Domenica 10 maggio, nella suggestiva ed ospitale atmosfera della cornice del chiostro di Badia della Valle, si rinnova la magia primaverile e conviviale del mercatino locale Fatto a mano a Lutirano, che ben riflette la stratificazione storica di questo luogo, nato come corte, divenuto monastero, trasformato in parrocchia, per poi ospitare ora anche attività e abitazioni. Una esperienza di conventualità allargata ed in evoluzione. Espongono, come in un bazaar, i più svariati oggetti della soffitta e dell’armadio, nello spirito ecosostenibile del riuso, e i loro prodotti, realizzati ex novo, i residenti e gli artigiani amatoriali del territorio: pietra, ceramica, legno, metallo, cuoio, pelle, tessuto, sono solo alcuni degli elementi, delle espressioni della materia che raccontano e declinano lo sguardo e l’abilità delle mani di tanti che, durante l’anno, nel tempo libero, strappato al lavoro, ai molti impegni di chi ha scelto di vivere qua, realizzando piccoli e grandi sogni, danno forma alla fantasia, alle arti visive del disegno e della pittura, secondo molteplici stili. Con libertà di pensiero, sperimentazione, ricerca. Ispirandosi a ciò che svela la natura e la tradizione del territorio consegna. Dando voce alla scienza inesatta della paesologia, del ripopolamento di questi luoghi, che raccoglie saperi, esperienze, e ne fa per un giorno mercato e spettacolo, in una sorta di macchina dei luoghi e del tempo. Sono veramente molti, senza pretese, ma tutti da scoprire, conoscere, per lasciarsi stupire ed emozionare, coloro che espongono manufatti che raccontano le più disparate storie. In questo, che è ormai divenuto un appuntamento annuale della creatività, dal contesto informale e spontaneo che li vede ritrovarsi nel clima esuberante e festoso offerto dalla primavera a chiunque voglia trascorrere una giornata in Valle Acerreta, all’insegna della spensieratezza, del contatto con la natura, dell’incontro con la comunità.

Il secondo valore che la Valle Acerreta offre a chi la visita in questo contesto, così come in altre occasioni, tra cui Lóm a mérz e Festa d’estate, è l’immancabile offerta gastronomica a base di prodotti tipici e genuini. Qui scendono in campo, o meglio, direttamente in cucina i volontari dell’Associazione per la Valle Acerreta, che sono l’anima di ogni manifestazione a scopo sociale nel territorio, spesso anche in collaborazione e a sostegno della parrocchia. L’ottima polenta al ragù e l’appetitosa piadina fritta accompagnata ai gustosi salumi e formaggi che la tradizione comanda. Ciambella e vino bianco o rosso locale. Il binomio cibo – territorio, rappresenta un legame profondo tra alimentazione, cultura, identità locale e socialità, centrale per sviluppo sostenibile e promozione turistica. Coloro che vengono qua lo sanno bene e all’ombra della secolare e maestosa torre campanaria lo sperimentano: ritrovano nella convivialità del sedersi a tavola, conoscenti e amici del posto, nuovi e di vecchia data; e contribuiscono ad una nobile causa. Sì, perché, il terzo valore che questa manifestazione porta con sé è la solidarietà.

L’Associazione Volontari per la Valle Acerreta, che opera nel territorio sul piano ambientale, culturale e sociale, in convenzione con il comune di Marradi e in collaborazione con le istituzioni, secondo il Principio di Sussidiarietà, così come già lo scorso anno, devolverà lodevolmente l’intero ricavato dello stand gastronomico, al netto delle spese, a favore dei lavori di restauro che ancora attendono la chiesa di Badia della Valle, dopo che il sisma del settembre 2023 ne ha decretato l’inagibilità. Un gesto che, per rimanere in tema, si misura in magnitudo, capace di scuotere ma anche di edificare, che declina la speranza e dice la resilienza, il senso di appartenenza, perché la speranza implica la coralità. Grazie a gesti come questo, piccoli e grandi, la piccolissima parrocchia di Lutirano ha già raccolto oltre 10.000€, in questi anni, dopo che in molti, anche da Firenze e da Faenza, si sono mobilitati, fin da subito, il 19 settembre 2023, l’indomani dall’evento calamitoso che pose la parola fine all’utilizzo della chiesa per il culto, le feste religiose, le conferenze di interesse storico – culturale che vi erano organizzate. Non ci siamo rassegnati alla parola fine. Uno dei luoghi identitari della Valle, fondato da San Pier Damiani assieme all’eremo di Gamogna, quasi mille anni fa, ha chiuso improvvisamente le porte, ma non ha smesso di pulsare e di focalizzare l’interesse. Nec recessa recedit: neanche recisa, recede. La Festa patronale della Madonna del Carmine si celebra all’aperto e la Festa di San Pier Damiani a Santa Maria Foris Portam di Faenza. La diocesi di Faenza – Modigliana, per espressa volontà del vescovo Mons. Toso, si è già fatta carico in toto dei lavori di restauro della chiesa parrocchiale di Lutirano, che sono in corso e della messa in sicurezza di quella di Abeto, che stanno per cominciare. Ora, con l’aiuto di tutti, in uno spirito di inclusione e consapevolezza tipico delle piccole comunità, speriamo di poter ponderare anche i lavori della chiesa di Badia. E di restituire così alla Valle Acerreta uno dei luoghi che più testimoniano la sua vocazione spirituale, oltreché turistica, attestata fedelmente dalla presenza storica del monachesimo e confermata dalla ricerca olistica da cui il territorio è tutt’ora interessato.

Domenica 10 maggio, quindi, dalle 11 alle 18, con il carretto dell’asinella Pippi, per i più piccoli e il camioncino senza tempo dei gelati artigianali, per tutti; assieme alla buona musica dal vivo, il caleidoscopio di suoni, luci, colori e sapori della Valle Acerreta ci aspetta per trascorrere una giornata di svago all’insegna dell’allegria, del buon cibo e della solidarietà.

Gianluca Massari

  • WhatsApp Image 2026 04 30 at 09.35.53 2
  • WhatsApp Image 2026 04 30 at 09.35.53 1