Con i saluti istituzionali del sindaco Massimo Isola e del consigliere regionale Niccolò Bosi, si è aperta nella mattinata di sabato, presso il Museo del Risorgimento e dell’età contemporanea di Palazzo Laderchi, la mostra “A passo di LibERazione 1945–2025”.

La mostra fa parte del percorso regionale conCittadini e propone un percorso tra memoria storica e riflessione civile

Si tratta di un progetto espositivo di alto profilo storico-culturale, promosso nell’ambito del percorso regionale conCittadini e coordinato dal professor Michele Orlando, che porta a Faenza un’esperienza già inaugurata lo scorso anno dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna.

Inserita nel quadro delle celebrazioni della Festa della Liberazione, la mostra si propone come un articolato dispositivo di memoria storica e riflessione civile, capace di coniugare rigore storiografico e partecipazione attiva delle nuove generazioni. Non una semplice esposizione documentaria, ma un vero e proprio laboratorio di ricerca e interpretazione critica, affidato agli studenti dell’Indirizzo Artistico del Liceo Torricelli–Ballardini, chiamati a confrontarsi con le fonti e con il significato profondo della Liberazione.

Il 25 aprile nella sua dimensione più autentica ed attuale

A ottantuno anni dalla fine dell’occupazione nazifascista e a ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il 25 aprile emerge qui nella sua dimensione più autentica: non rito cristallizzato, ma principio dinamico della coscienza democratica nazionale. In un contesto internazionale segnato da conflitti e instabilità, il valore della Liberazione si riafferma come monito attuale: la libertà e la democrazia non costituiscono acquisizioni irreversibili, bensì processi storici esposti a continue tensioni e bisognosi di una vigilanza civica costante.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso pannelli – due per ciascuna provincia dell’Emilia-Romagna – che raccolgono materiali d’archivio e testimonianze provenienti dagli Istituti storici del territorio. Ne scaturisce una narrazione complessa e stratificata della Liberazione, intesa come fenomeno diffuso e corale, maturato lungo il passaggio del fronte tra l’estate del 1944 e la primavera del 1945. In tale ricostruzione emergono con pari rilievo l’azione delle formazioni partigiane, l’intervento degli Alleati e il contributo determinante della popolazione civile.

Presente anche una piattaforma digitale dedicata

Elemento qualificante dell’intero progetto è inoltre la piattaforma digitale dedicata, strutturata attorno a una linea del tempo e a una mappa interattiva, che consente una lettura integrata – cronologica e geografica – degli eventi. Un impianto metodologico che restituisce alla storia il suo carattere dinamico, radicato nei territori e nelle comunità, e che favorisce un approccio didattico innovativo, capace di coinvolgere attivamente il pubblico.

Promossa dalla rete degli Istituti Storici dell’Emilia-Romagna e coordinata dall’Istituto Storico Parri di Bologna Metropolitana, con il sostegno dell’Assemblea legislativa e dell’Assessorato regionale alla Cultura, l’iniziativa si configura come un investimento culturale di ampio respiro, rivolto all’intera cittadinanza.

Presente all’inaugurazione anche l’editore Mauro Gurioli

A suggellare l’inaugurazione, l’intervento dello studioso ed editore Mauro Gurioli, che ha intrecciato la riflessione storica con quella artistica e identitaria, richiamando il volume Faenza ritrovata. Un riferimento che ha consentito di riportare al centro la memoria urbana della città, segnata dalla distruzione bellica ma anche da una straordinaria capacità di ricostruzione, divenuta negli anni simbolo di rinascita civile.

“A passo di LibERazione” si afferma così come un progetto paradigmatico, capace di dimostrare il ruolo strategico della scuola quale luogo di elaborazione critica del passato e, al contempo, officina di cittadinanza attiva. Attraverso il linguaggio dell’arte e della ricerca storica, gli studenti non si limitano a trasmettere memoria: la reinterpretano, la rendono viva, la trasformano in consapevolezza.

Ed è proprio in questa trasformazione che si gioca la sfida più urgente del presente: educare alla pace, alla democrazia, alla responsabilità. Perché la Liberazione, oggi come allora, non è soltanto un evento da ricordare, ma un processo da continuare.

Gli orari di visita della mostra

La mostra è visitabile fino al 3 maggio, nelle giornate di domenica, dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Per le scuole, è prevista la possibilità di apertura su appuntamento in orario mattutino, contattando il numero 320 4325250.