Nella notte è stato abbattuto l’autovelox di Mezzano lungo la Statale 16 Adriatica. L’episodio, attribuito al fenomeno di “Fleximan”, non è isolato nel Ravennate. Sui social molti esultano, ma non mancano voci che condannano l’atto e richiamano l’importanza dei controlli per la sicurezza stradale

Velox abbattuto

Fleximan è tornato. Nella notte, a Mezzano, è stato abbattuto l’autovelox installato lungo la statale 16 Adriatica, la principale arteria che collega Ravenna a Ferrara. Il blitz sarebbe avvenuto intorno alle 2 del mattino, in un contesto reso ancora più favorevole dalla fitta nebbia che avvolgeva la zona e limitava fortemente la visibilità.

Non si tratta del primo episodio nel Ravennate: negli ultimi anni, infatti, più dispositivi sono finiti nel mirino dei vandali, confermando un fenomeno ormai consolidato. Sul posto sono intervenuti Carabinieri e Polizia locale, che hanno avviato gli accertamenti del caso e fatto scattare le indagini per individuare il responsabile.

Sui social la notizia ha subito scatenato reazioni opposte. Da una parte c’è chi esulta, applaudendo il gesto come una sorta di ribellione contro le multe; dall’altra, invece, non mancano commenti di dura condanna. Tra questi spicca quello di un utente che scrive: «È una strada bruttissima, pericolosa, ed era un ottimo deterrente per tutte quelle persone che sorpassano o fanno manovre azzardate! Una strada veramente schifosa e farla tutti i giorni è un incubo senza considerare tutte le aziende quindi i vari camionisti che passano da lì. Speriamo lo sistemino al più presto».

Precedenti e caos

L’episodio di Mezzano si inserisce in una scia già lunga. Dopo i primi atti attribuiti al fantomatico Fleximan, partiti dal Veneto, anche la Romagna è finita nel mirino: nel Ravennate sono stati colpiti autovelox a Osteria sulla Dismano, a Sant’Alberto, a Godo, fino a Castel Bolognese e Faenza. In alcuni casi gli strumenti sono stati ripristinati dopo settimane, con pali rinforzati e controlli aggiuntivi.

Sul tema, però, pesa anche il caos normativo. È terminato il censimento nazionale degli autovelox e gli apparecchi non inseriti nella piattaforma ministeriale dovranno essere spenti, pena la nullità delle sanzioni.

Resta inoltre aperto il problema dell’omologazione: dopo la sentenza della Cassazione dell’aprile 2024, molte multe rischiano di essere annullate. Un quadro confuso che, tra vandalismi ed esultanze social, rischia di indebolire ulteriormente il rispetto delle regole e la sicurezza sulle strade.

(Risveglio Duemila)