Continua a far discutere la collocazione dei cassonetti interrati in piazza delle Erbe. Dopo la nota di Ascom Confcommercio Faenza, che il 26 agosto aveva espresso preoccupazioni per i possibili disagi alle attività economiche della zona, è arrivata la replica dell’Amministrazione comunale di Faenza.
Le critiche di Ascom
L’associazione di categoria, schierandosi a fianco dei commercianti di piazza delle Erbe, aveva sottolineato come la collocazione scelta dall’Amministrazione fosse problematica. Ascom evidenziava che le due piazzole degli ambulanti del mercato settimanale sarebbero state collocate a ridosso dei cassonetti, e che la presenza delle attività di somministrazione e vendita alimentare nelle vicinanze avrebbe reso il sito particolarmente delicato. Nella nota, Ascom scriveva che «odori e operazioni di carico/scarico dei cassonetti porteranno forte disagio alla clientela ed importanti danni alle attività», aggiungendo che la posizione a metà piazza, anziché sul lato verso la Biblioteca comunale Manfrediana, avrebbe comportato anche una maggiore perdita di posti auto. Alla luce di queste considerazioni, l’associazione aveva chiesto all’Amministrazione di rivedere la decisione, auspicando un nuovo confronto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Provincia di Ravenna, che in passato aveva già bocciato altre ipotesi di collocazione, come quella accanto al Palazzo del Podestà o nell’area parcheggio di fronte alla Biblioteca.
La replica dell’Amministrazione comunale
Nel frattempo il Comune ha diffuso una nota ufficiale per chiarire le ragioni della scelta. L’isola ecologica interrata, spiegano dall’Amministrazione, è «un progetto innovativo per Faenza, finanziato con fondi Pnrr e realizzato da Hera» e si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del centro storico. Il posizionamento sotterraneo dei rifiuti – sottolinea il Comune – è frutto di un «lungo e approfondito confronto» con enti e associazioni di categoria. La collocazione individuata, a metà piazza, è definita equidistante dalle attività interessate e funzionale al conferimento di frazioni pesanti come il vetro e voluminose come la plastica. Inoltre, non si troverebbe di fronte ad attività di somministrazione e vendita diretta.
«Siamo convinti – si legge nella nota – che questa scelta avrà una ricaduta positiva sia per i commercianti sia per l’intera città, contribuendo a rendere il nostro centro storico più ordinato e accogliente».














