Quando si saluta un anno che finisce, viene naturale voltarsi indietro e chiedersi che cosa ci abbia davvero lasciato. Non solo in termini di fatti, ma di domande, ferite, speranze, cambiamenti. È con questo sguardo che proponiamo questa rubrica: non le dieci notizie di per sé “più importanti” del 2025, ma dieci notizie significative, grandi o piccole che siano, capaci però di raccontare — ciascuna a suo modo — il tempo che abbiamo attraversato.
Il 2025 è stato un anno attraversato da eventi di portata mondiale che hanno inevitabilmente toccato anche le nostre comunità locali. Il Giubileo della Speranza, vissuto come tempo di misericordia e di conversione, e la morte di papa Francesco con l’elezione del nuovo Pontefice, papa Leone, hanno segnato il cammino della Chiesa universale e della Diocesi di Faenza-Modigliana, intrecciandosi con le domande di fede, di giustizia e di futuro che abitano il nostro territorio. Ma è stato anche un anno in cui Faenza e la Romagna hanno continuato a fare i conti con le conseguenze delle alluvioni, con una ricostruzione ancora in corso, tra cantieri, ritardi, paure che riemergono a ogni allerta rossa e la necessità — sempre più evidente — di scelte strutturali per la sicurezza del territorio. Accanto alle grandi opere, hanno trovato spazio gesti di comunità, riaperture simboliche, prese di posizione civili, fragilità economiche e nuove forme di solidarietà.
Queste dieci notizie (a cui se ne aggiungono tre come “bonus”) non pretendono di esaurire la complessità del 2025, ma vogliono offrirne un racconto corale, fatto di cronaca, Chiesa, sociale, cultura e vita quotidiana. Un mosaico imperfetto, ma sincero, che restituisce il volto di un anno vissuto intensamente, con lo stile che da sempre guida Il Piccolo: ascoltare il territorio, leggere i segni dei tempi, custodire la speranza anche quando il contesto sembra chiederci il contrario. Buona lettura e buon 2026 a tutti i nostri lettori.
1. 2025: L’anno del Giubileo della Speranza (29 dicembre 2024 – 28 dicembre 2025)

Per la prima data del 2025 facciamo un’eccezione: andiamo indietro a qualche giorno prima, al 2024. L’Anno Giubilare si è aperto ufficialmente in Diocesi il 29 dicembre con la messa in cattedrale, gremita di gente e fedeli, celebrata dal vescovo Mario. “Se vivremo l’amore di Cristo non solo saremo pellegrini di speranza – ha detto il vescovo nell’omelia -, diventeremo segni di speranza: per le nostre famiglie, per le nostre comunità, per le nuove generazioni, per le nostre associazioni, per la società, per il mondo intero. Apriremo cammini di speranza, come singoli, come aggregazioni, corpi intermedi, come Chiesa, come società civili, come popoli”.

La celebrazione di chiusura del “Giubileo della Speranza” è invece fresca nei nostri occhi, pochi giorni fa, il 28 dicembre, sempre in Cattedrale. Nel mezzo, un cammino durato un anno che ci ha visti tutti pellegrini di quella Speranza invocata da Francesco, a cui nel frattempo è succeduto papa Leone. Tra le immagini più suggestive: gli oltre 500 pellegrini partiti dalla Diocesi e che fra sabato 22 e mercoledì 26 marzo hanno partecipato al pellegrinaggio giubilare a Roma coordinato da don Tiziano Zoli (che per il Piccolo ha curato una rubrica apposita, ndr) con il passaggio delle porte Sante. Ma tutta la nostra Chiesa si è messa in cammino nei rispettivi “giubilei”, come raccolto nei tanti articoli dedicati dal Piccolo quest’anno speciale.
2. 15 gennaio – La nuova sede del Piccolo

