Una presa di posizione che richiama l’attenzione sul tema della cooperazione militare tra Italia e Israele arriva dal gruppo “Faenza per la Palestina”, che interviene dopo le recenti decisioni del Governo italiano.

La valutazione sulla decisione del Governo

«Abbiamo appreso con enorme soddisfazione e speranza che il Governo italiano ha finalmente deciso di non rinnovare automaticamente il Memorandum militare Italia Israele. Dopo 20 anni si tratta di una decisione dalla portata storica».

Il gruppo sottolinea come, a proprio avviso, questo risultato sia legato anche alla mobilitazione dal basso: «Se questo è avvenuto, è soprattutto grazie alle manifestazioni e alla pressione popolare, di associazioni e comitati. Non è tutto quello che vogliamo ma è un primo passo nella direzione giusta».

Faenza per la Palestina evidenzia inoltre la richiesta di ulteriori misure: «Servono finalmente anche sanzioni e un totale embargo ad export-import armi e dual use».

Il nodo dei progetti in corso

L’attenzione si concentra anche sui progetti attualmente attivi. «Vogliamo sapere cosa accade ai progetti in corso», si legge nel comunicato.

Viene citata in particolare l’iniziativa della giornalista Linda Maggiori, che ha chiesto ufficialmente sia al Ministero della Difesa sia alla direttrice Alessandra Sanson del Cnr di Faenza chiarimenti sul progetto «Spinel WINdows joining by Glass», attualmente in corso tra il Cnr di Faenza e un partner israeliano.

Il progetto, avviato nel 2024 nell’ambito della cooperazione tecnologica bilaterale Italia-Israele e del Memorandum of Understanding for Research, Development, Test and Evaluation (RDT&E), riguarda la realizzazione di ceramiche trasparenti a fini di armamenti terrestri.

La richiesta alle istituzioni locali

Il gruppo chiede risposte rapide e un coinvolgimento diretto delle istituzioni locali: «Aspettiamo urgenti risposte e invitiamo il sindaco di Faenza e i candidati sindaci a fare pressioni affinché questo progetto sia immediatamente interrotto. Come Faenza per la Palestina vogliamo la fine di questo progetto, ora e subito. Continuare a collaborare militarmente con Israele non è solo eticamente sbagliato, ma è illegale».