Al Maria Cecilia Hospital di Cotignola è stato eseguito il primo intervento in Emilia-Romagna di ablazione della fibrillazione atriale con tecnologia Affera. La nuova metodica combina mappaggio elettro-anatomico tridimensionale e ablazione ad elettroporazione, consentendo un trattamento più preciso. Il primo paziente, un uomo di 62 anni, è stato dimesso rapidamente con un netto miglioramento della qualità di vita.
Il primo caso in Emilia-Romagna
Presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola è stato eseguito il primo intervento in Emilia-Romagna di ablazione della fibrillazione atriale con tecnologia Affera, una metodica di ultima generazione che segna un importante passo avanti nella cura delle aritmie cardiache. Il primo paziente trattato è stato un uomo di 62 anni affetto da fibrillazione atriale ricorrente, non controllata dalla terapia farmacologica e recentemente evoluta in forma persistente, una condizione che aveva comportato ripetuti accessi al pronto soccorso e un forte impatto sulla qualità della vita.
La procedura è stata eseguita dall’équipe guidata dal dottor Saverio Iacopino, coordinatore dell’Aritmologia al Maria Cecilia Hospital. «L’ablazione è indicata nei casi di fibrillazione atriale ricorrente non responsiva alla terapia farmacologica. Questa nuova tecnologia consente un approccio più preciso e personalizzato, grazie a un mappaggio estremamente accurato e alla possibilità di intervenire in modo mirato sulle aree coinvolte. Nel caso trattato abbiamo ottenuto l’isolamento delle vene polmonari e il ripristino del ritmo sinusale già durante la procedura, elementi che indicano un’elevata probabilità di successo nel lungo termine», spiega lo specialista.
Come funziona la nuova tecnologia
La fibrillazione atriale è tra le aritmie più diffuse: in Italia interessa circa il 2% della popolazione, con una prevalenza che supera il 10 per cento tra gli over 75. È una patologia da non sottovalutare, perché associata a un aumento del rischio di ictus, insufficienza cardiaca e mortalità. La tecnologia Affera rappresenta un’evoluzione delle tecniche ablative tradizionali.
Il sistema consente di integrare un mappaggio elettro-anatomico tridimensionale ad alta definizione del cuore con un’ablazione “punto a punto” mediante elettroporazione, utilizzando un catetere con punta da 9 millimetri.
In questo modo è possibile intervenire in maniera più precisa sulle aree coinvolte nel circuito aritmico, con un trattamento più mirato e potenzialmente più efficace.
La procedura dura circa 40 minuti, in linea con le tecniche più consolidate, e consente una degenza breve con dimissioni rapide: anche il 62enne trattato a Cotignola è tornato a casa in tempi brevi, riprendendo presto le normali attività quotidiane, con un deciso miglioramento della qualità della vita.














