Con la tavola rotonda dedicata al tema Il Distretto del Cibo – Un progetto concreto per la frutticoltura’, Coldiretti ha inaugurato nella mattinata odierna l’ampliamento della sede di Faenza di via Volta, ora potenziata con i nuovi locali al civico 3 che ospitano servizi e uffici ancora più accessibili, moderni, a misura di Socio e Cittadino. Alla presenza del sindaco di Faenza, Massimo Isola, del vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, monsignor Mario Toso e del Presidente di Coldiretti Emilia-Romagna Nicola Bertinelli, il presidente di Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte ha aperto l’incontro presentando in sintesi la proposta di Distretto avanzata già a partire dal settembre 2020 dall’Organizzazione agricola e ora entrata nella fase operativa al fine di valorizzare uno dei comparti chiave dell’economia faentina, provinciale e regionale: “L’ortofrutta è il settore che più di tutti subisce gli effetti dei cambiamenti climatici e delle calamità naturali, basti pensare – commenta Dalmonte – che le gelate del 2020-21 hanno dimezzato la produzione, con la provincia di Ravenna tra le più colpite a livello regionale e nazionale. Allo stesso tempo è uno dei comparti maggiormente distintivi per la nostra agricoltura, interessando un grandissimo numero di aziende agricole e di persone che operano direttamente nel comparto e nell’indotto. Il Distretto diventa quindi oggi essenziale sia per garantire attenzione e sostegno economico alle imprese, al fine di garantirne piena sostenibilità economica, ma anche per generare quel rilancio del comparto che parta dai produttori per coinvolgere poi strutture di commercializzazione, mondo della ristorazione e dell’ospitalità, istituzioni nella promozione e valorizzazione di prodotto, ma anche nella ricerca, logistica e innovazione”.

Il vescovo Mario: “Il lavoro va tutelato, una migliore qualità non deriva solo dalla tecnica”

Un progetto, quello del Distretto, condiviso dal primo cittadino di Faenza che ha posto l’accento sulla “necessità di tutelare il patrimonio ortofrutticolo locale difendendone la produttività e valorizzando la qualità e l’identità forte delle nostre eccellenze e di un intero territorio, come appunto si propone di fare il nuovo Distretto del cibo”.

Monsignor Mario Toso ha ampliato lo sguardo all’aspetto sociale dell’agricoltura richiamando la necessità di tutelare il lavoro perché – ha detto – “una migliore qualità non deriva solo dalla tecnica, ma da persone che operano in campo con passione e amore contribuendo ad aumentare la qualità della vita di tutti noi”.

Prima delle conclusioni affidate al presidente di Coldiretti Emilia-Romagna Nicola Bertinelli si sono susseguiti alcuni interventi dalla platea con Giuliano Donati, presidente GranFrutta Zani, che ha ribadito l’importanza di “difendere la sostenibilità economica e sociale/occupazionale del sistema sia tutelando il reddito dei produttori che comunicando bene e meglio al consumatore finale, duplice obiettivo del Distretto. come vuole fare il Distretto che è segnale di cambiamento.

Raffaele Drei, Presidente Crpv ha sottolineato come “nonostante costi di produzione più alti la frutticoltura ha resistito grazie alle persone, alle loro idee e qualità, centrali anche all’interno del progetto di Distretto”.

Un progetto, ha aggiunto Carlo Dalmonte, presidente Caviro, “che unisce prodotto e territorio, in una operazione già perseguita con successo dal mondo del vino perché consente di differenziarci, distinguerci, farci scegliere anche in un mercato globale”. Parola anche alla politica con il Senatore faentino Stefano Collina che ha plaudito l’idea del Distretto, “in grado di attrarre e creare valore aggiunto in un mercato che troppo spesso scarica costi e problemi sul primo anello della filiera”, quello dei produttori, rappresentati anche da Damiano Banzola, Amministratore di Agrintesa, efficace nel richiamare proprio i coltivatori a perseguire con forza e coesione gli obiettivi di valorizzazione insiti nel progetto lanciato da Coldiretti.

Chiusura affidata al presidente Bertinelli che ha ricordato le grandi opportunità che si prospettano oggi per l’agricoltura e la frutticoltura regionale e nazionale “sia grazie alle risorse previste nel PNNR, con investimenti importanti nella logistica, da sempre gap del nostro Paese, sia nel campo della sostenibilità, al fine di tracciare nuove possibilità di sviluppo dell’attività agricola all’interno di un patto tra uomo e natura che limiti gli effetti dei cambiamenti climatici. Al contempo, grazie a Coldiretti – ha detto – si sta rivoluzionando l’equilibrio di mercato mediante l’approvazione del Decreto contro le pratiche sleali che riporterà equità all’interno della filiera e tramite le risorse previste nella Legge di Bilancio per la difesa passiva. Dentro a questo quadro – ha terminato Bertinelli – il Distretto della frutta diventa un’arma in più per riempire ulteriormente di valore e distintività le nostre produzioni”.