Il mondo delle Cooperative agricole si stringe intorno alla famiglia di Sisto Scardovi, classe 1931, tornato, nella notte dell’Immacolata, alla terra che ha sempre curato e amato. 92 anni vissuti intensamente. Mancherà non solo alla famiglia, ma anche alla comunità di Reda questo tenace agricoltore e oculato uomo di governo nelle organizzazioni del mondo produttivistico romagnolo, guidato non da progetti astratti, ma dal buon senso proprio di chi conosce la durezza e insieme la precarietà del lavoro contadino e si pone al servizio degli altri con atteggiamento di umiltà e disponibilità.
Sempre a servizio del bene comune
eUn uomo lungimirante tanto da intuire le grandi trasformazioni del dopoguerra che investivano anche il mondo dell’agricoltura, un settore primario nell’economia romagnola, ma che non avrebbe retto alla concorrenza, se la piccola proprietà agricola fosse stata ancora frantumata. In Romagna si comprese che bisognava “mettersi insieme”, ma senza rinunciare alla singola proprietà. Sisto Scardovi fu tra coloro che intravidero nel metodo cooperativo la nuova via e lo ha perseguito per oltre 50anni. É negli anni ’60-‘70 che sorgono le grandi Cooperative, che sono tuttora la forza vitale del nostro territorio. Negli anni sessanta Sisto Scardovi collabora alla costituzione dell’allora Paf insieme a Giovanni Dalle Fabbriche, colui che patrocinò il solidarismo nell’area faentina nel dopoguerra e fu poi il vero e più importante “politico” della cooperazione. Nel 1967 collabora alla fondazione della Pac (Produttori Allevatori Carne) e ne diviene presidente fino al 1976 e rimane come amministratore fino al 1982. Nel 1977 viene nominato amministratore nella Coop. Produttori Latte Ravenna, come vice-presidente fino al 1982 e anche presidente per alcuni periodi; sempre nel ’77 è amministratore del consorzio emiliano-romagnolo Produttori Latte Cerpl (presto noto a tutti come “la Granarolo”), poi presidente della sezione Coldiretti di Faenza dal ‘80 al ’82. Nel privato è stato il fotografo di tanti matrimoni, in cui era richiesto per immortalare la gioia di nuove famiglie delle nostre campagne. Sisto era un uomo di “buona pasta” come le ciambelle fatte in casa, che inondano l’aia con il loro profumo e attirano persone come lui, accomunate dal desiderio di contribuire al bene comune. Talvolta “una vanga scrive la storia meglio di una penna”.
Iside Cimatti














