Trovare casa a Faenza sembra una missione impossibile. L’emergenza abitativa però è in atto da ben prima che gli eventi di maggio travolgessero la comunità faentina. Se infatti il post alluvione è estremamente complesso per chi è alle prese con costi alti e tempi lunghi nel ripristino della propria abitazione, il problema degli alloggi era già presente, complice anche il post pandemia.

Alle risorse della Regione, l’Unione della Romagna Faentina ha deciso di destinare all’inclusione al diritto all’abitare anche alcune risorse derivanti dall’Atuss che l’Europa, tramite la Regione, riconosce al territorio in quanto Unione avanzata. L’intersezione del Patto per la casa della regione e l’Atuss porta quindi a presentare l’Agenzia per la casa, progetto che persegue l’obiettivo di ridurre il numero di immobili che sul nostro territorio rimangono vuoti e quindi non sul mercato immobiliare. Il progetto prevede di porre in connessione i proprietari delle abitazioni e gli inquilini potendo contare su una serie di misure tra le il sostegno all’affitto per l’inquilino, assicurando, allo stesso tempo, un fondo di garanzia per il proprietario e un contributo per eventuali interventi di rigenerazione degli immobili, oltre a dare la possibilità di una tassazione Imu agevolata. Il progetto potrà contare su due canali di finanziamento, uno derivante da risorse regionali messe a disposizione per il Patto per la Casa che prevede un primo contributo di 100mila euro e un secondo canale di finanziamento, derivante dall’Atuss, di 513mila euro. Su questo tema abbiamo voluto fare il punto con l’assessore al Welfare Davide Agresti.

Intervista all’assessore Davide Agresti

Assessore, qual è al momento lo scenario? Quanti sono ancora sfollati?

E’ possibile fare una stima veritiera guardando ai dati Cas che si aggiornano ogni tre mesi. Al 1° novembre erano circa 850 i Cas ancora attivi, quindi si parla di circa 1.700 persone. Fino a qualche mese fa erano il doppio. A queste si devono aggiungere poi le 68 persone che sono ancora ospitate presso le strutture alberghiere e le 10 ospitate a Santa Chiara. La maggior parte di queste persone è in affitto ed è in attesa che i proprietari riescano a ripristinare l’abitazione.

C’è poi il problema degli alloggi popolari

Sono 59 i nuclei assegnatari che hanno perso casa con l’alluvione ma sono già tutti rientrati. Siamo molto contenti del decreto appena arrivato per la ricostruzione degli immobili di edilizia pubblica alluvionati (case popolari n.d.r), il che è un importante contributo per il ripristino degli alloggi popolari: su 900 sono 248 quelli che sono stati toccati dall’acqua in modo più o meno importante. Stiamo poi ripristinando gli alloggi sfitti non alluvionati dove si trovano persone assegnatarie ma anche nuclei alluvionati non assegnatari. Importante è stata anche la solidarietà dei faentini che hanno messo a disposizione alloggi che abbiamo destinato con un’attenzione particolare ai nuclei in cui sono presenti particolari fragilità e disabilità. In particolare grazie a una donazione di un privato c’è anche un appartamento in cui abbiamo instaurato un cohousing per anziani.

L’emergenza abitativa a Faenza è però presente da prima dell’alluvione.

Con la fine dell’emergenza pandemica è venuto meno il blocco dei licenziamenti e degli affitti, quindi già dall’estate del 2021 per vari mesi abbiamo avuto 6 o 7 casi ogni 20 giorni di persone che si rivolgevano ai servizi sociali per questo motivo. Abbiamo cercato di aumentare le risorse sulla rinegoziazione dei canoni di affitto. A fronte di una morosità con accordo tra le parti il proprietario poteva quindi aver parte del canone dalle risorse pubbliche. Come ente locale abbiamo raddoppiato le risorse con l‘Housing first per le forme di coabitazione.

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L’Agenzia Casa: sostegno agli affittuari e ai proprietari

Oggi anche l’Agenzia Casa, come funziona?

Oggi la risposta pubblica non basta più a soddisfare esigenze di affitto. L’obiettivo di Agenzia Casa, che sarà attiva da gennaio, è quello di ammorbidire la rigidità del mercato privato, tenendo conto del fatto che ci sono anche persone che non hanno i requisiti per essere assegnatarie di alloggi popolari ma che hanno comunque difficoltà a trovare casa. Questo provvedimento vuole quindi dare un sostegno agli inquilini ma anche istituire un fondo ad hoc di garanzia per morosità per il proprietario. Inoltre vengono stanziate risorse per il ripristino delle case che necessitano di interventi per poter essere affittate. Il contratto poi è un contratto tra privati in cui l’Agenzia Casa segue la parte burocratica e accompagna il rapporto b proprietario e affittuario. Ci sarà uno sportello fisico in via Portisano oltre a una mail e un numero di telefono.

Quali sono quindi le prospettive future?

Speriamo che il decreto possa chiarire i dubbi che riguardano gli Ordini professionali di cui c’è oggi particolarmente bisogno. Occorre far fronte anche alla mancanza di manodopera e dei tempi lunghi dei lavori. Speriamo in un’accelerata. Quel che però deve essere sottolineato è che serve una riflessione a livello nazionale sull’emergenza abitativa. A livello locale il Comune ha investito mezzo milione in questa direzione, ma il problema è ben più ampio e deve essere considerato su scala nazionale.

Letizia Di Deco