Le tensioni internazionali e i rincari frenano il turismo organizzato. Le agenzie di Faenza segnalano un calo delle prenotazioni, soprattutto verso Medio Oriente e lungo raggio, compensato solo in parte da mete vicine. Tra incertezza, costi in aumento e clienti attendisti, il settore resta in equilibrio precario
Le tensioni internazionali e i conflitti in Medio Oriente stanno riportando in primo piano le fragilità del turismo organizzato. A pesare sono soprattutto tre fattori: il blocco di intere aree strategiche, l’aumento dei costi legati ai carburanti e quindi dei pacchetti di viaggio, e una diffusa incertezza che spinge i clienti a rimandare le prenotazioni. Secondo Fiavet Confcommercio, il comparto registra un rallentamento con flessioni a doppia cifra su alcune destinazioni e un incremento generalizzato dei prezzi che in diversi casi supera il 10-15%. A questo si aggiunge un calo significativo delle prenotazioni sul lungo raggio e una crescita delle richieste last minute, segno evidente di un mercato che fatica a programmare. Un quadro che fotografa una frenata dopo un avvio d’anno promettente.
Agenzia Viaggi Erbacci
A confermare il momento delicato sono le agenzie viaggi di Faenza, che quotidianamente si confrontano con un mercato in continua evoluzione e con clienti sempre più prudenti nelle scelte. Dal gruppo Viaggi Erbacci arriva una fotografia chiara della situazione: «L’attuale situazione mondiale condiziona le richieste di prenotazioni, ed è un peccato, perché nei primi due mesi dell’anno il settore era partito molto bene». Poi lo stop: «Siamo in un periodo di stallo, c’è paura a prenotare anche viaggi in Italia, ma senza motivo».
Un timore che non sempre trova riscontro nei fatti. «Esiste la tutela del turista, soprattutto con i viaggi organizzati – spiegano –. Prima dello scoppio della guerra avevamo persone all’estero, anche a Dubai: con l’aiuto dei tour operator le abbiamo fatte rientrare in sicurezza, anche se non sempre nella data prevista». Un aspetto che le agenzie rivendicano con forza, soprattutto in una fase in cui cresce l’incertezza tra i viaggiatori.
Il nodo principale resta il blocco di alcune destinazioni: «Le richieste per il Medio Oriente, da Dubai a Doha fino all’Oman, sono ferme. Ne risentono anche mete come il Mar Rosso, più per l’eco della guerra che per pericoli reali». A cascata, rallenta anche il lungo raggio: «C’è stato un calo per Thailandia, Giappone e Indonesia, anche per le limitazioni delle rotte aeree». Non mancano però segnali di resilienza: «Con l’estate crescono le richieste per Mediterraneo, Canarie, Madagascar e Capo Verde, anche se non compensano del tutto». Una tendenza che conferma come i viaggiatori preferiscano mete considerate più stabili e facilmente raggiungibili, anche per una maggiore percezione di sicurezza.
Resta poi l’incognita economica: «Un altro problema è l’aumento dei prezzi, legato al costo dei carburanti. Si vive alla giornata, ma la voglia di viaggiare c’è ancora». Un elemento, quello dei rincari, che rischia di incidere anche sulle scelte future, riducendo la durata dei soggiorni o spingendo verso soluzioni più economiche.
Agenzia Brasini Viaggi
Una lettura condivisa anche da Emanuele Brasini di Brasini Viaggi: «Non siamo ai livelli della pandemia, ma molti clienti hanno posticipato o cambiato meta». Il lavoro con i gruppi rende evidente l’impatto: «Abbiamo annullato viaggi in Israele e riprogrammato trasferte». Anche qui il Medio Oriente risulta «di fatto bloccato», mentre cambiano le preferenze: «Crescono Canarie e Caraibi, mentre Maldive e Seychelles sono in sofferenza». Brasini sottolinea inoltre un aspetto pratico: «Il consiglio è scegliere tariffe flessibili e affidarsi ai tour operator», una strategia che permette di gestire meglio eventuali imprevisti.
Agenzia Astorre Viaggi
Più critica la visione di Silvia Silvestrini di Astorre Viaggi: «È come essere sulle montagne russe, precipitando verso il basso». Il problema, spiega, è anche psicologico: «C’è una percezione di panico non sempre sostenuta dai fatti». Il momento è particolarmente delicato: «Siamo colpiti proprio quando la gente dovrebbe prenotare per l’estate. C’è incertezza e questo blocca tutto». Anche qui incidono i costi: «Gli aumenti dei carburanti fanno salire i prezzi, mentre alcune assicurazioni non sono più disponibili». Un ulteriore elemento di difficoltà che complica la costruzione dei pacchetti.
Agenzia Bottega del Viaggio
Infine Sabrina Bellini della Bottega del Viaggio mette in evidenza la doppia pressione su cui si muove il settore: «Siamo nella morsa tra aumento dei costi e blocco dei voli». La reazione dei clienti è attendista: «Più che cambiare destinazione, si prende tempo». Le scelte si orientano verso mete percepite come più sicure e vicine: «Si resta nel Mediterraneo o si scelgono le Canarie, mentre il Nord Europa continua a tenere». Nonostante tutto, emerge anche un segnale positivo: «Sempre più persone si rivolgono alle agenzie, perché garantiamo sicurezza e tutele».














