Sono 7.599 le imprese femminili attive in provincia di Ravenna a fine 2025, pari al 21,2% del totale (erano il 20,4% nel 2015).
I numeri dell’imprenditoria femminile
Una quota leggermente superiore alla media regionale dell’Emilia-Romagna (21,1%) e di poco inferiore a quella nazionale, pari al 22,3%.
Le imprese guidate da donne rappresentano una realtà significativa del tessuto economico locale: danno lavoro al 15,9% degli addetti del settore privato e generano oltre 2,8 miliardi di euro di valore aggiunto.
I dati emergono dal nuovo rapporto dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, elaborato sulla base delle informazioni del Registro delle imprese.
I territori con più imprese guidate da donne
Tra i Comuni della provincia, il tasso più elevato di femminilizzazione delle imprese si registra a Cervia (23,2%), seguita da Ravenna (22,8%) e Fusignano (22,7%).
All’estremo opposto si colloca Bagnara di Romagna, con il 15,1%, che rappresenta il valore più basso.
I settori con più imprese femminili
Per quanto riguarda i comparti economici, la presenza di imprese femminili è più diffusa soprattutto nei servizi. Le percentuali più alte si registrano in:
- Altre attività di servizi: 59,4%
- Sanità: 44,2%
- Turismo: 32,5%
- Servizi di supporto alle imprese: 30,7%
- Commercio: 25,9%
Radicate in settori tradizionali come istruzione e servizi, le imprese femminili mostrano anche una crescita nei comparti digitali e sostenibili.
Imprese più istruite ma di dimensioni ridotte
Le imprenditrici, secondo il rapporto, scelgono l’impresa per vocazione e non come ripiego, risultano mediamente più istruite, preferiscono lavorare con altre donne e dimostrano una particolare attenzione al benessere dei collaboratori.
Le aziende guidate da donne, tuttavia, sono spesso di dimensioni più piccole e fanno largo uso del capitale familiare per l’avvio dell’attività, fattore che può limitare la propensione a investire e innovare.
Quando invece ricorrono al capitale finanziario, agli incentivi e al credito bancario, la produttività cresce del 33%, arrivando fino al 40% se a questi strumenti si affianca la formazione.
Crescono le società di capitali guidate da donne
Un dato positivo riguarda l’aumento delle società di capitali a guida femminile, cresciute dello 0,8% e oggi pari a 1.553 unità.
Guberti: «Un’imprenditoria matura e motivata»
«È una imprenditoria matura, istruita e motivata, con una leadership consapevole quella espressa dalle donne», ha sottolineato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna.
«Si tratta di un’impresa diffusa, che contribuisce anche a sostenere le economie dei territori più fragili e soggetti a spopolamento. È quindi una risorsa preziosa, che va accompagnata e sostenuta perché continui a rafforzarsi».
Il presidente ha inoltre ricordato come disparità economiche, discriminazioni e violenze abbiano spesso una radice comune in una mentalità ancora difficile da superare. «Alla politica spetta il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione dei progetti di vita delle donne. Alle giovani chiediamo invece di non scoraggiarsi e di investire nello studio, nella formazione e nell’impresa».
Bandoli: «Il principio della parità non è ancora pienamente affermato»
Sul tema è intervenuta anche Antonella Bandoli, presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Ferrara Ravenna.
«Il principio della parità tarda ancora ad affermarsi, limitando l’autonomia femminile e compromettendo la sicurezza delle donne, con ricadute negative anche sul progresso della società e dell’economia».
Bandoli ha richiamato l’attenzione anche sulle forme di violenza che si diffondono nella dimensione digitale, amplificate dai social network, che possono tradursi in umiliazioni, ricatti e, nei casi più gravi, aggressioni e femminicidi.
Certificazione della parità di genere nelle imprese
Entro la fine dell’anno almeno mille imprese italiane dovranno superare i test che certificano l’abbattimento del divario di genere nei luoghi di lavoro.
Grazie all’accordo tra Unioncamere e Dipartimento per le Pari Opportunità, nell’ambito delle iniziative del PNRR, ai Comitati per l’imprenditoria femminile è stato affidato il compito di supportare le aziende nella progettazione dei servizi per l’introduzione della certificazione della parità di genere, oltre alla gestione dei contributi per i costi di certificazione e ai servizi di accompagnamento e assistenza.














