Nei giorni successivi al furto che ha colpito il Santuario della Madonna del Bosco di Alfonsine, arrivano anche piccoli segni di speranza.
«Il Santuario vive ancora»

Nonostante la ferita provocata dal furto che nei giorni scorsi ha colpito il Santuario della Madonna del Bosco , il Santuario continua a essere luogo di preghiera e di passaggio per chi cerca un incontro con Dio. È lo stesso parroco don Massimo Goni a sottolinearlo con un messaggio che guarda oltre ciò che è stato sottratto. «Il Santuario vive ancora! E vogliamo viva sempre di più per la fede in Cristo e nella santa Madre più che per gli ornamenti. Passa la scena di questo mondo ma noi camminiamo verso l’eterno nel Paradiso!». Un gruppo di pellegrini bresciani ha fatto tappa al santuario proprio questa mattina, 30 settembre al santuario. Il gruppo sta percorrendo la Viae misericordiae e ha scelto di accompagnare nel cammino anche una persona con disabilità. Per don Massimo Goni segno, arrivato proprio nei giorni in cui il Santuario è stato al centro dell’attenzione a causa del furto. «Un segno di fede oggi è stato un gruppo di pellegrini di Brescia che sta facendo la Viae misericordiae accompagnando anche una persona disabile! Tanti bei segni!!». La presenza dei pellegrini assume così un significato che va oltre la semplice visita a un luogo di culto. Il Santuario della Madonna del Bosco è da tempo una meta di pellegrinaggio e conserva un patrimonio religioso e storico significativo, a partire dall’immagine in ceramica della Vergine risalente al XVI secolo e dalle numerose tavole votive custodite al suo interno.
Così, mentre proseguono le indagini per recuperare quanto ancora manca e individuare i responsabili dell’effrazione, al Santuario arrivano anche segnali diversi: persone che camminano insieme, pellegrini che condividono la strada e una comunità che continua a guardare alla Madonna del Bosco come a un luogo vivo. «Il Santuario vive ancora», scrive don Massimo Goni. E nella presenza di quei pellegrini, arrivati da lontano e impegnati in un cammino condiviso, vede uno dei tanti «bei segni» che invitano a guardare avanti.














