È domenica. Sta per iniziare la Messa principale della parrocchia. Il parroco è pronto a suonare la campanella che dà avvio alla processione iniziale. Proprio in quel momento, però, la signora che ogni domenica proclama la seconda lettura si aggira tra i banchi alla ricerca affannosa di qualcuno disposto a leggere il salmo. La situazione non è migliore per il maestro del coro che, oltre al canto d’ingresso, non ha ancora deciso quali brani proporre all’offertorio e alla comunione. Scene come queste, per quanto raccontate con un sorriso, descrivono una realtà ben nota a molte delle nostre comunità. Esse rivelano una certa distanza rispetto a quanto la Chiesa ci chiede e ci propone con forza. Papa Francesco, nella lettera apostolica Desiderio desideravi, afferma: «La pastorale d’insieme, organica, integrata, più che essere il risultato di elaborati programmi è la conseguenza del porre al centro della vita della comunità la celebrazione eucaristica domenicale, fondamento della comunione» (n. 37). In alcuni casi, invece, sembra che l’aspetto liturgico e rituale venga percepito come un’aggiunta ai tanti programmi pastorali, e non come il cuore pulsante da cui trarre forza ed energia per l’annuncio del Vangelo e la testimonianza della fede. Così, la domenica rischia di essere vissuta come una semplice consuetudine, sostenuta da comodi automatismi, più che come l’evento che dà forma alla vita cristiana. Si diffonde inoltre l’idea che la liturgia non abbia a che fare con “cose” materiali, ma appartenga soltanto a un ambito vago e astratto dello “spirituale”. Eppure, è proprio il contrario. La liturgia è una relazione autentica che ha bisogno anche di volti reali, “cose” materiali, concrete. Papa Francesco lo ricorda: «La Liturgia è fatta di cose che sono esattamente l’opposto di astrazioni spirituali: pane, vino, olio, acqua, profumo, fuoco, cenere, pietra, stoffa, colori, corpo, parole, suoni, silenzi, gesti, spazio, movimento, azione, ordine, tempo, luce. Tutta la creazione è manifestazione dell’amore di Dio: da quando lo stesso amore si è manifestato in pienezza nella croce di Gesù tutta la creazione ne è attratta. È tutto il creato che viene assunto per essere messo a servizio dell’incontro con il Verbo incarnato, crocifisso, morto, risorto, asceso al Padre» (Desiderio desideravi, n. 42). Nulla è estraneo alla celebrazione: tutto parla, tutto annuncia, tutto conduce al mistero pasquale.
Quattro incontri proposti dal Settore Liturgia

Per questo motivo, il Settore Liturgia diocesano, in collaborazione con la Scuola di formazione teologica, propone un cammino che affianchi alla riflessione teorica anche un’esperienza concreta. «Quelli che erano per le antiche cose sono arrivati alla nuova speranza e non osservano più il sabato, ma vivono secondo la domenica, in cui è sorta la nostra vita per mezzo di Lui e della sua morte… Come possiamo noi vivere senza di Lui?» (Ignazio di Antiochia, Lettera ai Magnesii, IX, 1-2). Come possiamo noi vivere senza di Lui? Come possiamo non vivere secondo la domenica? La formazione diocesana alla liturgia ha cercato di approfondire proprio queste domande.
Nei giorni 13-14-15 febbraio vengono proposti quattro laboratori pratici, pensati per aiutare le comunità a riscoprire il senso profondo della celebrazione domenicale e a tradurlo in scelte pastorali e liturgiche più consapevoli. Canto, arte floreale, vesti liturgiche, ministeri (soprattutto i lettori). Sono quattro ambiti molto concreti che rappresentano il minimo di attenzione e di cura alla celebrazione, proposti a tutte le persone che con generosità stanno già facendo servizio o vorrebbero iniziare a dare una mano in parrocchia. Se infatti crediamo, insieme alla Chiesa e al Concilio Vaticano II (cfr. Sacrosanctum Concilium, 106), che la domenica non sia semplicemente un giorno di riposo o una parentesi nel calendario civile, ma il cardine attorno a cui ruota l’intera esistenza del credente, allora diventa indispensabile maturare una nuova sensibilità nei confronti del Giorno del Risorto. Una sensibilità capace di riconoscere nella liturgia domenicale non solo un dovere da assolvere, ma anche una relazione viva, da coltivare con pazienza e dedizione.
Équipe Settore Liturgia














