Serve il giusto terreno e la quantità d’acqua necessaria, ma non solo. Anche la luce gioca un ruolo fondamentale per la crescita delle proprie piante, in particolare negli ambienti indoor, come la propria abitazione o una serra. Oltre ad annaffiarle periodicamente, può essere necessario dare qualche spruzzata di luci a “gradazioni rosse” o a “gradazioni blu” a seconda che si voglia migliorare la fioritura o sviluppare un apparato radicale più ampio. Il tutto in maniera efficiente e con lampade speciali che abbiano un occhio al risparmio energetico. Sviluppare al massimo le potenzialità di botanica, innovazione e informatica: da qui nasce il progetto Aura, che si occupa di illuminazione, sensoristica e sistemi di controllo avanzato per ambienti di coltivazione all’avanguardia.

Lampade che uniscono ricerche in botanica, illuminazione e informatica

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Orchidario illuminato con le lampade di Aura

Il progetto è portato avanti da Pietro Turri e Nicolas Perroni. Entrambi hanno 31 anni, ma percorsi di studi differenti che si intrecciano in questo modello di business. Pietro si è diplomato all’istituto Stoppa di Lugo e ha un percorso lavorativo come illuminotecnico. Nicolas si è diplomato all’Itip Bucci ed è laureando in Scienze informatiche. Il primo è il vero e proprio “pollice verde”, il secondo sviluppa la parte informatica e tecnica. Le competenze dei due giovani riescono a offrire una vera e propria architettura di sensori e lampade dallo spettro modulabile, che vengono gestite da un sistema di controllo centrale realizzato da loro. In questo modo viene garantita al cliente la massima flessibilità e controllo sull’ambiente di coltivazione.

Aura è un’idea imprenditoriale di Pietro Turri e Nicolas Perroni

Gli impianti di illuminazione progettati da Aura hanno a disposizione quattro componenti cromatiche che riescono a stimolare varie caratteristiche della pianta. «La classica luce indoor utilizzata per la coltivazione, tradizionalmente, è dotata solo della componente cromatica bianca. Ci sono ricerche ormai ben consolidate che indicano però che altri gradienti, per esempio quelli del rosso e del blu, possono creare stimoli differenti nella crescita delle piante, e noi ci focalizziamo in particolari su questi».

Tramite un’app specifica, il coltivatore può tenere sotto controllo tutti questi processi e ricevere feedback in tempo reale. Si può inoltre impostare l’intensità luminosa per ottimizzare al massimo il risparmio energetico. Aura offre dunque non dei semplici strumenti, ma un percorso di crescita ben pianificato che grazie alla gestione dei dati permette di trovare la ricetta di luce giusta al momento giusto per le proprie coltivazioni. «La nostra luce – precisa Nicolas – è particolarmente adatta a un contesto di scaffalature e serre verticali, dove si valorizza al massimo il potenziale delle lampade».

Il progetto si sta sviluppando all’interno del Contamination lab di Faenza

Il mercato della coltivazione indoor, anche in Italia, è in grande sviluppo: anche per questo aspetto di scalabilità il progetto è stato accolto nell’ultimo anno all’interno del Contamination lab di Faenza, il pre-incubatore della Fondazione Banca del Monte. Qui Pietro e Nicolas hanno potuto confrontarsi con altri team che, come loro, stanno sviluppando un’idea imprenditoriale innovativa che ha le carte in regola per farsi concreta. «I corsi di formazione che abbiamo potuto fare all’interno del C-Lab sono stati fondamentali – racconta Nicolas -. Il salto nel vuoto nel mondo dell’imprenditoria non è mai facile, e arrivare preparati e consapevoli a quel momento è fondamentale».
I primi clienti già sono arrivati, nel bolognese, e le orchidee messe sotto i riflettori di Aura stanno rispondendo bene agli stimoli. Ora il progetto vuole sempre più strutturarsi in un’ottica di startup, costituendosi come impresa. «Siamo alla ricerca di altre figure professionali che ci possano dare una mano per crescere – spiega Nicolas -, sia in ambito botanico sia in ambito di sviluppo di software».

Samuele Marchi