Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla redazione da Fiori d’Acciaio, associazione di volontariato impegnata nella cura e nella prevenzione del tumore al seno, firmata dalla presidente dell’associazione. La nota affronta alcune criticità riguardanti la chirurgia senologica dell’ospedale di Faenza e le conseguenze per le pazienti del territorio.
Le richieste di confronto con Ausl Romagna
«Come presidente dell’associazione Fiori d’Acciaio di Faenza, attività di volontariato per la cura e la prevenzione del tumore al seno, desidero rendere pubblica una situazione incresciosa che sta avvenendo ormai da lungo periodo e che va sempre peggiorando riguardante la chirurgia senologica dell’ospedale di Faenza.
Premetto che più di un anno fa avevo richiesto un incontro alla Direzione Generale e alla Direzione Sanitaria di Ausl Romagna. La richiesta era stata demandata alla direzione sanitaria di Faenza e alla dottoressa Annalisa Curcio, responsabile della chirurgia senologica di Forlì, Ravenna e Cesena.
Dopo varie richieste, per tale incontro era stata data disponibilità per il 16 maggio 2025, ma purtroppo, per motivi familiari seri, ho dovuto richiedere una nuova data che non è mai stata fissata».
Le attese e i disagi per la ricostruzione mammaria
Nel testo inviato alla redazione, la presidente dell’associazione Patrizia Ruggeri illustra i temi principali che dovevano essere al centro dell’incontro, che però non si è mai tenuto.
«Gli argomenti che dovevano essere trattati riguardavano le pazienti che, a seguito di interventi di mastectomia per carcinoma mammario, erano in attesa da più di due anni per la sostituzione dell’espansore con una protesi definitiva. Si tratta di interventi di ricostruzione mammaria che devono essere eseguiti in presenza di un chirurgo plastico.
Va ricordato che anni fa era presente un chirurgo plastico dedicato a Faenza, nella persona del dottor Francesco Marongiu. Preannunciando le sue dimissioni da Ausl Romagna, durante un incontro con la Direzione Generale e il direttore della chirurgia senologica era stato comunque promesso che, non appena fosse stato disponibile un nuovo chirurgo plastico, sarebbe stato destinato a Faenza.
Effettivamente, dopo circa un anno ma solo per un breve periodo, questo è accaduto. Ormai da anni però non c’è più la possibilità di effettuare interventi oncologici complessi poiché a Faenza è presente un solo chirurgo senologo dedicato».
La nuova procedura e la centralizzazione degli interventi
La presidente di Fiori d’Acciaio riferisce inoltre di essere venuta a conoscenza, nel dicembre scorso, di una nuova procedura relativa alla chirurgia senologica.
«Tramite conoscenze personali dell’ospedale di Forlì, sono venuta a conoscenza di una nuova procedura riguardante la chirurgia senologica, redatta e approvata da un gruppo di lavoro composto dalla dottoressa Annalisa Curcio, dal dottor Andrea Sibilio, dalla dottoressa Daniela Tognali, dal dottor Davide Tellarini, dal dottor Roberto Martello e dal dottor Andrea Franzoni, i primi tre responsabili della chirurgia senologica di Forlì, Ravenna e Cesena, gli ultimi tre responsabili delle direzioni mediche di Faenza e Forlì.
E’ stato deciso di centralizzare gli interventi di chirurgia senologica per le pazienti nelle quali ricorrano almeno due dei seguenti elementi: intervento chirurgico bilaterale, esecuzione di dissezione ascellare, posizionamento di dispositivo protesico, rischio Asa pari a 3, assunzione di terapia anticoagulante orale e età superiore ai 74 anni».
Le lamentele delle pazienti seguite a Faenza e costrette ad operarsi a Forlì
Nella lettera si sottolinea come molte pazienti manifestino disagio per il trasferimento degli interventi all’ospedale di Forlì.
«Mi domando se queste nuove disposizioni siano legate a una maggiore sicurezza per le pazienti oppure all’ennesimo calo di risorse sul presidio ospedaliero faentino.
In qualità di presidente dell’associazione Fiori d’Acciaio ho già ricevuto molte lamentele da parte di pazienti seguite a Faenza con tutti gli accertamenti preoperatori e che poi vengono informate, contro la loro volontà, che l’intervento sarà effettuato all’ospedale di Forlì.
Molte pazienti non accettano questa decisione perché non ne comprendono il motivo e perché per loro rappresenta comunque un forte disagio. Faenza ha tutte le potenzialità per poter operare visto che, in alcuni casi, basterebbe la presenza di un chirurgo plastico».
La richiesta di chiarimenti
La lettera si conclude con un appello rivolto ai vertici sanitari.
«A nome di tutte le pazienti che hanno subito tutto ciò e a nome delle pazienti che potrebbero trovarsi presto nella stessa situazione, chiediamo chiarimenti seri e celeri, confidando in un dietrofront rispetto a questa situazione».