Una delle notizie che ha segnato l’inizio del 2025 per la nostra città è stata l’inaugurazione della nuova sede del Piccolo di Faenza. Il 15 gennaio, infatti, abbiamo aperto le porte della nostra redazione in un luogo rinnovato, pensato per essere non solo uno spazio di lavoro, ma un punto di incontro con la comunità. Non si tratta di un cambiamento puramente logistico, ma di una scelta di rafforzare la nostra presenza cittadina, per essere più vicini ai lettori, alle storie, alle esigenze del territorio. In un anno pieno di sfide — tra allerta meteo, ricostruzione post-alluvione, elezioni e grandi eventi ecclesiali — questa nuova “casa” è diventata simbolo di continuità, dialogo e servizio: grazie alla fiducia di tante persone e istituzioni, il Piccolo guarda avanti, pronto a raccontare ancora con passione la vita della nostra città e della nostra diocesi.
3. 14 marzo – Nuova allerta rossa, esondazioni a Brisighella

Il 14 marzo 2025 è una data che Faenza difficilmente dimenticherà. Ancora una volta l’allerta rossa ha riportato in città un sentimento ormai fin troppo familiare: la paura. Le piogge intense e le esondazioni nella valle del Lamone hanno riaperto ferite non rimarginate, con cittadini incollati ai telefoni, sacchetti pronti, notti insonni. È la nuova “normalità” di una città che vive sospesa tra bollettini meteo e livelli idrometrici. Un clima che non può diventare permanente. Per questo, accanto alla resilienza dei faentini, cresce la richiesta che i progetti di messa in sicurezza — argini, casse di espansione, delocalizzazioni — escano finalmente dalla fase delle promesse e diventino realtà concrete. La paura non può essere il prezzo da pagare ogni volta che piove. A Brisighella a essere colpita in maniera particolare è ancora una volta la zona delle ex Terme, dove il fiume Lamone ha esondato. Entrambi i ponti di attraversamento presenti nell’area sono già stati chiusi al traffico. L’acqua ha invaso i campi circostanti, fungendo quasi da sorta di cassa d’espansione, e anche le abitazioni più adiacenti al Lamone. Allo stesso modo nuovamente allagato il campo sportivo.
Ulteriore momento di criticità: la recente piena di Natale che ha portato a diverse evacuazioni a Cotignola e nella “bassa”.
4. 24 marzo – Riapertura del cinema Giardino a Brisighella

A pochi giorni dalle esondazioni, un piccolo, ma significativo, segno di speranza. Tra le notizie che raccontano un 2025 di ripartenza silenziosa ma concreta, c’è la riapertura del cinema-teatro Giardino di Brisighella, un segnale importante per i piccoli centri collinari spesso dimenticati. Dopo dodici anni di chiusura, il 24 marzo è stato lanciato un crowdfunding per riportare in vita lo storico cinema, grazie all’impegno della parrocchia di San Michele e del Circolo Anspi “G. Borsi”. Non solo una sala cinematografica, ma un presidio culturale e sociale in un territorio dove, soprattutto nei mesi invernali, le occasioni di incontro sono poche. «Aprire un cinema qui è una scommessa», ha spiegato il parroco don Marco Ferrini, «ma vogliamo aiutare le persone a riscoprire il bello di uscire di casa e creare un centro di aggregazione». Dopo una prima apertura durante il Noam festival di ottobre, questa scommessa ha trovato conferma durante le aperture natalizie, accolte con una buona partecipazione di pubblico: segno che anche nei borghi montani, se ci sono spazi vivi, la comunità risponde.
5. 18 aprile – Prende forma l’area allagabile di via Cimatti: un primo segno concreto non solo di “riparazione”, ma anche di costruzione di nuove difese sul territorio

