Un dialogo tra passato e presente prende forma a Modigliana con una mostra che invita artisti contemporanei a confrontarsi con l’eredità di Silvestro Lega.

L’inaugurazione a Palazzo Borghi

La mostra d’arte “Se fossi il Lega 2026” sarà inaugurata sabato 25 aprile, alle 16, a Palazzo Borghi, a Modigliana, in piazza Pretorio. L’esposizione coinvolge trenta artisti selezionati e si inserisce nel calendario delle iniziative dedicate al bicentenario della nascita di Silvestro Lega, nato a Modigliana nel 1826 e tra i principali esponenti del movimento dei Macchiaioli.

Un progetto tra memoria e contemporaneità

«Si tratta di una mostra – spiega Idilio Galeotti, presidente di Ics Fectori Art – pensata per festeggiare il bicentenario del nostro concittadino e, allo stesso tempo, i dieci anni dalla costituzione della nostra associazione artistica».

Alla selezione hanno partecipato cinquanta artisti, tra i quali la giuria ha individuato i trenta protagonisti dell’esposizione. Grazie al contributo del Comune di Modigliana è stato inoltre realizzato un catalogo che accompagnerà la mostra come testimonianza dell’iniziativa.

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Uno sguardo nuovo sui luoghi di Lega

Le opere in mostra non si limitano a celebrare il passato: agli artisti è stato chiesto di osservare Modigliana e la Romagna con uno sguardo contemporaneo. «L’obiettivo – prosegue Galeotti – è trasformare Silvestro Lega da monumento storico a lente d’ingrandimento per interpretare il presente del territorio».

Molti partecipanti, più che riprendere la tecnica macchiaiola, hanno colto elementi distintivi del linguaggio dell’artista, come il taglio della luce o l’attenzione ai dettagli della natura e dei ritratti, reinterpretandoli attraverso linguaggi moderni quali fotografia, installazione, astrazione e video, oltre a pittura e scultura.

Una sfida creativa per gli artisti

Il tema “Se fossi…” ha rappresentato per gli artisti un’occasione di riflessione identitaria. «Misurarsi con un grande del passato – conclude Idilio Galeotti – diventa un modo per comprendere cosa resta di quella sensibilità nel proprio percorso artistico, trasformando il tributo in un atto di auto-analisi creativa».

Il progetto si configura così non come un semplice esercizio stilistico, ma come una vera e propria sfida intellettuale, in cui l’eredità di Silvestro Lega diventa stimolo per nuove visioni e interpretazioni del presente.