Nonostante la neve, il freddo e un programma rivisto all’ultimo per motivi di sicurezza, martedì 6 gennaio la fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 ha attraversato Faenza. Una tappa che resterà nella memoria della città, imbiancata fin dal mattino, e capace comunque di accogliere il “sacro fuoco” con una partecipazione sentita. La macchina organizzativa si è messa in moto intorno a mezzogiorno alla palestra dell’istituto comprensivo Cerini, dove tedofori e staff si sono preparati per la staffetta. Il via ufficiale è scattato alle 14.45 da piazza Lanzoni. A portare per prima la torcia è stata una tedofora di 38 anni arrivata appositamente dalla California per prendere parte all’evento. Quindici i tedofori coinvolti nel tratto faentino, accompagnati dal suono dei tamburini e dagli sbandieratori del Borgo Durbecco. Il corteo ha attraversato il Ponte delle Grazie, corso Saffi, le piazze del centro storico e corso Mazzini, fino all’incrocio con viale Tolosano, da dove la carovana è poi ripartita verso Imola e quindi Bologna.
Lungo il percorso, nonostante i ritardi e le temperature rigide, tanti faentini hanno atteso il passaggio della fiamma, applaudendo e scattando fotografie. Non sono mancati però momenti contrastanti: un gruppo di contestatori ha manifestato contro la presenza di Israele ai Giochi, richiamando il genocidio in corso a Gaza. Alcuni hanno provato a lanciare palle di neve verso il corteo, venendo immediatamente fermati dalle forze dell’ordine.






Ad accogliere la fiamma anche il sindaco Massimo Isola e la Giunta comunale, che hanno simbolicamente percorso il tratto iniziale della staffetta. «Quella di oggi è una giornata emozionante che rimarrà impressa nella storia della nostra comunità – ha commentato Isola –. Il passaggio della Torcia Olimpica non è solo un evento sportivo, ma un rito profondo, ricco di significati simbolici. Nonostante le difficoltà poste dal meteo e il repentino cambio di programma, la partecipazione dei faentini è stata straordinaria. Siamo orgogliosi di aver garantito una risposta organizzativa all’altezza della sfida, permettendo alla fiamma di attraversare le nostre strade in totale sicurezza».
Una tappa breve ma intensa, che ha intrecciato festa, simboli olimpici, partecipazione popolare e anche le tensioni di un tempo segnato dai conflitti, a cui le Olimpiadi, fin dalla loro istituzione, propongono percorsi di pace tra i popoli.














