Anche Faenza finisce al centro della polemica nazionale legata ai volantini di Azione Studentesca che invitano gli studenti a segnalare presunti casi di propaganda politica da parte degli insegnanti.

I volantini comparsi fuori dall’Oriani

Nella mattinata di martedì 28 gennaio, due volantini sono comparsi all’esterno dell’Istituto tecnico Alfredo Oriani di Faenza, in via Manzoni. Le stampe, come confermato dal personale scolastico, sono state notate e rimosse nel giro di breve tempo. L’affissione, avvenuta all’esterno dell’edificio, non era autorizzata e non ha coinvolto direttamente l’attività didattica interna. Dalla scuola non arrivano commenti ufficiali sull’episodio. «Ognuno è libero di pensarla come crede», fanno sapere dall’istituto, limitandosi a confermare la tempestiva rimozione del materiale.

Il questionario al centro delle polemiche

I volantini, firmati da Azione Studentesca, movimento vicino all’area giovanile di Fratelli d’Italia, riportano un invito rivolto agli studenti a inquadrare con lo smartphone un codice QR. Attraverso il collegamento si accede a una pagina online contenente un questionario. Tra le domande presenti, una in particolare ha sollevato forti critiche: agli studenti viene chiesto se siano a conoscenza di «professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni» e di «descrivere uno dei casi più eclatanti», con la possibilità di indicare nomi e cognomi. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa sarebbe la raccolta di segnalazioni per un report nazionale sulla situazione delle scuole italiane. Quella di Faenza non è un’iniziativa isolata. Volantini analoghi sono stati segnalati negli ultimi giorni in diverse città italiane, da nord a sud, suscitando reazioni politiche e istituzionali. Sul caso il Ministero dell’Istruzione ha avviato accertamenti, come reso noto dalla sottosegretaria Paola Frassinetti. Numerose associazioni del mondo della scuola hanno espresso preoccupazione per un’iniziativa definita come un invito alla delazione e una minaccia alla libertà di insegnamento, ribadendo il valore della scuola come luogo di confronto, pluralismo e formazione democratica.

Il sindaco Isola: “La scuola sia luogo libero, di crescita e di dialogo, non di sospetto e propaganda”

Sulla vicenda interviene il sindaco di Faenza, Massimo Isola.

La scuola – sottolinea il primo cittadino – deve essere luogo libero, aperto e pluralista, dove crescere imparando a confrontarsi con idee anche differenti, non altresì ambito da trasformare in terreno di sospetto o di controllo ideologico attraverso presunte liste di proscrizione che ricordano infausti periodi della nostra storia. Ogni tentativo di delegittimare il ruolo degli insegnanti o di insinuare diffidenza nei confronti del mondo della scuola è gravissimo e pericoloso per la vita di un Paese che fonda la propria convivenza sulla democrazia. La libertà di insegnamento e il pensiero critico sono pilastri sanciti dalla Costituzione, il faro della nostra vita democratica. Difendere la scuola significa difendere la libertà e la convivenza civile”.

Faenza ribadisce la vicinanza alla comunità scolastica cittadina e a tutto il personale educativo, impegnato quotidianamente nella formazione delle nuove generazioni.

Le scuole – conclude Isola – siano luoghi in cui si impara a riconoscere la complessità del mondo, non a semplificarlo in liste di “buoni e cattivi”. È quindi nostro obbligo morale sostenere chi lavora ogni giorno per costruire cittadini consapevoli e, soprattutto, liberi di pensare. La democrazia è vera e viva a patto che il dibattito sia sano”.

Movimento 5 Stelle Faenza: “Piena solidarietà al corpo docente dell’Oriani. Libertà di insegnamento pilastro della nostra democrazia”

«La scuola faentina non può e non deve diventare terreno di caccia per pratiche di delazione che richiamano i periodi più bui della nostra storia».

Con queste parole il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle di Faenza interviene sull’affissione, da parte di Azione Studentesca, di volantini con QR code all’esterno dell’Istituto Tecnico “Alfredo Oriani”, che rimandano a un questionario online per segnalare in forma anonima presunti casi di “propaganda di sinistra” durante le lezioni.

Un’iniziativa grave, che sta generando un clima di sospetto e intimidazione all’interno della comunità scolastica, con ricadute dirette sul lavoro quotidiano degli insegnanti.

«Abbiamo raccolto il forte disagio del corpo docente – dichiara il consigliere comunale e provinciale M5S Marco Neri –. È inaccettabile che chi educa e forma le nuove generazioni si senta sotto osservazione o esposto a una sorta di schedatura ideologica per aver promosso il pensiero critico e il confronto».
La libertà di insegnamento, sancita dall’articolo 33 della Costituzione, è un pilastro irrinunciabile della nostra democrazia.

Invitare studenti a “segnalare” i propri professori non è partecipazione politica, ma un attacco diretto al rapporto di fiducia tra scuola e studenti.

Il Movimento 5 Stelle esprime piena solidarietà ai docenti dell’Istituto Oriani e a tutta la comunità scolastica faentina e annuncia che porterà la questione all’attenzione delle sedi istituzionali competenti, affinché l’Amministrazione comunale si faccia garante della serenità educativa nei nostri istituti.

«Insegnare i valori della Costituzione – uguaglianza, libertà, rispetto delle persone – non significa fare propaganda. Significa educare alla cittadinanza democratica. E su questo non accetteremo intimidazioni né ambiguità».