Il Sant’Ambroeus F.C. è stato fondato nel 2018 dalla fusione di due squadre nate qualche anno prima all’interno dei centri di accoglienza. Il nome lo si deve a Sant’Ambrogio, il santo patrono della città, “perché siamo tutti milanesi, al di là delle nostre origini” come afferma il responsabile della comunicazione della squadra.
Pur non trattandosi della prima squadra di migranti in assoluto, il Sant’Ambroeus è arrivato agli onori della cronaca proprio perché per primo gioca in un campionato ufficiale. Più di tutto, però, la squadra rimane un progetto di integrazione e scambio culturale e ne comprende anche una femminile, in rispetto delle pari opportunità per tutti e tutte.

“Il calcio è la nostra voce, il campo il nostro spazio di libertà. Ogni passaggio, ogni sorriso, ogni abbraccio dopo un gol racconta che qui non esistono barriere. St. Ambroeus F.C. è nato per ricordare a tutti una verità semplice e potente: lo sport appartiene a chiunque abbia il desiderio di praticarlo e di sentirsi a casa. “Utilizzare il potere unificante del calcio per costruire una comunità che coinvolga non solo atleti, ma anche tifosi e volontari. Insieme possiamo renderla vibrante e solidale, per estenderla ben oltre il campo di gioco” si legge sul loro sito.
Il progetto nasce come squadra di calcio popolare multietnica, che utilizza lo sport come strumento di socialità, di scambio e di conoscenza per combattere il razzismo. Tra le parole cardini del progetto vi sono accoglienza e integrazione, al fine di far sentire giocatori, dirigenti e tifoseria parte integrante della loro città, Milano.

Una comunità che accoglie

La società è uno spazio aperto nel quale si creano legami grazie al dialogo e all’integrazione di pensieri e idee differenti, con l’obiettivo di abbattere pregiudizi legati al colore della pelle e alle differenze di genere. La condivisione di uno spazio comune permette di costruire un presente e porre delle basi solide per un futuro per dare la possibilità di conoscere molte persone vivendo in un ambiente accogliente e amalgamandosi al meglio all’interno del tessuto cittadino.
A chiunque voglia far parte del gruppo viene data la possibilità di crescere sia a livello sportivo, che umano e sociale.
Come simbolo hanno scelto un piccione, il campo da gioco lo hanno a Gorla, a metà strada fra piazzale Loreto e Sesto San Giovanni, fuori dal cerchio magico della Milano che conta.

“Da noi giocano tutti. Ragazzi cresciuti nel quartiere, ma anche e soprattutto stranieri in attesa del permesso di soggiorno, richiedenti asilo, gente scappata dalla povertà e dalle guerre”, dice il presidente Jonathan Misrachi, trent’anni, guida di una realtà che raduna centinaia di persone, fra calciatori, dirigenti, allenatori, semplici sostenitori. E’ stato Jonathan, fra gli altri, ad andare a ritirare l’Ambrogino d’Oro che il Comune di Milano ha deciso di riconoscere al St. Ambroeus F.C. nel dicembre 2024.
In più, proprio perché “Se sta mai coi mani in man”, il gruppo che sta attorno al St. Ambroeus F.C. ha promosso diverse iniziative di solidarietà: “Sportello solidale” per accompagnare tutti i giovani nelle pratiche burocratiche relative alla loro permanenza in Italia, “Un gol per la speranza” per la ricostruzione della città di Anselda, Marocco, dopo il terremoto dell’8 settembre del 2023, “Milano per l’Ucraina” per portare aiuti e messaggi di solidarietà ad un altro popolo martoriato, “Scuola di italiano” per insegnare la lingua e aiutare a prendere la patente di guida, “Emergenza freddo” per portare sostegno, assistenza e beni di prima necessità a chi nei mesi invernali è costretto a vivere in strada.

L’insegnamento di Sant’Ambrogio

Lo sport ci fa vedere tanti aspetti della vita delle persone: la notorietà, la televisione, i guadagni milionari, ma anche la passione e la dignità di chi ne fa un’occasione per ribadire il valore irrinunciabile di ogni essere umano, al di là delle sue condizioni di vita.

“Che c’è di più bello del fatto che la fatica e l’onore siano comuni a tutti e il potere non sia preteso da pochi, ma passi dall’uno all’altro senza eccezioni come per una libera decisione? Questo è l’esercizio di un ufficio proprio di un’antica repubblica, quale conviene in uno stato libero” (Esamerone, VIII, 15, 51).

Sant’Ambrogio, davvero una bella base di partenza!

Tiziano Conti