Venerdì 10 aprile, il Comitato Montone – via Corleto, nato a seguito gli eventi alluvionali degli anni 2023-24 e formato dai residenti delle frazioni di Pieve Corleto, Reda, Albereto e Prada, interessate dalle esondazioni del fiume Montone, ha promosso un incontro pubblico presso la tensostruttura del campo sportivo della parrocchia di Pieve Corleto. La serata è stata dedicata all’approfondimento del Piano di Assetto Idrogeologico (Pai), con particolare riferimento agli interventi previsti nel territorio faentino interessato dal fiume Montone.
L’incontro con il geologo Roberto Galassi
L’iniziativa nasce dall’esigenza di fare chiarezza su un documento ritenuto complesso e di difficile lettura, sul quale i cittadini sono chiamati a presentare eventuali osservazioni entro il prossimo 31 maggio. Per questo motivo è stato invitato il geologo Riccardo Galassi, che, di fronte a una numerosa partecipazione, ha illustrato i principali aspetti tecnici del piano, evidenziandone anche non poche criticità.
Secondo quanto emerso nel corso della serata, il Pai presenterebbe lacune significative, a partire dalla mancanza di una visione complessiva dell’intero bacino idrografico. Lo studio, infatti, prenderebbe in esame il fiume solo a partire dall’abitato di Dovadola, senza considerare il tratto a monte, dove interventi mirati, come la realizzazione di briglie, potrebbero contribuire a trattenere limo e detriti, riducendo l’impatto a valle. Alcuni interventi fondamentali — dal consolidamento delle arginature all’abbassamento delle aree golenali, fino a una più efficace gestione della vegetazione — vengano affrontati in modo frettoloso e superficiale, pur rappresentando azioni urgenti e decisive. Sono state inoltre segnalate incongruenze nei calcoli e nelle valutazioni, oltre alla mancata considerazione di elementi rilevanti quali i depositi nelle golene e la vegetazione in alveo, fattori che incidono in modo significativo sulla portata del fiume.
Le aree a tracimazione controllata in zone agricole con produzione di pregio
Preoccupazione forte è stata espressa in merito alle aree individuate per la tracimazione “controllata”, posizionate in zone agricole con produzioni di pregio. Queste subirebbero gravi danni economici, condizionando l’intera economia del territorio. Inoltre, non sarebbero state adeguatamente considerate le pendenze naturali del terreno e l’interazione con i rilevati principali presenti, come l’autostrada A14 e il Canale Emiliano Romagnolo, che possono comportare il raggiungimento di livelli considerevoli da parte dell’acqua defluita, mettendo a repentaglio la popolazione residente. Infine, l’assenza di una chiara priorità tra gli interventi necessari alla messa in sicurezza alimenta il timore che le aree di tracimazione controllata, previste come extrema ratio solo in caso di piene eccezionali con tempi di ritorno bicentenari, possano diventare una scorciatoia sistematica. Un espediente comodo per mascherare ritardi, omissioni e la mancata realizzazione (o la parziale esecuzione) delle opere strutturali e delle manutenzioni davvero necessarie.
La mancanza di coinvolgimento degli enti locali
Regna un profondo scetticismo per il mancato coinvolgimento di Comuni, quartieri, comitati e associazioni imprenditoriali nella definizione degli interventi. Un’assenza pesante che esclude i territori direttamente interessati, privandoli di un confronto reale su soluzioni di messa in sicurezza del territorio. Ne derivano interventi concepiti senza ascolto né condivisione con le comunità locali, che, così come attualmente licenziati, rischiano di produrre un impatto devastante sull’area interessata, con gravi ricadute su imprese, attività agricole e famiglie.
L’incontro si è chiuso con un invito alla partecipazione attiva da parte dei cittadini, chiamati a presentare osservazioni e contributi entro la scadenza fissata. Il Comitato Montone ha ribadito l’importanza di un confronto aperto con le istituzioni, affinché il piano possa essere migliorato e reso più aderente alle reali esigenze del territorio, con l’obiettivo di coniugare sicurezza idraulica, tutela delle attività economiche e salvaguardia della comunità locale.














