Il 27 luglio scorso si è celebrato a Veppo, nella Lunigiana, il 250° anniversario della costruzione del Palazzo della famiglia Zannelli, che per secoli ebbe a governare quei territori in rappresentanza delle signorie, regni, ducati che si sono succeduti nel tempo.
La famiglia Zannelli ha avuto una storia secolare in quei territori al di sopra del Golfo di La Spezia, mantenendo un legame con la comunità che vi abitava per circa un millennio. Ma quale è il legame di Faenza con la famiglia Zannelli, con questo grande Palazzo e con questi territori liguri? È molto stretto, frutto del matrimonio del conte Carlo Zucchini con la contessa Maria Concetta Zannelli ultima discendente della famiglia. Da questo matrimonio sono nati otto figli e i discendenti erano presenti alla cerimonia, provenienti da Veppo, da Faenza, da La Spezia, dall’Irlanda e da altre località dove i discendenti vivono. La cerimonia, importante per quel territorio, ha avuto il saluto del sindaco di Rocchetta Vara, cui il paese di Veppo appartiene, e quello di Calice e di altre autorità locali. Il primo intervento è stato quello dell’architetto Oberto Chefi, che ha illustrato le caratteristiche della costruzione e gli aspetti architettonici più importanti, sottolineando come questa villa si collochi in un piccolo paese, quale è Veppo, come costruzione di grande pregio con un maestoso scalone al centro dell’edificio e un susseguirsi di sale e stanze preziosamente affrescate come a quel tempo avveniva solo per le costruzioni principesche. L’origine dei lavori fu la visita che avrebbe dovuto fare il Duca di Modena in quel territorio e in particolare alla famiglia Zannelli. È seguito un lungo e documentato intervento dell’avvocato Pietro Baccarini (vedi sotto), che ha scritto libri sulla famiglia Zucchini e Zannelli (monografia su Antonio Zucchini – Popolari e fascisti – Atti del Convegno “Assalto alla Casa del Popolo di Faenza del 1923) il quale ha ripercorso la storia della famiglia attraverso le documentazioni e le testimonianze che sono arrivate ai nostri giorni.
Hanno concluso la celebrazione la dottoressa Barbara Bernabò sulle modalità di acquisizione delle vaste proprietà della famiglia Zannelli, Giancarlo Rebecchi sulla chiesa di Bocchignola e la via dei morti nel testamento di Leonardo Zannelli. Infine un ricordo della nonna Maria Concetta da parte della Giulianina, figlia di Leonardo, e “un’intervista” a Uberto Zucchini, (anni 92) sul periodo della guerra trascorso a Veppo.
La famiglia Zannelli lungo secoli di storia

La storia che andrò a raccontare testimonia di una presenza e di una fedeltà della famiglia Zannelli a un territorio e a una popolazione vissuta ininterrottamente per secoli nella Lunigiana, terra di confine fra Liguria e Toscana, abitata da uomini e donne che alla fine della Romanità abbandonarono la valle della Lunigiana, non più sicura, per abitare i monti di un territorio isolato, per secoli e secoli. Fu proprio attorno all’anno 1000 che si verificarono le più pericolose incursioni dei popoli nordici vichinghi, normanni e da sud, arabi, nel Mediterraneo. Sempre più frequenti erano le incursioni sulle coste della Toscana e della Liguria per cui molte popolazioni che abitavano nelle valli, facilmente raggiungibili dal mare, si ritirarono sulle montagne prive di accessi. Un fenomeno che non si verificò solo in Liguria, ma anche in Sardegna, dove le popolazioni abbandonarono i territori costieri per portarsi all’interno, sui monti della Gallura. Un esempio è quello di Tiscali, anche se di differente epoca storica.
La presenza della famiglia Zannelli è chiaramente documentata fin dal 1500 con uomini che governarono il territorio e le popolazioni che vi abitavano, tenevano i rapporti, comandavano gli armati, riscuotevano le tasse, gestivano il Catasto, amministravano la leva, con riferimento, in particolare, ai territori di Veppo e Calice in rappresentanza dei feudatari e dei regni che si avvicendavano nel tempo. Il primo nome che appare è quello di Giovanni Zannelli, uomo d’arme, Sergente, poi quello del figlio Bartolomeo (1580), Capitano, cui seguì il nipote Giovanni (1611-1697).
