Nei prossimi giorni aprirà il cantiere per la sistemazione di via San Rufillo a Casola Valsenio, con lavori del valore di 6 milioni di euro previsti per concludersi entro settembre 2026. Casola Valsenio ha adottato una procedura speciale che ha accelerato i tempi di consegna, mentre il 90% della rete viaria rurale presenta ancora criticità. Il Comune ha ricevuto 36 milioni di euro per la ricostruzione e la messa in sicurezza delle strade danneggiate.

Un cantiere con iter speciale

Aprirà ufficialmente nei prossimi giorni a Casola Valsenio il cantiere per la sistemazione di via San Rufillo, uno degli interventi più attesi dopo le frane del maggio 2023, gestito dalla concessionaria governativa per gli appalti Consap. Lo scorso 29 ottobre sono stati infatti aggiudicati e consegnati i lavori alla ditta che si occuperà del cantiere, per un importo totale di 6 milioni.

Pronti a settembre 2026

Il termine previsto per la consegna è in 11 mesi, stimata a settembre 2026. In questa assegnazione Casola Valsenio ha fatto da apripista rispetto agli altri centri colpiti dall’alluvione: è stato il primo Comune ad avviare una procedura speciale, occupandosi sia della progettazione tecnica che della fattibilità economica del cantiere, lasciando a Consap solo l’ultimo livello del progetto esecutivo. In questo modo è stato possibile velocizzare la procedura e arrivare all’aggiudicazione dei lavori.

Le prime fasi

Nei prossimi giorni inizieranno le attività di bonifica bellica e il posizionamento del cantiere nelle aree già disponibili. La prima fase riguarderà esclusivamente via San Rufillo, con transitabilità limitata; seguiranno poi gli interventi sulle altre strade comprese nel piano. Casola è stata la prima amministrazione a essere interpellata e ad avviare un percorso completo di progettazione, andando oltre il semplice Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP), livello al quale si sono fermati quasi tutti gli altri Comuni.

Il sindaco Nati: “Casola rappresenta un modello di collaborazione tra istituzioni”

“Nel corso del 2024 – spiega il sindaco di Casola Valsenio Maurizio Nati – si è sviluppato un ampio dibattito a livello regionale sull’opportunità di affidare ai Comuni la gestione diretta dei progetti di ricostruzione o di mantenere una regia centralizzata attraverso Consap. Fin dall’inizio ho ritenuto importante evidenziare un aspetto concreto: con un bilancio comunale di circa due milioni e mezzo di euro, il Comune di Casola Valsenio non avrebbe mai potuto sostenere in autonomia interventi di questa entità, sia per la complessità amministrativa sia per la dimensione economica delle opere».

«L’esperienza di Casola, primo Comune dell’area ad avviare un cantiere con questo iter speciale, rappresenta oggi un modello operativo concreto per la ricostruzione post-frane in Emilia-Romagna; un risultato che nasce dalla collaborazione tra istituzioni e dal senso di responsabilità condiviso nel ricostruire in modo efficace e trasparente» ha concluso il primo cittadino.