Dodici mesi di lavoro, manutenzione e tutela della fauna. La nuova gestione dei principali parchi cittadini presenta i risultati raggiunti, tra riduzione degli abbandoni, valorizzazione della biodiversità, impegno dei volontari e nuove iniziative dedicate ai cittadini.
Un anno di lavoro per i parchi cittadini

Un anno di svolta. È quanto emerge dal bilancio dei primi dodici mesi della nuova gestione dei principali parchi cittadini: il Parco Bucci, il Parco della Rocca e i laghi di viale Baccarini e di via Lesi.
«Riassumere un anno non è semplice – ha detto il dottor Fabio Dall’Osso, responsabile della gestione faunistica -. Sono presente nel parco ogni giorno e posso dire che questo è stato un anno impegnativo, ma estremamente positivo. La collaborazione con Arif (Associazione rilevatori faunistici, che coordina la manutenzione quotidiana, ndr) è ottima, sia sul piano umano che professionale. Abbiamo lavorato con continuità, senza mai abbassare il livello della gestione».
Il veterinario ha ricordato come la cura della fauna del Parco Bucci sia passata nel 2018 dalle competenze comunali alle associazioni, prima con la Piccola Oasi e poi, dal 2025, con l’attuale assetto.
«In questi anni abbiamo costruito un modello che funziona. Il contratto triennale prevede 36 attività gestionali, tra obbligatorie e aggiuntive. Le abbiamo completate tutte: sopralluoghi quotidiani, visite mediche e chirurgiche, censimenti, controlli riproduttivi, introduzioni e ricollocazioni, formazione dei volontari, attività didattiche, comunicazione con il Comune. È un risultato di cui siamo orgogliosi».
Il calo degli abbandoni di animali
Uno dei temi è stato il fenomeno degli abbandoni, drasticamente ridotto rispetto al passato. «Per anni c’è stata la convinzione che si potessero lasciare qui animali indesiderati – ha spiegato -. Non è mai stato possibile: è un illecito penale da sempre. Eppure arrivavano animali da tutta la regione, e non solo. In questi anni abbiamo ricollocato centinaia di esemplari: 338 in un solo anno. Oggi siamo scesi a 23 abbandoni su quattro siti. È un segnale ottimo, che indica maggiore consapevolezza e un controllo più efficace del territorio».
Tutto questo è stato possibile tramite un progetto iniziato con la precedente gestione e proseguito con quella attuale, totalmente gratuito, che gestisce il ricollocamento degli animali non più voluti in altre sedi, così da evitare l’abbandono nei parchi. «L’abbandono non è solo un gesto illegale e moralmente sbagliato, ma è anche un rischio per la fauna dei parchi, ecco perché ci siamo sempre impegnati a combatterlo», spiega.
I numeri della gestione faunistica
Il veterinario ha poi illustrato i dati faunistici dell’anno, che raccontano la complessità del lavoro svolto. «Al Parco Bucci abbiamo introdotto cavie domestiche, tacchini selvatici e un cigno nero. Al lago di via Lesi due carassi dorati (pesci rossi, ndr). Abbiamo rimosso testuggini americane, anatre mute, carpe e gamberi rossi nei vari siti. E poi ci sono gli animali consegnati dai cittadini e successivamente ricollocati: oltre trecento esemplari, come dicevamo prima, con animali che vanno dai conigli alle testuggini, dalle oche romagnole ai cincillà, fino a un pitone reale. Sono numeri che mostrano quanto sia articolata la gestione di questi parchi».Accanto alla parte veterinaria, la manutenzione quotidiana è affidata ai volontari dell’Arif.
«La quantità di lavoro è enorme», ha spiegato Luciano Cicognani, presidente di Arif. «Garantiamo la presenza quasi 365 giorni l’anno. Pulizia, cestini, turni, monitoraggio: è complicato, ma la squadra funziona. Abbiamo una ventina di volontari, tra storici, nuovi ingressi e persone inviate dai servizi sociali e dal tribunale». Cicognani ha raccontato anche l’introduzione degli sfalci ridotti, una scelta condivisa con il veterinario. «Ridurre gli sfalci significa aumentare la biodiversità, migliorare l’alimentazione naturale della fauna e rendere il parco più equilibrato».
Il progetto Erasmus+ e le novità in arrivo
Tra i risultati più significativi del 2026 c’è anche la dimensione internazionale del progetto Erasmus+, legato al parco. «In tre anni abbiamo accolto 35 studenti da vari Paesi europei», ha raccontato Dall’Osso. «Fanno lezione nella loro lingua madre, lavorano con i volontari, imparano sul campo». Cita due studenti polacchi, Magdalena e Jakub, che al termine del loro tirocinio di marzo hanno inviato una lettera di ringraziamento. «È stato un vero onore contribuire alla bellezza di un luogo così iconico», hanno scritto. Cicognani ha inoltre anticipato che a breve verranno stampati nuovi volantini con regole e orari e saranno installati cartelli identificativi per piante e animali, per permettere ai cittadini di conoscere e apprendere in maniera più semplice.
Jacopo Cavina














