Un pellegrinaggio che è diventato esperienza di Chiesa, di fraternità e di fede condivisa. Dal 3 al 5 novembre, circa quattrocento ragazzi della Diocesi di Faenza-Modigliana hanno partecipato al viaggio ad Assisi, accompagnati dai loro catechisti, educatori, sacerdoti e dal vescovo Mario Toso. Un appuntamento ormai tradizionale, organizzato dalla Pastorale giovanile diocesana, che ogni anno propone ai ragazzi appena cresimati un’esperienza di pellegrinaggio nei luoghi significativi della fede. «Quest’anno – racconta don Massimo Geminiani, incaricato della Pastorale giovanile – abbiamo vissuto tre giorni intensi e bellissimi. Siamo partiti in più turni, con gruppi distribuiti tra lunedì e martedì, provenienti da tutta la diocesi».

Tanti cammini che si incontrano

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Il gruppo di Bagnacavallo, in particolare, ha anticipato la partenza lunedì mattina, inserendo nel percorso anche una tappa a Roma, con il passaggio della Porta Santa in San Pietro, prima di unirsi agli altri a Assisi. «Martedì mattina – spiega don Massimo – i primi gruppi hanno partecipato a un momento di catechesi a Santa Maria degli Angeli, preparato dai frati. Ma il vero momento comune, quando ci siamo ritrovati tutti insieme, è stata la Messa presieduta dal vescovo Mario, accompagnato dal vicario don Michele Morandi, nella Basilica superiore di San Francesco».

In quella celebrazione, densa di emozione e silenzio, i giovani hanno ricevuto il segno della Consegna del Credo, gesto simbolico che rappresenta la continuità del cammino di fede dopo la Cresima. “Abbiamo pregato insieme il Credo – racconta ancora don Geminiani – perché in quel testo, sotto gli affreschi di Giotto che raccontano la vita del Santo, si riassume il cuore della nostra fede. È stato un momento forte: l’invito che abbiamo fatto ai ragazzi, a partire dal Credo, è di approfondire l’amicizia con Gesù, un’amicizia che può dare senso e bellezza alla loro vita”.

Assisi, luogo di conversione e fraternità

Il giorno successivo, mercoledì 5 novembre, è stato dedicato alla catechesi itinerante. I ragazzi sono stati suddivisi in sei gruppi di 60-70 partecipanti, per vivere due momenti di incontro e preghiera nei luoghi francescani più significativi: la Basilica di San Francesco, la Chiesa di San Damiano e Santa Maria Maggiore, la Basilica della Spogliazione dove riposa Carlo Acutis, il giovane santo.

«Abbiamo proposto tre percorsi di catechesi legati ai luoghi – spiega don Massimo –: la figura di Francesco, la sua spogliazione, la povertà evangelica, ma anche la testimonianza di Carlo Acutis, un ragazzo del nostro tempo che ha vissuto la santità nella vita di tutti i giorni. Ogni gruppo poi ha arricchito il programma con proprie iniziative: per esempio, alcuni hanno visitato l’Eremo delle Carceri, altri hanno incontrato religiosi e religiose per ascoltare la loro esperienza di vocazione».

La proposta della Pastorale giovanile non si è limitata ai tre giorni di Assisi. «Il pellegrinaggio – spiega don Geminiani – non è un’esperienza che si chiude al ritorno, ma un punto di partenza. Adesso il lavoro continua nelle parrocchie, nella preghiera e negli incontri, perché il Signore faccia maturare ciò che abbiamo seminato. Ringrazio tutti i coordinatori e parroci delle varie parrocchie per averci aiutato a proporre ai nostri giovani questa esperienza significativa».

Per molti ragazzi, il viaggio ad Assisi è stato anche l’occasione per sentirsi parte di una Chiesa più grande, che unisce generazioni e comunità diverse. Il pellegrinaggio dei cresimati è ormai una delle esperienze più attese dell’anno pastorale. Un’occasione per rinnovare la fede e per sentirsi Chiesa in cammino, insieme. E Assisi, con il suo silenzio e la sua luce, continua a essere una meta capace di parlare ai cuori.