Di seguito vi proponiamo la lettera, giunta in redazione, da padre Giovanni Querzani che, oltre a fare gli auguri di Natale a tutti i nostri lettori, ci racconta da testimone diretto la situazione drammatica che sta vivendo il Congo nel contesto della guerra civile e del conflitto con il Rwanda.
La lettera
Carissimi amici e benefattori,
anche quest’anno è arrivato il momento di inviarvi i nostri più ferventi auguri per la prossima festa di Natale. Questo Natale che per noi qui in Congo avviene i un contesto militare particolarmente delicato e inquietante. Pochi giorni fa, esattamente il 10 dicembre, la città di Uvira (130 km a sud di Bukavu), che è la seconda città più importante del Sud Kivu dove si erano traferite le Autorità Provinciali, è caduta sotto il controllo del movimento ribelle M23/AFC e dell’armata rwandese. Questo è avvenuto in barba all’accordo di pace che il Congo e il Rwanda, sotto la pressione della mediazione del presidente americano Trump, avevano firmato a Washington appena pochi giorni fa. Dopo la conquista di Bukavu nel febbraio 2025, si era sempre cantato con forza e fierezza: “Uvira non cadrà mai. Anzi, sarà Uvira a riconquistare Bukavu e Goma!”
Invece è accaduto. Anche questa volta, come a Bukavu, i ribelli sono entrati senza colpo ferire in questa città per la complicità, giudicata “tradimento”, del generale-capo delle forze governative che ha ordinato il loro ritiro dalla città il giorno prima che arrivassero le truppe ribelli.
Questo avvenimento ha creato in tutti grande sconcerto e un vero shock. Uvira era considerata una città strategica, la cui perdita apre le porte alla conquista della ricca regione dell’ex Katanga. Il presidente rwandese Kagame, che è un generale guerrafondaio che mira a conquistare l’est del Congo e impossessarsi delle sue enormi ricchezze minerarie, ha deciso di farlo violando l’accordo di pace appena firmato. Una incredibile sfida anche nei confronti di Trump che si era vantato di aver riportato, dopo trent’anni di conflitto, la pace tra il Rwanda e il Congo.
Adesso ci si chiede come reagirà Trump e la sua amministrazione davanti a questo “schiaffo” e a questo sgarbo diplomatico. In attesa degli sviluppi imprevedibili di questa complessa situazione, resta il fatto che questa nuova offensiva militare ha causato parecchi morti e altre centinaia di migliaia di sfollati di guerra sradicati dalle loro terre e obbligati a una vita di stenti. Un calvario più che un Natale!
È in questo clima di desolazione e di sofferenza che noi ci avviciniamo alla festa di Natale. È il clima che Gesù stesso ha presto sperimentato poco dopo la sua nascita, quando Erode cercava di farlo morire e ha dovuto essere portato in fretta in Egitto sperimentando le dure condizioni di vita dei profughi. In questo contesto così poco roseo noi abbiamo bisogno innanzitutto della vostra preghiera, perché la pace è il dono più prezioso di cui la nostra gente ha bisogno.
Ma, oltre questo, possibilmente anche di un sostegno materiale, perché la vita, nelle condizioni di occupazione militare come si vive qui, non è per nulla facile; anzi per molti è una indicibile sofferenza. Nel giorno di Natale, che vi auguriamo sereno e gioioso, abbiate un pensiero anche per noi e per questa gente che continua a vivere la sofferenza del Bambino Gesù profugo in Egitto. Assieme ai nostri bimbi, ai loro genitori e a tutto il personale del nostro Centro di assistenza Tupendane (casa-famiglia) e del nostro refettorio per i bimbi malnutriti, vi inviamo i nostri più sentiti auguri di Buon Natale e Buon Anno.
padre Giovanni Querzani
Bukavu – RD Congo 17/12/2025
Le Coordinate bancarie e postali per eseguire il versamento sono le seguenti: Associazione LA TUA MANO PER LA PACE che sostiene le attività di padre Querzani
UNICREDIT BANCA IT 87 O 02008 23710 CC 000002760946
LA CASSA DI RAVENNA IT 37 L 06270 67510 CC0090218716
C/C Postale n° 1021562879
Causale: Offerta liberale per sostegno ai bambini di Padre Giovanni Querzani in Congo














