Un anno scolastico che parte con un organico sostanzialmente al completo, edifici che hanno beneficiato di importanti interventi e una scuola che si prepara ad affrontare una delle questioni più delicate degli ultimi anni: il cambiamento degli studenti, le nuove fragilità e la difficoltà, sempre più evidente, nel trovare la propria strada. È la fotografia del Liceo Torricelli-Ballardini di Faenza tracciata dalla dirigente scolastica Paola Falconi alla vigilia della ripresa delle lezioni. Sul fronte del personale, la situazione è migliore rispetto a quella di molte altre realtà scolastiche. «Siamo fortunati, a differenza di altri a livello di organico», spiega Falconi.
Poche criticità a livello di corpo docente, ma mancano gli insegnati di sostegno
Il corpo docente è coperto al 95%: «Mancano pochissimi professori, giusto tre o quattro. Abbiamo pochi precari, circa una decina, su un totale di circa 200 docenti». Le maggiori criticità riguardano gli insegnanti di sostegno, «solo pochi sono fissi», oltre ad alcune carenze negli uffici Ata e tra i collaboratori scolastici. «In linea generale sono soddisfatta», sintetizza la dirigente. Una situazione che consente di garantire una buona continuità didattica. «Dove è stato possibile, è stata assicurata la continuità di insegnamento agli studenti, mostrando un organico solido: sono davvero pochi i professori con contratti a tempo determinato». Qualche cambiamento in più si registra nel biennio, mentre nel triennio si cerca di assicurare una maggiore stabilità anche in vista dell’esame di maturità. «Abbiamo una popolazione studentesca di buon livello e la nostra scuola cerca in tutti i modi di essere accogliente per studenti e docenti. C’è molta collaborazione, che si riflette nelle pratiche educative».
Gli interventi sui plessi scolastici, cantieri verso la chiusura
Anche sul fronte degli edifici la partenza si annuncia positiva. Nell’ultimo anno sono stati effettuati interventi importanti e altri sono previsti in futuro. Nella sede centrale è stata completata la messa a norma antincendio, mentre sono previsti ulteriori lavori di ampliamento. Per il Liceo linguistico, gli interventi di messa a norma erano già stati realizzati. «C’è soddisfazione, la nostra è una scuola moderna», dice Falconi. I cantieri hanno avuto un impatto durante l’estate, ma l’obiettivo è arrivare all’apertura del 15 settembre a regime: «Avremo sole due-tre situazioni da definire, che riguardano la palestra e l’aula magna. Ma anche per questi contiamo di terminare gli interventi entro la fine di settembre, se non prima».
Studenti diversi dal passato: “Le fragilità ormai sono trasversali”
È però sul fronte degli studenti che la dirigente individua i cambiamenti più significativi. «Gli studenti di oggi sono molto differenti anche solo da quelli di cinque anni fa», osserva. A essere aumentate sono soprattutto «le fragilità dal punto di vista emotivo», ma anche le difficoltà legate all’orientamento e alla scelta del percorso scolastico più adatto. Un fenomeno che emerge anche dai numeri dell’estate: sono stati 21 gli esami integrativi sostenuti da ragazzi che hanno cambiato indirizzo all’interno della scuola oppure sono arrivati da altri istituti, mentre i colloqui orientativi sono stati sette, per un coinvolgimento complessivo di trenta studenti. «C’è tanto movimento in estate, più degli scorsi anni. I ragazzi fanno fatica a scegliere e bisogna fare un ripensamento nel sistema degli orientamenti». Il tema riguarda una comunità scolastica molto ampia, che conta quasi 1.800 studenti, e richiede strumenti diversificati. Durante l’anno vengono organizzati corsi di recupero e sportelli didattici, mentre per il nuovo anno scolastico dovrebbe partire anche uno sportello psicologico.
Serve lavorare di squadra con le istituzioni: “Va ripensata la modalità di insegnamento”
La scuola lavora insieme ai servizi e alle istituzioni del territorio attraverso progetti contro la dispersione scolastica. «Le fragilità sono trasversali, e riguardano anche gli studenti che vanno bene dal punto di vista scolastico», sottolinea Falconi. Per questo, secondo la dirigente, è fondamentale non affrontare i problemi in modo isolato: «È importante costruire una sorta di rete per aiutare i ragazzi. Non bisogna lavorare a compartimenti stagni, ma essere uniti verso la stessa direzione». E su questo, aggiunge, «per fortuna c’è una buona collaborazione con le istituzioni». La sfida più grande potrebbe essere quella di adeguare la scuola ai ragazzi che la frequentano oggi. «È chiaro che si può migliorare in tutto. Forse la cosa più importante è rivedere l’impianto metodologico, e in parte anche i contenuti. I ragazzi di oggi sono diversi da quelli del passato». Una riflessione che potrebbe coinvolgere anche il modo in cui gli studenti vengono valutati: «Forse bisogna ripensare anche i criteri di valutazione». Non una rivoluzione immediata, ma un percorso da costruire nel tempo. «Questo, come anche il discorso sul metodo e sui contenuti, interessa tutti, non solo il nostro liceo. Si tratta di un tema ampio, dove ognuno farà la propria parte. Sono processi non immediati, che richiedono del tempo, da compiere un passo alla volta».
E in questo percorso Falconi rivendica soprattutto il rapporto costruito all’interno della scuola. «Io sono contenta sia del corpo docente, sia dei ragazzi, con cui c’è dialogo e collaborazione e un confronto basato sul rispetto». Un principio che considera centrale nel suo modo di fare scuola: «Credo molto nel dialogo e non ho paura del conflitto, se gestito con maturità e rispetto».
Vincenzo Benini