Nel 2025 Faenza ha visto partire i lavori per l’area di difesa del Borgo, uno degli interventi più attesi dopo le alluvioni, grazie a una scelta definita dal sindaco Massimo Isola come una forma di “disobbedienza civile” per superare ritardi burocratici e accelerare la messa in sicurezza. Una notizia simbolo di un anno in cui la città ha chiesto – e in parte ottenuto – risposte concrete sul fronte della prevenzione, tra urgenza, responsabilità e bisogno di sicurezza. Partiti ad aprile, i lavori hanno poi proseguito durante tutto l’anno, ma non si sono ancora conclusi, sebbene l’area sia già utilizzabile in caso di emergenze. Il 1° dicembre il comitato Borgo ha svolto poi un incontro al cinema Europa dove si è fatto il punto sullo stato dei lavori e le criticità ancora in atto per garantire una vera “democrazia idraulica”. Il grido unanime del comitato è questo: “Faenza non è sicura”.
6. 21 aprile – la morte di papa Francesco – 8 maggio – elezione di papa Leone XIV

Tra gli avvenimenti che hanno segnato il 2025 a livello mondiale, la morte di Papa Francesco e l’elezione del nuovo Pontefice, papa Leone, hanno toccato profondamente anche la nostra diocesi. In un anno già segnato da sfide climatiche, sociali e legate alla pace, la morte del Papa è stata vissuta qui come un momento di profonda commozione e di raccoglimento: molti fedeli della nostra comunità hanno partecipato a veglie, preghiere e momenti di memoria per ricordare il suo insegnamento di fraternità e cura dei poveri. “Nel corso del suo pontificato – ha aggiunto il vescovo Mario -, Papa Francesco ha saputo parlare al cuore di milioni di persone, diventando una guida spirituale non solo per i cattolici, ma anche per i credenti di altre religioni e per tutti coloro che, nel mondo, cercano giustizia, pace e verità. Con riconoscenza profonda, custodiamo la sua testimonianza evangelica, il suo instancabile servizio alla Chiesa e la sua dedizione ai più poveri e fragili. Affidiamolo alla misericordia del Padre, certi che continuerà ad accompagnarci dal Cielo”.

Con la notizia dell’elezione di Papa Leone, la diocesi ha accolto con speranza e fiducia il nuovo successore di Pietro, affidando alla sua guida la continuità del cammino ecclesiale in un tempo di grandi trasformazioni. Questo il messaggio del vescovo Mario per l’elezione: “Accogliamo con profonda gratitudine e gioia l’elezione al soglio pontificio di Papa Leone XIV. Il suo primo gesto – salutare il popolo con le parole ‘La pace sia con voi’ – ha subito indicato la direzione spirituale e pastorale del suo ministero: quella di una pace che affonda le radici in Cristo Risorto, una pace capace di essere insieme disarmata e disarmante, e che chiama ogni cristiano a farsene artigiano nel mondo di oggi”.
7. 22 giugno – La “decima” del Verde

Il Palio del Niballo per la decima volta si tinge di Verde. Marco Diafaldi, su Magia dei Sapori, conquista la giostra di Faenza: per lui si tratta di pokerissimo, la quinta vittoria in questa manifestazione, la terza consecutiva, portandosi a casa otto scudi su otto. Un successo che arriva nella sfida decisiva con il suo più grande contendente, Luca Innocenzi del Borgo e a fronte di avversari velocissimi, in particolare Cela del Giallo e un Tabanelli che non sempre si dimostra freddo al bersaglio. Premio meritatissimo per Diafaldi che ha vinto tutte le tornate legittimando così un successo assoluto. Gertian Cela, del Giallo, il più giovane tra i cinque cavalieri, si è aggiudicato invece il miglior tempo. Con il tempo di 12’138 ha stabilito il nuovo record sulla pista di destra. Anche Innocenzi fa registrare il nuovo record dalla pista di sinistra, con 12’281, segno dell’alto livello del quintetto in gara. In una gara così tirata, vince il cavaliere che non fa nemmeno un errore, meritando così a pieno titolo questo Niballo.
8. 5 settembre – Traversara: un anno dopo l’alluvione

