La lamentele degli abbonati e la risposta ricevuta a un nostro reclamo ufficiale

Le lamentele degli abbonati. Democrazia informativa a rischio

Gli abbonati sono indignati. Lo stiamo registrando da moltissimo tempo. Sono numerose ogni giorno le telefonate che giungono alle nostre tre redazioni, a Cesena, Faenza e Ravenna. Moltissimi minacciano di non rinnovare l’abbonamento. Altri non sanno più che pensare, molti sono rassegnati. In mezzo ci siamo noi e l’informazione che produciamo sul territorio. Se una voce scompare, ci rimettiamo tutti, lo diciamo da lungo tempo. La democrazia è fatta di pluralità di presenze. La nostra oggi è messa a rischio, oltre che dall’invadenza del web, anche dalla mancata consegna dei nostri giornali via Poste italiane.

Al tema è dedicato l’editoriale della settimana.

Intervento del direttore su Avvenire del 15 novembre

Sabato 15 novembre, a pagina 12 di Avvenire, il nostro direttore Francesco Zanotti pubblica un lungo intervento sempre in argomento. La vicenda riguarda tutti i settimanali diocesani sparsi in Italia, quelli aderenti alla Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) di cui Zanotti è stato presidente per sei anni, fino al novembre 2016, e anche il quotidiano di ispirazione cattolica che deve la sua forza alla distribuzione via abbonamento postale.

Una voce che viene meno è come uno strappo

Meriamo più rispetto, dice in conclusione il direttore nell’editoriale uscito giovedì scorso. Noi per il nostro lavoro che senza la consegna viene vanificato, i lettori per le informazioni che non arrivano. Nella valanga informativa che ci sovrasta, una voce amica che viene meno, si avverte come una mancanza grave, come uno strappo. Speriamo che qualcuno comprenda il disagio nostro e di tutti i nostri lettori.

L’articolo si può leggere a questo link: https://www.avvenire.it/attualita/se-ad-acuire-la-crisi-dei-giornali-ci-si-mette-anche-la-distribuzione_100959