Per i faentini la fedeltà alle tradizioni non è solo un vezzo, ma una bussola che orienta il quotidiano. In una città che cambia, anche nelle proposte culinarie, il palato resta ancorato anche a quei “sapori di casa” che sanno di buono e di autentico. Non serve cercare l’artificio: la felicità, spesso, ha la forma semplice di un crescione pomodoro e mozzarella filante o la solida classicità di una piadina crudo, squacquerone e rucola, consumati magari in una pausa pranzo veloce o in una serata d’estate tra amici. Il cuore pulsante di questa cucina di strada sono loro: i chioschi. Piccole sentinelle del gusto disseminate nel tessuto urbano, vere e proprie istituzioni di quartiere. Tra “baracchine” storiche, che hanno alzato la serranda per la prima volta negli anni Novanta, e nuove aperture che scommettono sulla freschezza, il suolo faentino si conferma custode di una tradizione che non passa mai di moda.
La voce ai gestori de Il Gallo: “Veder tornare clienti affezionati è la cosa più bella di questo mestiere”
Tra le aperture più recenti sul suolo faentino il chiosco Il Gallo in via Giovanni d’Oriolo, nelle vicinanze del Parco del Tondo. La famiglia Gallo apre l’attività nel 2018, in seguito all’insoddisfazione lavorativa del figlio maggiore Lorenzo, 27 anni e il licenziamento del padre Massimo, attuale titolare della baracchina. Si uniscono al lavoro il figlio minore Matteo, 26 anni e la madre. Sei anni dopo i Gallo realizzano una seconda apertura a Imola, attività presso cui ora lavorano i genitori, lasciando i figli sull’impiego faentino.
Strategica la posizione della baracchina, punto perfetto per una pausa pranzo per i tanti studenti delle zone limitrofe e per chi si trova in visita all’ospedale quasi adiacente. Valore portato alto dai fratelli Gallo il rispetto per la tradizione. «La piadina la realizziamo secondo le regole romagnole: con strutto e tanto amore». Una tradizione che arriva fino a Lorenzo e Matteo Gallo quella trasmessa dalla precedente titolare del locale di piadine.
La risultante una piadina dall’aspetto dorato e dal sapore inconfondibile: croccante, ma sorprendente morbida allo stesso tempo.
Se in questi ultimi anni il chiosco il Gallo ha incontrato una grande crescita si deve sicuramente alla grinta e alla cortesia di chi ci lavora. «A noi piace stare a contatto con la gente e soprattutto farla mangiare bene – spiegano Lorenzo e Matteo – Il lavoro al Chiosco è fatto anche di sacrifici, d’altronde si lavora quando gli altri sono di festa o sono a casa, ma veder tornare clienti affezionati è la cosa più bella di questo mestiere».














