Domenica 22 marzo il Borgo Durbecco si prepara a vibrare con l’energia travolgente di un carosello di suoni e un’esplosione di colori. Si rinnova infatti l’appuntamento con lo storico Carnevale di San Lazzaro.

Gianfuzi diventa la maschera rappresentativa di Faenza

La festa sancirà anche il riconoscimento ufficiale di Lovigi Gianfuzi come maschera rappresentativa di Faenza. Dopo decenni di storia scritti con orgoglio e determinazione dialettale sulle pagine de la Fira d’San Pir, l’eterno burlone scenderà definitivamente in strada per guidare la comunità.

Il suo carro, insieme a quello del Passator Tortello sarà il cuore pulsante dell’evento, portando con sé l’eredità di Cantagalli e l’interpretazione storica di Giovanni Berdondini e consegnerà questo prezioso testimone di cultura e tradizione alle nuove generazioni.

600 studenti delle scuole faentine animeranno la sfilata. 20 i gruppi mascherati

La sfilata carnevalesca vedrà la partecipazione di 600 studenti delle scuole faentine, pronti a portare una ventata di freschezza ed energia al corteo. L’identità locale sarà la vera protagonista della parata.

Il battito della Romagna si farà sentire grazie ai ballerini del Team Dance Borgo che porteranno in strada l’energia del folk romagnolo. A scandire il ritmo ci penseranno gli Sciucaren, che, con i loro schiocchi di frusta, rievocheranno le radici potenti della nostra terra.

Insieme a loro sfilerà lo storico Rione Borgo Durbecco e l’ingegno tecnico degli studenti dell’ITIP Bucci con le loro iconiche vetture a pedali. Con la collaborazione del CONAD, anche l’arte ceramica, vanto del territorio, troverà il suo spazio con la premiazione degli studenti del Liceo Artistico Torricelli che hanno realizzato un’opera d’arte unica ed esclusiva che verrà consegnata ai gruppi partecipanti.

Alla sfilata saranno presenti 20 gruppi mascherati e una decina di carri allegorici.

Tra una sfilata e l’altra il pubblico potrà perdersi tra le bancarelle di prodotti tipici, dove il re incontrastato rimarrà il tortello di San Lazzaro, dolce tipico della festa.

Un ponte tra passato e futuro

Il Carnevale di San Lazzaro non è dunque solo una sfilata, ma un vero e proprio ponte tra passato e futuro. In un’epoca che corre veloce, vedere centinaia di bambini scendere in strada accanto ai carri di cartapesta e ai simboli della nostra tradizione conferma quanto sia vivo il cuore di Faenza.

Inoltre, dal 23 febbraio al 20 marzo la suggestiva cornice della Sala delle Bandiere ospiterà la mostra di disegni creativi degli alunni delle scuole primarie di Faenza. Un’ esposizione aperta a tutti, nata per valorizzare il talento e la ricerca espressiva delle nuove generazioni nel cuore della città.

Le dichiarazioni istituzionali

Manuela Rontini, sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna: “Abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno a sostegno dei Carnevali storici regionali, aumentando il contributo da 200 a 250mila euro, perché ne riconosciamo il forte valore culturale, sociale, aggregativo e creativo. E da faentina sono doppiamente contenta che tra le 3 manifestazioni che per la prima volta accedono al finanziamento regionale ci sia anche il Carnevale di San Lazzaro in Borgo. Questi eventi sono in grado di mobilitare il tessuto migliore delle nostre comunità, creando valore sociale e anche economico per il territorio. Occasioni importanti che vogliamo custodire e mantenere vive, in un equilibrio virtuoso tra tradizione e futuro”.

Andrea Fabbri, vicesindaco di Faenza: “Il riconoscimento di Gianfuzi come maschera ufficiale della città rappresenta il coronamento di un percorso che affonda le radici nella nostra storia popolare e dialettale. Quest’anno il Carnevale di San Lazzaro non è solo una celebrazione del folklore, ma un progetto corale che vede le scuole, il mondo dell’associazionismo e i rioni lavorare fianco a fianco per trasmettere il testimone della tradizione alle nuove generazioni. La presenza di centinaia di ragazzi e il sostegno delle realtà economiche locali dimostrano come la comunità del Borgo sappia innovarsi mantenendo intatta la propria identità, trasformando una festa di quartiere in un evento di rilievo per l’intero territorio faentino“.