Una ventina di residenti del centro storico di Faenza chiede un confronto sulla gestione degli eventi e degli spazi pubblici, dopo un’estate caratterizzata da numerose manifestazioni e serate con musica fino a tarda ora. L’amministrazione comunale riconosce le criticità e annuncia una programmazione più equilibrata per il 2027.
Nei giorni scorsi una ventina di residenti nel centro storico ha deciso di indirizzare una lettera al nostro giornale, con alcune riflessioni sulla convivenza tra eventi e diritto al riposo, tra la bellezza architettonica dei monumenti e l’invasività di dehors e tavolini. Un intervento che pone interrogativi sul futuro urbanistico e umano del centro storico, alla ricerca di un equilibrio tra la necessità di mantenerlo vivo e la salvaguardia di chi abita vicoli e piazze. «Il nostro intento – dichiarano i firmatari della lettera – non è assolutamente fare polemica o fare una crociata contro gli eventi, anzi. Anche noi vogliamo un centro storico vivo e comprendiamo il valore e il ritorno economico che hanno manifestazioni come Argillà oppure i Buskers, che hanno recentemente animato il cuore di Faenza. Ci sembra però che manchi completamente una politica urbanistica, che consenta di vivere la città. L’impressione è che vengano concesse autorizzazioni, senza una valutazione complessiva dell’impatto che producono».
A esasperare i residenti del centro è stata infatti l’estate appena trascorsa, con un susseguirsi di eventi, musica alta fino a tarda ora, anche in giornate feriali.
Dj set e musica fino a tardi
«Dopo il covid – proseguono – la sensazione è che ci sia stato un “liberi tutti” e ogni anno sia sempre peggio. Quest’estate i disagi per noi residenti sono iniziati a giugno e a luglio abbiamo passato settimane con musica alta, quattro giorni su sette. Siamo stati costretti a convivere con dj set di mercoledì, musica fino alle 00.30, grazie ad autorizzazioni concesse in deroga, visto che qualsiasi emissione sonora dalle 22 alle 6 deve essere autorizzata. Non è accettabile avere certi eventi, periodicamente, in giornate feriali, a pochi metri dalle nostre abitazioni».
È tanto il rammarico dei residenti per come viene gestito il centro storico. «Aldilà del sacrosanto diritto al riposo di chi abita in centro, continuano i firmatari della missiva, ciò che dispiace è anche vedere una bellissima piazza rinascimentale, usata come spazio per dj set o altri eventi, del tutto fuori contesto. Dovrebbe esistere un disciplinare che stabilisca cosa può essere ospitato in centro storico e cosa può svolgersi in altri spazi della città. La stessa cosa dovrebbe valere per i dehors e i tavolini dei locali, che invadono piazza del Popolo e della Libertà, riducendo l’accesso pedonale ai loggiati e gli spazi d’incontro e socialità gratuiti».
«Mancano regole certe»
La sensazione che ha chi abita in centro è che, da qualche anno, si sia oltrepassato il limite e non ci siano più regole certe. «Viste le autorizzazioni concesse in deroga, in giornate feriali, con musica fino a 90 decibel, pensiamo manchi una visione d’insieme, equilibrata, che tenga in considerazione anche i diritti di chi ha casa in centro. A mancare sono anche i dovuti controlli, visto che quando facciamo segnalazioni, per via di rumori forti o situazioni di degrado come persone che urinano in zona Duomo, gli enti preposti o non rispondono o ci chiedono di portare pazienza. Per questo ci siamo rivolti direttamente al Comune, essendo il sindaco il primo responsabile della salute e del benessere dei cittadini. Purtroppo non abbiamo ricevuto risposta. Andremo avanti nella difesa dei nostri diritti, presentando un esposto alla Procura della Repubblica». I residenti in centro che hanno deciso di sottoscrivere l’appello concludono con una riflessione sull’importanza di trovare un equilibrio tra un centro vivo e vivibile. «Tutti noi vogliamo un centro vitale, in cui però sia anche sostenibile vivere. Crediamo che un centro storico per essere considerato vivo non debba essere per forza rumoroso e che la sua vitalità non si misuri solamente di notte, ma dipenda anche da quante persone vivono al suo interno. Così come crediamo non sia necessario occupare ogni spazio disponibile con tavolini e dehors, lasciando spazio anche alle bellezze architettoniche della nostra Faenza». Il rischio, secondo il gruppo di residenti, è che mettere in campo un susseguirsi di eventi possa avere l’effetto contrario, portando allo spopolamento delle zone più centrali della città. «Quali famiglie possono essere invogliate a trasferirsi in centro, se chi ci vive già non si sente tutelato? Chi è incentivato a vivere nel cuore della città se è difficile trovare parcheggio oppure è sistematicamente impossibile riposare di notte, prima di un giorno lavorativo? In questo momento c’è uno squilibrio troppo grande, a discapito di noi residenti e mancano i dovuti controlli. Ci aspettiamo che le istituzioni vigilino sul rispetto delle regole e, se chiamate, arrivino a stretto giro di posta».
I residenti si dichiarano comunque aperti al confronto, per una pianificazione diversa, con l’amministrazione. «Già alla fine del 2025 siamo stati ricevuti dal sindaco perché avevamo ravvisato un susseguirsi di eventi incontrollato, da maggio a novembre. Ci era stato assicurato che la pianificazione per il 2026 sarebbe stata diversa, alla ricerca di un equilibrio tra vitalità del centro e diritti dei residenti. Purtroppo questo intento è stato disatteso e ci siamo ritrovati con musica alta sotto casa in parecchie serate, costretti quindi a vivere l’estate con le finestre chiuse».
La replica dell’amministrazione
A tendere la mano a un nuovo confronto è anche l’amministrazione, consapevole dei disagi vissuti dai residenti durante l’estate appena trascorsa. «Siamo consapevoli della problematica, spiega Giulia Bassani, assessora al Centro Storico, perché da maggio a oggi è stato un susseguirsi importante di eventi, nel cuore della città. Per noi è un valore aggiunto avere tante manifestazioni in centro, per attirare gente ed evitare anche determinati fenomeni di degrado urbano. Abbiamo però raccolto anche le istanze dei residenti, che sono comprensibili e condivisibili e per il 2027 metteremo in campo una programmazione più equilibrata e che tenga conto delle esigenze di tutte le parti in causa. Per fare ciò, daremo vita a un percorso partecipato, con il sindaco, gli assessori competenti, le associazioni di categoria e gli esercenti del centro storico. Ragioneremo su tipologie di eventi, spazi e orari per giungere a un’indispensabile convivenza pacifica, che tuteli l’attrattività del centro storico, gli interessi degli esercenti e le esigenze dei residenti».
L’assessora conclude poi affermando che i controlli in centro storico non sono mai mancati e che l’amministrazione comunale, su questo punto, non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia. «Il rispetto delle regole è fondamentale, i controlli ci sono sempre stati e hanno portato anche a rivedere le autorizzazioni concesse, limitando l’orario della musica, per i dj set del mercoledì, alle 23,30. Purtroppo, a causa della scarsità di risorse umane a disposizione, non sempre la Polizia Municipale riesce ad arrivare immediatamente sul posto».
Samuele Bondi














