Il Signore non si stanca mai di attirare a sé nuovi figli. Come Settore Catecumenato abbiamo il privilegio di incrociare le storie, ognuna unica e irripetibile, dei giovani e degli adulti che chiedono di diventare cristiani. In questo cammino sono guidati dalle loro comunità parrocchiali. Noi cerchiamo di farli incontrare ed emergere perché siano per tanti seme che dà frutto, in particolare per coloro che, battezzati da piccoli, sono abituati a considerarsi parte della Chiesa e vedono ora il calo della partecipazione come un segno nefasto.
Una cosa non esclude l’altra: la partecipazione alla vita della Chiesa come siamo stati abituati a concepirla è mutata, ma il Signore non fa mancare la Sua Grazia. “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt 28,20) Di seguito la testimonianza di Emily, catecumena della parrocchia di Rivalta che nella prossima Veglia pasquale alla parrocchia di Rivalta alla celebrazione presieduta da don Pier Paolo Nava diventerà cristiana.
La testimonianza
Nel mio percorso di vita ho scelto di intraprendere questo cammino di catecumenato per riscoprire la mia fede, assopita. Ho sempre pensato di essere diversa dalla massa delle persone per il fatto che non fossi battezzata. Mi classificavo quasi come un problema, tutti i miei amici e compagni di scuola erano battezzati avevano fatto la cresima e la comunione mentre io restavo in disparte.
Poi per un incrociarsi di eventi io e il mio attuale marito abbiamo cominciato ad andare in chiesa tutti i weekend, e quando eravamo in chiesa le prime volte restavamo in un angolo, e quando era il momento di fare i vari segni rimanevo perplessa sul da farsi. Ed ero a tratti spaventata mi dicevo «oddio se capiscono che non sono mai andata a messa mi fucilano, soprattutto il parroco» mi immaginavo la scena in un eventuale momento in cui fosse successo: «vai via eretica, non sei battezzata, esci da questo luogo sacro!».
Non so dirvi per quanti weekend sono rimasta, in un angolino spaventata. Poi ho cominciato seguendo le varie messe a capire cosa fosse il “cristiano” e quindi la nascita della mia volontà a ricevere il battesimo. Ma da qui nasce un nuovo ostacolo, dovevo dirlo al parroco no?
Ogni weekend mi dicevo era quello buono per parlarci, e ogni weekend tornavo con la coda fra le gambe troppo intimorita.
Poi arrivò quel giorno, il giorno in cui il mio attuale marito si fermò a parlare con il “don” per non mi ricordo nemmeno cosa, ma mi sono detta se non lo faccio ora, non lo faccio mai più. Quindi dopo che lui ha finito di parlargli e un po’ spronata gli ho detto «ma se per caso volessi battezzarmi?» lui ha spalancato gli occhi. Ecco ci siamo mi dicevo, ora mi insulta in tutte le lingue, invece mi ha guardato e mi fa «Giurami che non sei battezzata e me lo stai chiedendo davvero». Io gli risposi di sì ancora intimorita, lui a quel punto mi guardò e mi chiese se poteva abbracciarmi. Era felice? No, cioè fermi tutti… non solo non mi aveva mangiato viva, ma era anche felice!
Questo è stato ciò che mi ha fatto capire che Chiesa significa anche casa. Un posto dove vieni accolto e ascoltato, indipendentemente da chi sei e nel mio caso di cosa sei. Poi ho cominciato il mio percorso di catecumenato e non scorderò mai la prima sera in cui sono andata a un incontro. Era un incontro al monastero dell’Ara Crucis in cui una monaca ha fatto con noi un discorso su Dio e le sue mani, che ci accolgono ci sorreggono, e in quel ristretto gruppo non mi sono sentita più sola, diversa e a tratti sbagliata. Poi ho fatto catechismo in sedi private, infarinandomi di ciò che dice la Bibbia accompagnata dalla mia catechista, che tra l’altro ho scelto come madrina. Dico infarinandomi perché ogni giorno si imparano cose nuove e non si smette mai di imparare. E sono giunta a una conclusione per ora, ho capito che se sono qui ora è solo grazie a Dio, all’inizio forse lo capivo meno e spero che andando avanti lo capirò ancora meglio. Lui ci lascia sempre la porta aperta, sta a noi decidere se passarci sotto o restarne fuori. Mi auguro che questa lettera possa essere d’aiuto per chi come me magari è troppo spaventato per farsi avanti. Non vi mangia nessuno, ve lo assicuro. Anzi vi abbracciano.
Emily
Il percorso diocesano
Il catecumenato è il percorso di fede per adulti che desiderano diventare cristiani e ricevere i sacramenti di iniziazione cristiana (Battesimo, Confermazione, Eucaristia). È un itinerario di fede e comunità, che coinvolge catechesi, liturgia, incontro con la Parola di Dio e vita comunitaria, con l’obiettivo di accompagnare i catecumeni alla scoperta di Dio e alla conversione. Negli ultimi anni la nostra Diocesi, tramite uno specifico Direttorio consultabile sul sito diocesano, ha riscoperto in maniera significativa questo cammino.
A seguire i catecumeni in questo percorso è l’incaricato al settore don Matteo Babini.














