Un’indagine della Guardia di Finanza di Catania ha scoperto una frode sulle accise dei carburanti. Eseguite misure cautelari e sequestri per oltre 235mila euro in diverse province, tra cui Forlì-Cesena e Ravenna. Al centro un sistema illecito per importare e utilizzare gasolio senza pagare IVA e accise.
Sette indagati, per cinque misure cautelari
C’è anche il territorio romagnolo tra quelli interessati dall’operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Catania che ha portato a misure cautelari personali e sequestri nell’ambito di un’indagine su una presunta frode fiscale legata al commercio di carburanti.
I finanzieri del Comando provinciale di Catania hanno eseguito due ordinanze del giudice per le indagini preliminari nei confronti di sette indagati, cinque dei quali destinatari di misure cautelari. Le accuse riguardano, in concorso, il reato continuato di sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle accise sui prodotti energetici.
Sequestro dei beni della società e di 235mila euro
L’operazione ha interessato le province di Catania, Siracusa, Enna, Roma e anche quelle di Forlì-Cesena e Ravenna, con il supporto del 1° Nucleo operativo metropolitano della Capitale e del Gruppo della Guardia di Finanza di Cesena. Contestualmente è stato disposto il sequestro penale di beni mobili aziendali e disponibilità finanziarie di una società di capitali e di due ditte individuali coinvolte nella frode, per un importo complessivo superiore a 235mila euro.
È stato inoltre eseguito il sequestro, per responsabilità amministrativa degli enti secondo il decreto legislativo 231 del 2001, delle quote, dei beni aziendali e delle disponibilità finanziarie di una società nel cui interesse sarebbe stato realizzato il sistema illecito.
Sequestrati 143mila litri di carburanti
Nel corso delle attività investigative, che hanno visto anche il supporto dei nuclei di polizia economico-finanziaria di Padova e Ravenna, sono stati complessivamente sequestrati circa 143mila litri di prodotti energetici, un deposito abusivo di carburanti, sette mezzi tra tank container, trattori stradali e semirimorchi, oltre a 58 cisterne fuori terra e attrezzature per il travaso e l’erogazione del carburante.
Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania – Gruppo tutela finanza pubblica – anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione, pedinamenti e analisi della documentazione contabile, si sono concentrate sulla figura di un imprenditore di Adrano, in provincia di Catania, attivo nel settore del trasporto su gomma e della logistica.
Il meccanismo di truffa
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo, con la collaborazione di altri soggetti, avrebbe organizzato un sistema fraudolento per rifornirsi di ingenti quantità di gasolio in evasione di iva e accise, destinandolo alla propria attività e ottenendo così un prezzo di acquisto particolarmente competitivo e consistenti risparmi fiscali.
Il meccanismo illecito si sarebbe basato su due modalità operative. Da un lato l’importazione in Italia di gasolio proveniente da raffinerie dell’Est Europa, trasportato su gomma e su rotaia e accompagnato da documentazione falsificata che lo indicava come “liquido bio anticorrosivo”, prodotto esente da imposte.
Dall’altro l’acquisto di gasolio agevolato per uso agricolo da un deposito dell’ennese, poi utilizzato invece per rifornire i mezzi dell’azienda di trasporto. Per rendere formalmente regolare l’operazione, il carburante sarebbe stato fatturato a una cooperativa agricola di Biancavilla, pur venendo consegnato alle società di trasporto riconducibili all’imprenditore.