Una particolare importanza ebbe Francesco, figlio di Giovanni (1644-1718) Capitano delle Bande di Gian Andrea Doria del Carretto che guidò gli uomini di Calice nella rivolta contro i Magistrati Imperiali nella guerra di successione dell’Impero spagnolo. Francesco consolidò il suo ruolo nei territori della Lunigiana per la sua fedeltà e sostegno ad Andrea Doria feudatario di Calice e Veppo. Della famiglia Zannelli gli uomini, se non impegnati nelle armi e nel governo del territorio, li troviamo nel campo della Chiesa dove figura don Leonardo Zannelli (1545-1616), Francesco Zannelli procuratore di Placida Doria Spinola fondatrice della Chiesa di Santa Maria Lauretana in Calice, cui succede dal 1630 don Francesco Zannelli, figlio del Capitano Bartolomeo. I nomi sono sempre i medesimi, per cui troviamo un don Bartolomeo Zannelli (1639-1714) cappellano di Santa Lucia di Veppo. Mentre un altro don Giovanni Francesco (1738-1824) è parroco di Veppo. Ma se questa è la documentata, ampia, presenza della famiglia nei secoli XVI e XVII non è certo azzardato richiamare una testimonianza del 1302 nella quale si parla del Capitano Zannelli di Calice impegnato nell’assedio dei fiorentini al Castello pistoiese di Serravalle. D’altronde la presenza nei secoli successivi conferma una continuità risalente a tempi ben più antichi. Fu tuttavia nel 1700 e nel secolo successivo che gli esponenti della famiglia lasciarono un segno profondo in quelle terre, oltre la costruzione del Palazzo. (Leonardo Zannelli seniore 1745-1823)
Suo nipote Leonardo Zannelli nato a Veppo nel 1796, dopo gli studi di morale, grammatica, giurisprudenza, ritornato a Veppo fu eletto Confaloniere del Comune di Calice. Nell’aprile del 1848 fu presidente del governo provvisorio «sotto la protezione di Sua Maestà re Carlo Alberto» per il quale fece svolgere un referendum di annessione al Regno di Sardegna. Proseguendo negli anni arriviamo al matrimonio di Antonio, figlio di Leonardo, con la Contessina Marina Cavina (24 agosto 1865), dal cui matrimonio nacque Maria Concetta (15.12.1866).
Leonardo (nonno di Maria Concetta) morì nel 1881 lasciando tutti i suoi beni alla nipote. Maria Concetta sposò il conte Carlo Zucchini e chiamò il primogenito Antonio (Tonino) in ricordo del padre.
Noi oggi celebriamo l’anniversario del 250° anno della costruzione del Palazzo della famiglia Zannelli qui a Veppo. Ma ricordiamo anche, con grande intensità, la nonna di tutti noi Maria Concetta Zannelli, che sarebbe l’ultima discendente della sua secolare famiglia che governò per quasi un millennio questi territori. Ebbene questa donna, che avrebbe estinto la famiglia, ha generato otto figli a cui seguono oltre cento nipoti e pronipoti che oggi, in buona parte, sono qui presenti. Orbene, lasciatemi fare una considerazione alla luce anche delle nuove disposizioni legislative intervenute in questi ultimi anni. Il principio della “discendenza” in capo al sesso maschile è stato completamente rimosso dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 131/2022. Tale decisione comportava provvedimenti legislativi per la regolamentazione dei cognomi, mai intervenuta. Tuttavia oggi è fortemente utilizzato il decreto Prefettizio Dpr n. 395/2000 art. 85 che consente con estrema facilità di adottare cognomi abbandonati o che abbiano valenza storica in capo a discendenti indifferentemente maschi o femmina. Un invito ai discendenti a “rivitalizzare” uno storico cognome.
Pietro Baccarini














