Riportiamo di seguito questa lettera ricevuta dalla Redazione, in risposta ad altre lettere pubblicate nei giorni scorsi dopo il voto alle Comunali di Faenza.

Egregio direttore, Le scrivo sollecitato da lettere da voi pubblicate, per proporre ragioni diverse e un punto di vista differente sull’esito delle elezioni comunali faentine, rispetto alle legittime opinioni argomentate da altri vostri lettori.

La riconferma di Massimo Isola è l’esito di un percorso arduo e per nulla scontato di recupero di fiducia, di ricucitura di ferite, di riconnessione con le varie realtà sociali e culturali della comunità. Un lavoro che Isola ha portato avanti insieme al vicesindaco Fabbri e a tutta la squadra della giunta, che proprio in questo percorso ha dato dimostrazione di avere capacità di reazione a fronte di situazioni inedite e senza precedenti come il Covid e le alluvioni.

Isola e i suoi assessori, si sono ripresentati proprio perché si sono sempre presentati davanti ai cittadini in questi anni difficili. Isola e la sua giunta hanno persuaso i più, di avere le caratteristiche per accompagnare la comunità faentina a superare il disastro e a costruire le condizioni di una nuova sicurezza insieme al nuovo governo regionale. Chi ha perso le elezioni non ha colto che la maggior parte dei faentini ha avuto coscienza dell’enormità degli eventi che sono accaduti. Non è un’autoassoluzione, ma è la convinzione di avere riguadagnato un credito, sicuramente fragile, rischioso, forse anche limitato e da riconquistare ogni giorno. Ma le elezioni hanno detto che questo credito c’è! Ed è importante.

L’affluenza è calata significativamente ma i due pilastri della coalizione di Isola, PD e Faenza Cresce che c’erano anche alle scorse elezioni, hanno ottenuto più voti in numero assoluto di cinque anni fa. Parlare oggi nel 2026, in un mondo frammentato e disintermediato, di una società faentina narcotizzata da sistemi di potere asfissianti, a mio parere è la vecchia trita e ritrita ragione di autoassoluzione, questa sì, di molti di coloro che si sono succeduti nel non sapere da dove cominciare per dare risposte credibili alla città.

Ed infine mi sento di dire che a contraltare del calo dell’affluenza, è stato sotto gli occhi di tutti il ritorno alla partecipazione di molti giovani. Giovani che partecipano e si mettono in gioco, dicono di generazioni che vogliono essere protagoniste delle scelte che riguardano il loro futuro ed in tanti hanno trovato le porte aperte nella coalizione di Massimo Isola.

Il partito dell’astensione è spesso evocato ma non esiste e comunque non ha mai cambiato nulla. Letture suggestive dell’astensione sono a mio parere fuorvianti, perché è la partecipazione che alimenta la democrazia e fa crescere la comunità attraverso il confronto rispettoso e costruttivo.

Il Consiglio Comunale è il primo luogo nel quale si sperimenta la democrazia e le sue regole e dove ci si mette alla prova. Un grande incoraggiamento quindi a tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione e buon lavoro a Isola e alla sua giunta.

Stefano Collina – Faenza