La zona rossa si spalanca davanti ai nostri occhi subito dopo il cartello di ingresso a Traversara. Pochi metri più in là, sulla sinistra, il tempo sembra essersi fermato al 19 settembre 2024. Le case sventrate con crolli anche recenti, qualche mobile spaccato e coperto di fango, i lampadari ancora appesi al soffitto, unico segno di una quotidianità che non c’è più. Sotto, i solai collassati. “I mobili in buone condizioni siamo riusciti a portarli via abusivamente» confessano i proprietari, perché la zona è transennata e per legge non si può entrare. Al resto hanno pensato gli sciacalli, che continuano ad agire indisturbati, soprattutto dopo che la locale stazione dei carabinieri è stata trasferita a seguito dell’alluvione, in attesa del ripristino della caserma”. Nel nostro reportage abbiamo realizzato delle video interviste a residenti, esercenti commerciali, parrocchiani e ai rappresentanti delle istituzioni per documentare la situazione allo stato attuale in vista della Giornata del Creato che la Diocesi ha voluto celebrare proprio qui. I video sono visualizzabili sulla pagina Youtube del Piccolo.
9. 30 settembre – Riapre la sala di comunità a Tredozio

Tra i segni di ripartenza più forti dell’anno c’è anche Tredozio, duramente colpita dal terremoto del 2024, che ha lasciato ferite profonde alle abitazioni, agli edifici pubblici e alla chiesa parrocchiale. In questo contesto fragile, l’ex teatro parrocchiale è stato riaperto e trasformato in una nuova sala di comunità, capace di accogliere le attività pastorali, culturali e anche la liturgia festiva, in attesa del recupero della chiesa. L’inaugurazione, avvenuta con la benedizione del vescovo monsignor Mario Toso, ha coinciso con la festa di San Michele Arcangelo, patrono della parrocchia. «Qui a Tredozio, quest’anno la festa patronale coincide con un pezzo di storia per nulla insignificante – ha detto il vescovo nell’omelia – legato ad alluvioni e al terremoto». E ancora: «Coincide con l’inaugurazione dell’ex teatro parrocchiale, ristrutturato e riqualificato, quale sala comunitaria multiuso, a fini religiosi, culturali e sociali». Un piccolo edificio, ma un grande segno: la comunità che, anche dopo il sisma, sceglie di ritrovarsi e guardare avanti insieme.
10. 2 ottobre – Scuola, l’occupazione del liceo si intreccia con le manifestazioni per Gaza

Non solo banchi, libri e verifiche: le aule del Liceo Scientifico di Faenza sono diventate spazio di protesta e di partecipazione. Con striscioni e assemblee, gli studenti hanno scelto di trasformare la scuola in un luogo politico, collegando le vicende lontane di Gaza al desiderio di far sentire la propria voce qui, nella loro città. Il 2 ottobre è iniziata l’occupazione del liceo Scientifico di Faenza da parte degli studenti del Torricelli-Ballardini. “Questa occupazione fa parte della più ampia mobilitazione nazionale legata, in ultimo, alle vicende della Flottila – racconta uno dei portavoce degli studenti – che ha visto questa notte l’arresto degli attivisti. Noi studenti stiamo semplicemente dando seguito a quanto avevamo promesso in precedenza: se bloccano la Flottilla noi blocchiamo tutto il paese”. L’occupazione, iniziata nel segno della protesta, diventa così anche un banco di prova per la comunità studentesca faentina: un’occasione per interrogarsi non solo sui conflitti che scuotono il mondo, ma anche sul senso della partecipazione e della responsabilità civile – anche e soprattutto nella gestione e cura di questo tempo e degli spazi del liceo. La scuola può ancora essere un luogo vivo, capace di accendere domande e di dare spazio a un impegno che guarda oltre i confini delle aule. Così come l’accettare pensieri diversi anche degli altri studenti, quelli per esempio contrari all’occupazione come modalità per far sentire la propria voce.
11. 15 ottobre – Sfide sociali: il caro vita che avanza e il lavoro povero, difficoltà sottolineate anche dalla Caritas diocesana

