Parte anche da un canestro da due punti la costruzione, passo dopo passo, di un mondo più equo. Lo hanno sperimentato alcuni gruppi scout della Diocesi, che in occasione del Thinking Day del 19 e 20 febbraio hanno partecipato a Fognano a una partita di baskin, lo sport inclusivo per eccellenza, che permette ad atleti con e senza disabilità di giocare assieme. Nello specifico i clan (giovani dai 16 ai 20 anni) del Valdilamone, Modigliana e Alfonsine hanno potuto sperimentare l’essenza di questo sport, nato nel 2006, che sta crescendo sempre di più. Ispirato al basket, (il nome infatti rimanda a “basket inclusivo”) le regole di questa disciplina sono innovative perché valorizzano il contributo di ciascuno all’interno della squadra: il successo dipende realmente da tutti. Quest’adattamento, che personalizza la responsabilità di ogni giocatore durante la partita, permette di superare la tendenza spontanea di un atteggiamento assistenziale a volte presente nelle proposte di attività sportive per persone disabili.

La società basket Tre Colli conta una trentina di atleti che hanno deciso di giocare a baskin, sport inclusivo per eccellenza

baskin

Dal 2016 a Fognano la società di basket Tre Colli, oltre all’attività ordinaria, ha deciso di scommettere su questo sport. «Vidi per la prima volta una partita di baskin a Castel Bolognese – racconta Hassan Giama, presidente e allenatore della società – e sono rimasto davvero colpito da questa nuova disciplina nella quale ognuno era davvero importante: anche un ragazzo con una forte disabilità con il suo canestro può essere decisivo per la vittoria. Così mi sono chiesto: perché non promuoverla anche a Fognano? Mi sembrava giusto poter offrire alla comunità di Brisighella questa opportunità. Mi dispiaceva vedere persone disabili escluse dagli sport tradizionali o comunque inserite in squadre a parte». E la proposta di Hassan trova un ottimo riscontro in vallata. Ogni venerdì sera la squadra si ritrova per gli allenamenti, ed è diventata un polo inclusivo in ogni suo aspetto, anche quello etnico. «Abbiamo una trentina di atleti – spiega Hassan – oltre a persone con disabilità ci sono anche molti giocatori stranieri, che grazie a questo sport hanno modo di integrarsi dal territorio. Ultimamente partecipano anche alcune ragazze eritree, arrivate in Italia grazie ai corridoi umanitari, ospitate dalla casa dell’Ami di Fognano. Il baskin è inclusivo a 360 gradi».

In questi anni la squadra ha partecipato ai campionati regionali, che vede rappresentative anche a Faenza, Bologna e Ferrara. In futuro ci sarà l’allargamento anche ad altre tre realtà delle Marche. «Per noi il baskin rappresenta un notevole investimento, perché è uno sport ancora di nicchia e poco supportato economicamente – conclude Hassan – ma le soddisfazioni sono tante, ogni giocatore si sente parte della squadra e valorizzato, si costruiscono relazioni forti. Essendo Brisighella gemellata con Zwingerberg abbiamo portato questo sport in Germania, e a luglio la loro rappresentativa tedesca, nata dopo la nostra visita, sarà a Fognano. Una bella soddisfazione».

Le riflessioni degli scout per un mondo più equo

Jessicaspada

Le attività degli scout sono poi proseguite al convento Emiliani per concludersi, il giorno successivo, a Pieve Tho. Una due giorni che ha visto gli scout riflettere sulla costruzione di un mondo equo: dalle disparità ancora in atto in tema di uguaglianza di genere – l’Italia è nella parte bassa della classifica dei Paesi europei – fino ai cambiamenti climatici che vanno a colpire soprattutto chi vive già in un contesto di fragilità. Al termine della messa, presieduta da don Mirko Santandrea, gli scout hanno consegnato due lettere all’assessore Gessica Spada, in rappresentanza dell’Amministrazione, e un modello di vasi comunicanti, simbolo di un mondo equo. «Pensiamo sia importante che ogni persona possa ricevere le stesse opportunità nonostante le diversità – hanno scritto gli scout – in questi giorni abbiamo compreso che anche in uno sport, come il baskin, si possono dare le stesse opportunità a tutti per vivere pienamente la partita, divertirsi ed essere valorizzati nella squadra. Il tema dell’equità è strettamente collegato a un altro tema importante come quello del cambiamento climatico. Ne è un semplice esempio il genere femminile che nei paesi del terzo mondo è costante vittima degli effetti prodotti dai cambiamenti ed è costretto a lottare ogni giorno per i propri diritti».