La commemorazione delle Beate Margherita e Gentile, avviene quest’anno nell’ultima domenica di g. Alle 11 l’arcivescovo di Mosca, monsignor Paolo Pezzi presiederà la santa messa. Alle 17, sempre nella chiesa arcipretale, ci sarà anche un momento di preghiera. Il 23 gennaio 1505 si spegneva in Ravenna, assistita dalla parente e discepola Gentile Giusti, Margherita Molli; era nata in Russi l’8 maggio 1442. Il 28 gennaio 1530 moriva sempre in Ravenna Gentile; era nata in città nel 1471 dall’orafo veronese Tommaso e dalla russiana Domenica Orioli.

Don Giorgio Orioli, che ha approfondito la loro storia e il loro pensiero, domenica non potrà essere presente, ci sottolinea che “dopo tanti secoli la nostra città ne conserva intatta la memoria e la venerazione perché ambedue ebbero stretti legami con Russi stesso per vincoli di sangue, di amicizie e di conoscenze. La loro vita fu ed è una significativa presenza per la comunità perché il loro vivere si dipana alla luce del Vangelo”.

La prima lettura di domenica scorsa, tratta dal libro di Esdra, sottolinea la venerazione e soprattutto l’ascolto della parola di Dio da parte del popolo di Israele. “Margherita, cieca com’era, ne era inibita per la lettura ma non all’ascolto che divenne vita vissuta e insegnamento. – spiega don Giorgio – Gentile che sapeva leggere e scrivere, pur non avendo fatto con ogni probabilità studi sistematici, conosceva in profondità il vero senso della Scrittura stessa. Ascolto e vita vissuta poiché la parola di Dio è viva, efficace (Ebr.4,12); ambedue le nostre Donne divennero testimoni dell’incarnazione della Parola stessa nella loro diuturnità”.
Entrambe ben “ inserite nel corpo di Cristo che è la Chiesa (Col.1,24) nella sua totalità, visibile e invisibile”.
Nel vangelo di domenica scorsa, poi, “ il Signore applicava a sé stesso il brano del profeta Isaia (Is.61, 1-2) in cui sottolinea la sua consacrazione al ministero per mezzo dell’unzione. Proprio perché membra vive del corpo di Cristo quel brano si applica anche a noi che unti nella cresima siamo stati cristificati”.

Infine, don Giorgio ci ricorda che “Margherita e Gentile hanno vissuto intensamente il loro essere chiesa in un rapporto profondo con Dio nel cui amore erano immerse tanto da manifestare talvolta in loro la luminosità della Trasfigurazione, luminosità che inibiva ai propri discepoli la possibilità di guardarle. Due donne che raccomandavano la meditazione, frequentavano con assiduità i sacramenti della confessione e dell’Eucarestia, ma non ebbero mai la presunzione di camminare da sole, ma scelsero per il loro progresso interiore i più qualificati direttori spirituali. Come ai loro tempi anche per noi restano madri e maestre e ne invochiamo l’intercessione”.

a cura di G.D.