Quando il fango cancella i volti, restano le mani di chi sa curarli. È da questa immagine che prende vita «Ricordi appesi», il racconto di un’esperienza straordinaria che ha permesso di salvare la memoria fotografica di Faenza, duramente colpita dalle alluvioni del maggio 2023.

Il pronto soccorso fotografico che ha salvato la memoria di Faenza

Non soltanto immagini, ma radici, ricordi e testimonianze di una città ferita dall’acqua. «Ricordi appesi» racconta la storia vera di Maria Laura Argani, Marco e Francesco Bondi, protagonisti di un intervento che ha trasformato uno studio fotografico in un laboratorio di restauro.

Un vero e proprio «pronto soccorso» fotografico, nato dall’incontro tra competenze infermieristiche e rigore fotografico, con l’obiettivo di recuperare e preservare le fotografie danneggiate dall’alluvione. Un lavoro che ha permesso di salvare 81 mila immagini, restituendo alla comunità un patrimonio di memoria e identità.

Un libro tra cronaca, fotografie recuperate e manuale operativo

Il volume non si limita a ripercorrere la cronaca di quei momenti e a raccogliere le fotografie simbolo recuperate, ma propone anche un manuale operativo, realizzato con tecnologia risograph in collaborazione con Tiratura – Ravenna.

La pubblicazione unisce così il racconto di un’esperienza concreta alla condivisione delle competenze e delle procedure messe in campo per salvare le immagini, offrendo una testimonianza del lavoro svolto e del valore della memoria fotografica.

La prefazione è curata da Giovanna Greco e Lorenzo Cottignoli.

La presentazione alle Cantine del Baiocco di Faenza

«Ricordi appesi», a cura di Maria Laura Argani, Marco e Francesco Bondi, è edito da NFC Edizioni, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Faenza, e con il sostegno di Cna Area Romagna Faentina e della Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna.

L’opera sarà presentata venerdì 18 settembre, alle 18, presso le Cantine del Baiocco – Rione Rosso, in via Campidori 28 a Faenza.