologico durissimo. Donne che attenderebbero anche più di due anni per completare la ricostruzione mammaria. Dopo il tumore, anche l’attesa infinita per terminare un percorso che dovrebbe restituire dignità e normalità».
Le critiche allo “smantellamento del presidio ospedaliero faentino”
Nel suo intervento, Roberta Conti critica quella che definisce una progressiva riduzione dei servizi sanitari nel presidio ospedaliero di Faenza.
«Abbiamo visto tagli di nastro, annunci e passerelle. Quando però si guarda ai servizi reali emerge una verità molto diversa: a Faenza manca da anni una figura essenziale come il chirurgo plastico dedicato. E senza quella presenza, interventi che potrebbero essere eseguiti qui vengono spostati altrove».
Secondo la capolista della Lega, il problema sarebbe «politico prima ancora che organizzativo».
«Ci raccontano da anni che l’ospedale di Faenza non viene impoverito. Poi però i fatti dicono altro: i servizi si riducono, le professionalità mancano, le pazienti vengono mandate fuori città e le associazioni chiedono risposte che non arrivano. Questo è uno smantellamento silenzioso».
«Servono garanzie precise sui servizi»
Nel suo intervento, Roberta Conti critica anche il silenzio dell’amministrazione comunale sulla vicenda.
«Dov’è chi oggi si riempie la bocca di sanità pubblica? Dov’è chi taglia nastri, partecipa alle passerelle e poi non riesce a difendere concretamente un servizio fondamentale per le donne faentine?».
La capolista della Lega esprime quindi pieno sostegno all’associazione Fiori d’Acciaio.
«Ha fatto bene a dire come stanno le cose. Ha dato voce a donne che troppo spesso vengono lasciate sole, costrette ad accettare decisioni calate dall’alto, senza rispetto per il disagio che subiscono. Una paziente oncologica è una persona che merita cura, vicinanza e dignità».
La richiesta ad Ausl Romagna e Regione
Conti prende atto della disponibilità al confronto dichiarata dall’Ausl Romagna, ma chiede impegni concreti e tempi certi.
«Più che un confronto generico servono garanzie precise: quali servizi resteranno a Faenza, quali professionalità verranno assicurate e con quali tempi si intende rispondere alle pazienti che oggi aspettano mesi, se non anni».
La chiusura dell’intervento è particolarmente netta sul piano politico.
«Le donne operate al seno non hanno bisogno di rassicurazioni vaghe, ma di percorsi certi, personale dedicato e cure accessibili nel proprio territorio. Ausl Romagna e Regione devono dire chiaramente cosa verrà spostato da Faenza, perché sappiamo che non è l’unico reparto che rischia di non esserci più».
E conclude: «Bene il confronto, ma ora servono impegni scritti, tempi chiari e garanzie sui servizi. Chi governa Regione, Ausl e Comune deve assumersi la responsabilità politica di quello che sta accadendo».