Nel 2025, il tema del costo della vita è emerso con forza anche nella nostra città. Secondo l’indagine di Confesercenti, anche a Faenza il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito, con il carovita che pesa su spesa, servizi e attività economiche locali. Nel 2025 le spese obbligate, ovvero quelle legate a servizi di cui è impossibile fare a meno come casa, trasporti, sanità e bollette, hanno raggiunto il 42,2% rispetto alle risorse che ha a disposizione un nucleo familiare. Questo comporta una certa prudenza nei consumi e ha un impatto anche su tante piccole-medie imprese, che si trovano a fronteggiare i rincari relativi a materie prime e costi energetici.
Una volta, chi bussava alla porta della Caritas era disoccupato. Oggi, sempre più spesso, ha un lavoro. È questa la fotografia – drammatica e al tempo stesso lucida – che emerge dal rapporto “Trame di cura”, presentato dalla Caritas diocesana di Faenza-Modigliana. A sottolineare questo fatto è Maria Chiara Lama, operatrice Caritas e redattrice del rapporto: «Fino a dieci anni fa chi si rivolgeva a noi non aveva lavoro, oggi invece abbiamo davanti anche persone con uno stipendio, ma che non riescono a vivere dignitosamente». Un dato su tutti: il 37% delle persone incontrate nel 2024 dalle Caritas parrocchiali rientra nella categoria dei working poor – lavoratori poveri, ovvero impiegati con contratti precari, saltuari o mal retribuiti, per cui uno stipendio non basta più a evitare la povertà. Un fenomeno che interpella la coscienza collettiva e mette sotto pressione i tradizionali strumenti di sostegno, chiamati a rispondere a bisogni sempre più complessi.
12. 31 ottobre – Faenza è Città Creativa Unesco

Il 31 ottobre 2025 resterà una data significativa per Faenza: la città è stata ufficialmente inserita nella prestigiosa Rete delle Città Creative dell’Unesco per la sua creatività nei settori dell’arte, della ceramica e della cultura. Questo riconoscimento internazionale non è un semplice titolo, ma una conferma del valore culturale e artistico che Faenza ha costruito nel tempo, con laboratori, scuole, musei e una comunità che fa della creatività un modo di essere. Per tutta la città si tratta di un motivo di orgoglio: un simbolo di speranza e bellezza in un anno segnato da sfide difficili come la ricostruzione post-alluvione. L’ingresso nella rete Unesco apre nuove opportunità di collaborazione internazionale e mette Faenza sotto i riflettori mondiali, raccontando al mondo una città che valorizza le proprie radici e guarda al futuro con inventiva e passione.
13. 1 dicembre – Verso le elezioni 2026: la ricandidatura di Massimo Isola. Nel centrodestra, per ora Padovani

Il 2025 è stato anche l’anno in cui si è iniziato a guardare al futuro politico della città. Il 1° dicembre il sindaco uscente Massimo Isola ha sciolto le riserve e annunciato la sua ricandidatura, al termine di un incontro pubblico in cui ha ripercorso i cinque anni di mandato segnati da pandemia, alluvioni e ricostruzione. «Sono pronto a ricandidarmi. Mi metto a disposizione per l’amore che ho per questa città», ha detto, collocando la sua scelta dentro una prospettiva di servizio più che di semplice continuità amministrativa.
Con la sua discesa in campo, dopo le candidature già annunciate di Gabriele Padovani (Area Liberale, che già si candidò nel 2015 sfiorando l’elezione) e Giuseppe Apicella Bini (Potere al Popolo), prende forma il quadro della sfida per le elezioni comunali del 2026. Il centrosinistra si prepara a riproporre Isola alla guida di un “campo largo”, che dovrebbe includere anche il Movimento 5 Stelle. Il centrodestra è ancora in attesa se appoggiare Padovani o proporre un candidato alternativo, mentre la città si interroga su quale direzione imboccare dopo anni eccezionali e faticosi. Una notizia che non chiude un capitolo, ma ne apre uno nuovo, carico di domande e responsabilità.














