Un gesto concreto di solidarietà ha visto protagonista il mondo del motociclismo romagnolo, unito per sostenere l’associazione Bimbo Tu e il reparto di neurochirurgia pediatrica dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna.

Una rete di solidarietà

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra i Motor Biker Birrata di Faenza e le Anime Ribelli di Forlì, ha permesso di raccogliere 3.888,55 euro, somma interamente destinata ai progetti di assistenza per i piccoli pazienti e le loro famiglie.

La consegna è avvenuta domenica mattina alla presenza del vicesindaco di Faenza, Andrea Fabbri.

Il progetto ha coinvolto numerosi gruppi motociclistici del territorio, tra cui i Black Devil (nelle sezioni di Imola, Bologna, Coast Crew Meldola ed East Coast Ravenna), oltre ai Winter Biker, Kantina Free Gruppo, Motoclub Born To Dream, Free Chapter, Giovani Meldolesi, Dragoni, Clandestini e I Matti per le Moto.

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Il contributo delle realtà locali

Accanto ai bikers, hanno contribuito anche privati e attività commerciali del territorio: il notaio Paolo Castellari, il Caffè Oro Nero di Alfonsine, la Tabaccheria Letizia, la lavanderia La Rosa Blu di Forlì, il circolo Arci Nino Bordini, i dipendenti di Agrintesa, il Bar Dozza e il Caffè Infantini.

Le aziende Clai e Orva hanno inoltre fornito il materiale necessario per l’organizzazione di una lotteria benefica.

Un gesto di vicinanza ai piccoli pazienti

Oltre alla donazione economica, i gruppi promotori hanno consegnato magliette e cappellini personalizzati a circa ottanta bambini ricoverati, offrendo un momento di svago e vicinanza ai piccoli degenti.

L’impegno è proseguito anche dopo la consegna ufficiale: i partecipanti si sono ritrovati per un pranzo conviviale alla Club House 24 di Medicina, dove il circolo Medicivitas ha garantito un ulteriore contributo di 5 euro per ogni presente, somma destinata a essere versata tramite bonifico.

Un’iniziativa nata da una storia personale

Alla base del progetto vi è un’esperienza personale di gratitudine verso l’associazione Bimbo Tu, che durante il percorso terapeutico della piccola Arianna ha offerto supporto logistico e umano alla famiglia, garantendo accoglienza all’interno della struttura ospedaliera e la costante presenza di volontari.

Il successo della raccolta fondi testimonia la capacità del tessuto associativo locale di mobilitarsi con efficacia per sostenere le eccellenze sanitarie e sociali della regione.