Un percorso espositivo che unisce materia, pensiero e identità: la nuova mostra di Shilha Cintelli al Museo Carlo Zauli invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra nutrimento e trasformazione personale, attraverso il linguaggio della ceramica contemporanea.
La mostra e il progetto espositivo
Sarà inaugurata sabato 18 aprile alle 18.30, al Museo Carlo Zauli di Faenza, la mostra “Alchimie in Ceramica” dell’artista empolese Shilha Cintelli, visitabile fino al 24 maggio 2026. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra AiCC e il museo faentino, confermando l’attenzione verso i linguaggi della ceramica contemporanea.
Fulcro dell’esposizione è l’installazione “Chiamati a compiere un atto di trasformazione lungo il transito dell’apparente dualità / Cluster” (2024), un’opera che trae ispirazione dalla riflessione del filosofo Ludwig Feuerbach: «l’uomo è ciò che mangia». A partire da questo spunto, il lavoro indaga il rapporto tra nutrimento, identità e trasformazione, proponendo uno spazio in cui lo spettatore è chiamato a riconoscersi e a intraprendere un percorso interiore.
L’installazione si sviluppa anche attraverso il riferimento all’Enneagramma delle personalità, inteso come dispositivo simbolico capace di attivare processi di trasformazione. La dimensione artistica si intreccia così con quella psichica e relazionale, dando vita a un’esperienza immersiva e partecipativa.
Il progetto si arricchisce inoltre del contributo scientifico della ricercatrice Caterina Dinnella dell’Università di Firenze, che approfondisce la risposta individuale al cibo come elemento dinamico, in grado di riflettere e ridefinire l’identità personale e sociale.
Il dialogo con Carlo Zauli
L’installazione di Shilha Cintelli entrerà in dialogo con le opere di Carlo Zauli, abitualmente allestite nella suggestiva Sala dei Forni. In particolare, durante l’inaugurazione, l’artista presenterà una nuova opera site-specific composta da tre elementi cubici — nero, oro e terracotta — pensati come anticipazione dell’installazione principale.
Questi elementi si confronteranno idealmente con “Primario Esploso”, opera di Carlo Zauli da tempo non visibile: un cubo attraversato da interventi materici e realizzato con il caratteristico smalto “Bianco Zauli”. L’interazione tra le due ricerche artistiche darà origine a una lettura simbolica in quattro fasi, richiamando i processi dell’alchimia.
Il percorso artistico di Shilha Cintelli
Nata a Empoli nel 1986, Shilha Cintelli si è formata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si è laureata in Pittura e Arti Visive e come collaboratrice restauratrice di beni culturali nel 2010. Parallelamente agli studi ha avviato l’attività di restauratrice presso studi fiorentini, sviluppando successivamente un proprio percorso artistico.
Dal 2018 collabora con la Fondazione Museo Montelupo, mentre nel 2020 è diventata socia dell’Associazione Strada della Ceramica di Montelupo, entrando nel consiglio direttivo nel 2025. Dal 2021 è inoltre cofondatrice del progetto indipendente IMBOSCATA, dedicato alla relazione tra arte contemporanea ed ecosistema boschivo.
Accanto alla produzione artistica, porta avanti attività nel sociale, collaborando con istituzioni e musei attraverso laboratori, corsi e workshop. Le sue opere sono state esposte in numerosi contesti pubblici e privati, tra cui il Museo della Ceramica di Montelupo, il Museo Leonardiano di Vinci, la Roma Art Week e altri spazi espositivi in Toscana e in Italia.














